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lunedì 15 giugno 2026

a proposito del dibattito sul femminicidio








Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne supporta e condivide quanto detto e scritto dalle Associazioni aderenti a proposito dell'attuale dibattito sul "femminicidio" e sulla sua esclusiva dimensione di genere.


 

mercoledì 10 giugno 2026

Le femministe dell'UE si incontrano a Bruxelles per l'Assemblea Generale 2026 della Lobby Europea delle Donne (5-7 giugno)


Dal 5 al 7 giugno 2026, i membri dell'European Women's Lobby si sono riuniti a Bruxelles per la nostra Assemblea Generale annuale, che ha visto la partecipazione di rappresentanti provenienti da tutta la nostra rete di membri, del Consiglio di Amministrazione dell'EWL e del personale del Segretariato dell'EWL.


Nel corso di tre giorni di incontri, discussioni e workshop collaborativi, i membri hanno riflettuto sui risultati raggiunti nell'anno trascorso, definito le priorità per il futuro e rafforzato il nostro impegno collettivo per la promozione dei diritti delle donne e delle ragazze in tutta Europa.


Il programma è iniziato il 5 giugno con una riunione del Consiglio di Amministrazione dell'EWL, che ha esaminato i progressi compiuti da febbraio 2026 e discusso il Quadro Strategico proposto per il periodo 2027-2031. La giornata ha incluso anche l'evento "Colmare il divario: donne e clima, un'emergenza planetaria", in cui i partecipanti hanno esplorato le raccomandazioni nazionali ed europee per affrontare l'impatto di genere della crisi climatica.


Durante l'Assemblea Generale del 6 e 7 giugno, i membri hanno esaminato e approvato i principali documenti di governance e finanziari, tra cui il Bilancio 2025 e i relativi aggiornamenti di bilancio per il 2026. I delegati hanno inoltre discusso delle attività dell'organizzazione nell'ultimo anno, degli sviluppi attuali in materia di finanziamenti e delle priorità emergenti per il movimento femminista in tutta Europa. I membri hanno anche dibattuto e votato mozioni d'urgenza, garantendo che EWL rimanga reattiva al contesto politico e sociale in continua evoluzione che interessa le donne e le ragazze in tutta Europa.


La seconda giornata si è concentrata su partecipazione, collaborazione e sviluppo organizzativo. Attraverso una serie di sessioni di lavoro interattive, i membri hanno esplorato come dare vita alla nuova strategia, rafforzare la resilienza organizzativa, individuare le priorità di sviluppo delle capacità e approfondire la cooperazione all'interno della rete EWL. Queste discussioni hanno messo in luce la competenza, l'impegno e la solidarietà che continuano a caratterizzare il nostro movimento.


Le idee, le esperienze e le prospettive condivise durante il fine settimana avranno un ruolo importante nel plasmare il futuro lavoro di EWL e nel rafforzare il nostro impatto in tutta Europa.


Ringraziamo sentitamente tutti i membri, i rappresentanti del Consiglio di Amministrazione, i membri del Comitato Esecutivo e lo staff. Insieme, continueremo a lavorare per un'Europa femminista in cui tutte le donne e le ragazze possano vivere libere da violenza, discriminazione e disuguaglianza.


Non vediamo l'ora di proseguire questo lavoro insieme e di incontrarci nuovamente alla prossima Assemblea Generale 














Notiziario della EWL e della Lef-Italia - maggio 2026

 Cari Membri,

Benvenute al nostro consueto aggiornamento per i membri della EWL e della Lef-Italia

Rendere la salute delle donne una priorità politica urgente

Mentre le nostre sorelle nella Repubblica Democratica del Congo e in altri paesi, soprattutto dell’Africa subsahariana, continuano a lottare contro il virus Ebola, siamo costrette a porci una domanda scomoda: perché la salute, e in particolare la salute delle donne, resta ancora così bassa nelle priorità politiche di un mondo attraversato da crisi e instabilità?

Le donne sono colpite da Ebola in misura maggiore rispetto agli uomini e spesso affrontano anche il peso aggiuntivo della cura di figli e famiglie. Questo si traduce in tassi di mortalità più alti e in un impatto profondamente ingiusto, che troppo spesso resta invisibile.

Per questo motivo, nel 2027 la salute delle donne, letta in una prospettiva olistica e lungo tutto l’arco della vita, sarà la priorità centrale del nostro lavoro, come previsto dal nostro Programma di lavoro 2027. Avvieremo una consultazione inclusiva e intersezionale con tutte le membri, con l’obiettivo di adottare un nostro position paper sulla salute delle donne, accompagnato da raccomandazioni concrete e solide per l’azione. È tempo di dare voce a tutte le donne e di fare della salute delle donne una vera priorità politica.

Nel frattempo, nel 2026 continueremo a concentrarci su alcune urgenze specifiche, a cominciare dalla sterilizzazione forzata, in collaborazione con l’European Disability Forum, affrontandola sia come questione di salute delle donne sia come forma di violenza contro le donne. Continueremo anche a denunciare lo stupro e la violenza sessuale usati come arma di guerra e di conflitto, così come tutte le forme di violenza maschile: per strada, in casa, sul lavoro, online, nello sfruttamento sessuale, nella prostituzione, nel traffico di esseri umani e nella pornografia. Tutte queste realtà hanno un impatto devastante sulla salute delle donne, sul loro benessere e sul raggiungimento della parità di genere.

Va inoltre ricordato che la maggior parte degli operatori sanitari e delle persone che prestano assistenza è composta da donne, troppo spesso date per scontate. È ora di porre fine alla svalutazione del loro lavoro, perché sono le donne a costituire la spina dorsale delle nostre economie e delle nostre società.

Siamo in solidarietà con le nostre sorelle — e i nostri fratelli — nei paesi e nei continenti in cui la salute viene trascurata e alle donne viene chiesto di “difendere il fortino”, spesso a costo dei propri bisogni fondamentali. Insieme ci impegniamo a invertire la tendenza.

In solidarietà,

Dina e Mary


My Voice, My Choice: nessun passo concreto dopo la risposta della Commissione

Il 22 maggio 2026, gli organizzatori dell’Iniziativa dei cittadini europei My Voice, My Choice hanno tenuto il loro incontro ufficiale finale con la Commissione europea. Tre mesi dopo la storica risposta positiva della Commissione, però, non risulta essere stato avviato alcun passo concreto verso l’attuazione.


Il 26 febbraio 2026, la Commissione aveva confermato che gli Stati membri possono mobilitare fondi europei già esistenti, in particolare attraverso il Fondo sociale europeo Plus, per sostenere l’accesso ad aborti sicuri, in risposta all’iniziativa firmata da oltre 1,2 milioni di cittadini in 19 Stati membri. Questa decisione è stata poi inclusa tra le azioni chiave della Strategia per la parità di genere 2026–2030.


 La  SRHR (SALUTE E DIRITTI SESSUALI RIPRODUTTIVI) sotto pressione nei tagli agli aiuti     

Il 13 maggio 2026, l’European Parliamentary Forum for Sexual and Reproductive Rights ha presentato al Parlamento europeo il nuovo rapporto Beyond ODA: Funding for SRHR in a Changing World. Il documento analizza il calo senza precedenti dell’Assistenza Ufficiale allo Sviluppo e le conseguenze che questo ha per la salute e i diritti sessuali e riproduttivi, in un momento in cui l’architettura globale degli aiuti viene profondamente riorganizzata.

 La nuova Direttiva sui Diritti delle vittime

Il 21 maggio 2026, il Parlamento europeo ha adottato la direttiva rivista sui diritti delle vittime con 440 voti favorevoli, 49 contrari e 84 astensioni. Si tratta della più importante revisione della legislazione dell’Unione europea sulla protezione delle vittime dal 2012 e aggiorna gli standard per circa 70 milioni di persone che ogni anno nell’UE subiscono un reato.

La nuova direttiva introduce cambiamenti sostanziali. Gli Stati membri dovranno istituire linee di assistenza per le vittime, disponibili online, tramite app e attraverso il numero europeo 116 006, e garantire la possibilità di denunciare i reati online o attraverso terzi, comprese le organizzazioni della società civile. Questo vale anche per le persone detenute, ospitate in case di cura o presenti nei centri di detenzione per migranti. Per la prima volta nel diritto dell’UE, l’assistenza sanitaria per le vittime di violenza sessuale includerà esplicitamente la contraccezione d’emergenza, la profilassi post-esposizione, i test per le infezioni sessualmente trasmissibili e l’accesso all’aborto secondo il diritto nazionale.

 La lettera aperta alla Commissione

EWL esprime profonda indignazione per il presunto invito della Commissione europea a incontrare i talebani a Bruxelles. In quanto più grande organizzazione europea di diritti delle donne, con membri in tutta l’Unione europea e oltre, EWL denuncia la scelta di offrire visibilità e legittimazione a un regime che priva sistematicamente donne e ragazze dei loro diritti fondamentali.

Lef-Italia

Il 26 maggio ultimo scorso si è svolto a cura dell'Avv.ta Titti Carrano, esperto Led nell'Osservatorio EWL sulla Violenza contro le Donne, il webinar dal titolo: "la violenza contro le donne : la dimensione digitale, organizzato dal Coordinamento Italiano per il Distretto Centro della Fidapa BPW Italy


mercoledì 25 marzo 2026

Bando di partecipazione per il Campo estivo "Agorà" dedicato alle giovani femministe

AGORA è il campo estivo per giovani femministe della European Women's Lobby (EWL), che riunisce a Bruxelles ragazze provenienti da tutta Europa per un incontro di 5 giorni in cui discutere ed esplorare tutte le tematiche legate al femminismo per le giovani donne di oggi e imparare le une dalle altre, preparandosi a diventare le future leader femministe.

Istituita nel 2015, AGORA ha celebrato il suo decimo anniversario lo scorso anno, coronando un decennio di impegno con giovani donne di età compresa tra i 18 ed i 30 anni di tutta Europa e con una rete in crescita di circa 290 ex partecipanti.

La European Women's Lobby (EWL) invita le giovani femministe a candidarsi per l'AGORA 2026, il campo estivo di 5 giorni che si svolgerà a Bruxelles dal 7 all'11 settembre 2026. Il tema generale della AGORA sarà  la violenza contro le donne e le ragazze, con argomenti e workshop specifici organizzati nel corso di  tutta la settimana.

Come candidarsi


SCADENZA: 17 aprile 2026, ore 23:59 (mezzanotte) CET


REGISTRAZIONE: Modulo di candidatura per i partecipanti, disponibile a questo link.https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd_mQUlm6i7bMvWU6_0hgUzyX2ffQODNM78K0gUHwORiLPAwA/viewform


Per ulteriori informazioni, contattateci all'indirizzo agora@womenlobby.org 


Chi siamo?

La European Women’s Lobby (EWL) è la più grande piattaforma europea di associazioni femminili, e rappresenta la diversità di donne e ragazze in Europa. Attualmente, l'EWL conta 30 organizzazioni tra coordinamenti nazionali dei paesi dell'UE, dei paesi candidati, di ex Stati membri dell'UE e dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA), nonché 17 membri di associazioni  europee, che assieme rappresentano oltre 2.000 organizzazioni femminili in Europa.

Insieme alle nostre associate, ci battiamo per un'Europa femminista che promuova i diritti delle donne e la parità tra donne e uomini. La EWL immagina una società in cui il contributo delle donne in tutti gli aspetti della vita sia riconosciuto, premiato e celebrato – nella leadership, nella cura e nella produzione; una società in cui tutte le donne abbiano fiducia in se stesse, libertà di scelta e siano libere dalla violenza e dallo sfruttamento; e in cui nessuna donna o ragazza venga lasciata indietro


Cos'è l' AGORA' e fa questa  al caso tuo?

AGORA si propone di ristabilire e rafforzare l'attivismo femminista tra le giovani donne europee, affrontando le sfide sociali, economiche e politiche. Attraverso workshop e attività di networking, promuove la solidarietà, l'empowerment e la collaborazione transfrontaliera, offrendo uno spazio sicuro per la condivisione di conoscenze e la costruzione di strategie femministe.


 Gli Obiettivi dell' AGORA':


Rafforzare l'attivismo delle giovani donne europee.

Creare connessioni tra femministe di diversa provenienza per un apprendimento reciproco.

Offrire una piattaforma alle femministe emergenti, promotrici del cambiamento e future leader.

Promuovere la solidarietà, l'empowerment e la collaborazione transfrontaliera.

Esplorare la leadership femminista e le dinamiche di potere.

Aiutare la  EWL a comprendere le esigenze delle giovani femministe per orientare le strategie future.

Il programma dell' AGORA', della durata di cinque giorni e che si svolgerà a Bruxelles dal 7 all'11 settembre 2026, offre uno spazio per lo scambio di idee, lo sviluppo di competenze e l'apprendimento collaborativo. Le partecipanti proporranno, condurranno e parteciperanno a workshop, con la richiesta di impegno totale , che include tutte le sessioni, le cene organizzate ed il  tempo libero.

Alcune testimonianze delle partecipanti all' AGORA' 2025: "Lascerò AGORA' con il cuore pieno di questa solidarietà femminile e con una prospettiva e un obiettivo femminista ancora più chiari. Partecipare ad AGORA era il mio sogno da due anni e tutta questa attesa è valsa la pena."

"Per cinque giorni ho condiviso pensieri, paure, risate e lacrime con donne straordinarie provenienti da tutta Europa. In ognuna di loro ho ritrovato un po' di me stessa e insieme abbiamo creato uno spazio per imparare le une dalle altre e per unire le nostre speranze e il nostro impegno a continuare a lottare per un mondo più giusto, equo e inclusivo."

Qui potete trovare il rapporto completo dell'edizione 2025 di AGORA, dedicata all'anniversario: Rapporto EWL AGORA 2025- – European Women’s Lobby https://womenlobby.org/ewl-agora-2025-report/


I Criteri di selezione


Sei una giovane femminista di età compresa tra i 18 e i 30 anni (al momento del campo estivo)?

Risiedi attualmente nell'Unione Europea? Purtroppo, non siamo in grado di sponsorizzare visti.

Hai un buon livello di inglese (B2)?

Ti impegni per i diritti delle donne e la parità di genere?

Sei disposta a mettere in pratica ciò che imparerai durante l' AGORA'  nel tuo futuro attivismo, nel tuo impegno sociale o professionale?

Sei motivata a entrare in contatto, condividere esperienze e costruire solidarietà con altre giovani femministe provenienti da tutta Europa?

Condividi i valori e la missione della European Women's Lobby?

In quanto organizzazione femminista intersezionale, ci impegniamo a organizzare un campo estivo che rifletta e includa esperienze che rappresentino l'Europa in tutta la sua diversità. Pertanto, le donne di colore e appartenenti a minoranze etniche, le donne con disabilità, le donne della comunità LGBTQI+ e i gruppi marginalizzati sono particolarmente incoraggiate a candidarsi.


Procedimento di selezione


Sono disponibili 40 posti per l'AGORA' 2026, di cui 20 riservati a giovani donne iscritte alla EWL. La selezione sarà effettuata dalla EWL, sulla base del modulo di candidatura e dei criteri sopra indicati. Motivazione ed esperienza nell'attivismo femminista o nelle campagne per la parità di genere e i diritti delle donne saranno fattori determinanti. Il nostro obiettivo è riunire un gruppo di giovani femministe provenienti da contesti diversi, aree geografiche e con differenti livelli di esperienza nel femminismo e nell'attivismo.

Si prega di notare che, in quanto piattaforma di organizzazioni , riserviamo 20 posti a candidate affiliate e supportate dalle socie della EWL. Questo per garantire un collegamento diretto e duraturo con la EWL e le sue socie. Per le partecipanti che non sono ancora collegate alle nostre socie, ci assicureremo che vi sia un contatto con le socie di riferimento prima dell' AGORA?.

Ci impegniamo a informare tutte le candidate selezionate entro giugno 2026. Purtroppo, non saremo in grado di fornire un feedback sulle candidature alle candidate non selezionate.


Contributo finanziario


La EWL copre i costi del programma, inclusi viaggio, alloggio e pasti a Bruxelles. Le partecipanti organizzano autonomamente il viaggio di andata e ritorno da e per Bruxelles, con rimborso in base alle linee guida dell'UE. Di conseguenza, ad alcune partecipanti potrebbe essere richiesto di coprire una parte delle spese di viaggio. Non escluderemo nessuno in base alla sua capacità di pagare. Se verrai selezionato/a, ti forniremo maggiori informazioni su come richiedere il rimborso.


Dettagli sulla sede


Saranno compiuti sforzi per garantire inclusività e accessibilità in tutte le sedi, con una comunicazione proattiva e la predisposizione di soluzioni per i partecipanti che necessitano di supporto aggiuntivo durante l'intero programma.

mercoledì 4 marzo 2026

Violenza Digitale contro le donne. Profili sostanziali e processuali a partire dalla Direttiva N.1385/2024"

 


  "Violenza Digitale contro le donne. Profili sostanziali e processuali a partire dalla Direttiva N.1385/2024 "

Il 2 mazo u.s. si è svolto il Convegno su

"Il Convegno ha offerto un'analisi approfondita delle relazioni d'eccellenza  di Relatrici e Relatori, focalizzandosi sulla violenza digitale contro le donne. Sono stati esplorati vari aspetti, iniziando dall'approccio giuridico e culturale delineato nella Direttiva europea 1385/2024 . Sono state discusse le sfide poste dalle nuove tecnologie nel contrasto alla violenza di genere, nonché l'impatto di tali tecnologie nei procedimenti penali. Infine, si è affrontato il tema del cyberstalking secondo il Codice Penale italiano e il fenomeno del deepfake, evidenziando la necessità di risposte adeguate e tempestive."  




















martedì 27 gennaio 2026

Comunicato Stampa : La EWL lancia la Campagna " Parity Now !"






LA EWL INVITA I LEADER POLITICI E I DECISORI A TUTTI I LIVELLI AD AGIRE PER LA PIENA PARITÀ IN TUTTI I SETTORI DELLA SOCIETÀ E LANCIA LA SUA CAMPAGNA " PARITY NOW! "

   BRUXELLES, 27 gennaio 2026

 

La Lobby Europea delle Donne (EWL) lancia oggi PARITY NOW!, una nuova campagna che chiede l'istituzionalizzazione della parità al 50% tra donne e uomini in tutti gli ambiti decisionali, a livello nazionale, europeo e internazionale. Le donne e le ragazze rappresentano la metà della popolazione, ma continuano ad essere sistematicamente sottorappresentate negli organi decisionali politici, economici, sociali e sportivi. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, la parità è ancora lontana dall'essere raggiunta. Nell'Unione europea nel 2024, le donne rappresentavano solo il 35% dei ministri, il 33% dei membri dei parlamenti nazionali, il 32% dei membri delle assemblee regionali e locali, il 35% dei membri dei consigli di amministrazione delle più grandi società quotate in borsa e solo il 23% dei membri dei più alti organi decisionali delle dieci organizzazioni sportive olimpiche nazionali più popolari (Gender Equality Index, European Gender Institute)

Il lancio di PARITY NOW! arriva in un momento cruciale. Nell'ottobre 2024, il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW) ha adottato la Raccomandazione generale n. 40, che invita gli Stati membri a istituzionalizzare una rappresentanza paritaria ed inclusiva di donne e uomini in tutti i sistemi decisionali. Questa importante raccomandazione conferma che la parità non è facoltativa, ma un requisito democratico vincolante fondato sul diritto internazionale in materia di diritti umani. I dati dimostrano che le misure di parità ed un forte impegno politico producono risultati. Nel 2024, la Francia ha raggiunto la parità nelle assemblee regionali e nei comuni locali; le donne hanno rappresentato il 62% dei ministri in Finlandia; mentre la Svezia ha superato la parità negli organi decisionali dello sport, con il 51% di donne fra i  membri del consiglio di amministrazione. Malta ha introdotto un meccanismo di “correzione di genere” nelle elezioni nazionali per garantire una soglia minima di rappresentanza. 

Tuttavia permangono profonde disparità di genere, in particolare, nelle leadership del settore privato, nella scienza e nell'intelligenza artificiale, nonché nelle associazioni, nei sindacati e nelle organizzazioni della società civile. L'esclusione delle donne dal processo decisionale è ulteriormente aggravata nei contesti colpiti da guerre e gravi minacce alla popolazione civile, evidenziando il persistente mancato rispetto della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza.

lunedì 26 gennaio 2026

Comunicato stampa "No al dissenso"


 


Il Coordinamento italiano della Lobby Europea delle Donne esprime sorpresa e preoccupazione per 

il ddl stupri in approvazione al Senato 

L’introduzione della parola consenso e del concetto a cui rimanda, richiesta per la corretta applicazione della Convenzione di Istanbul, è stato il motivo della proposta di modifica alla legge esistente. Ora la parola chiave “consenso” scompare dalla formulazione dell’art. 609-bis c.p. ed è sostituita da un’altra non contemplata dalla Convenzione di Istanbul.

Si tratta di una riformulazione del testo approvato all’unanimità alla Camera in cui il modello del consenso – solo sì è sì – viene sostituito con il riferimento alla volontà contraria all’atto sessuale, volontà che deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso.

In caso di valorizzazione del consenso non è la donna vittima a dover dimostrare di aver detto no, mentre una formulazione come quella proposta espone la persona offesa a maggiori rischi di vittimizzazione secondaria nel corso del procedimento penale.

Il modello del consenso affermativo, a livello europeo e internazionale, viene ritenuto come quello maggiormente rispettoso delle esigenze di tutela della vittima di violenza sessuale. Una scelta a favore del modello incentrato sul dissenso segnerebbe, per l’Italia, un pericoloso arretramento sul piano tanto culturale quanto tecnico- giuridico.

Alla luce di queste considerazioni,  il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne  chiede una interpretazione ed un’ attuazione corretta della Convenzione di Istanbul su una materia che riguarda un importante e frequente violazione dei diritti delle  donne.

 

 

 

mercoledì 11 giugno 2025

COMUNICATO STAMPA della Lobby Europea delle Donne:

Invito ai leader politici a intensificare la loro azione per i diritti delle donne in Europa e nel mondo








 

La Lobby Europea delle Donne (EWL) esprime grave preoccupazione per le violazioni sistematiche dei diritti delle donne in Europa e nel mondo e invita i leader politici a intensificare le loro azioni.

 

Durante la riunione dell'Assemblea generale (AG) tenutasi a Bruxelles il 7-8 giugno, la LEF ha adottato cinque dichiarazioni sulla situazione delle donne a Gaza, in Sudan, nella Repubblica democratica del Congo, in Afghanistan e in Ucraina. Condanniamo le terribili violazioni dei diritti umani delle donne in questi paesi, che rimangono invisibili di fronte alla guerra, ai conflitti e all'oppressione sistematica; le donne sono leader del cambiamento e devono essere al centro della ricostruzione di società pacifiche. Inoltre, sono state approvate quattro mozioni relative alla reazione, la repressione dei manifestanti in Serbia, l'accesso al diritto all'aborto e la condanna dell'uso sistematico dello stupro come arma di guerra.

 

Dina Loghin, appena eletta presidente della EWL, dichiara: "È giunto il momento di far sentire la voce delle donne, di denunciare l'espressione ultima del patriarcato, vale a dire l'aumento delle tensioni, dei conflitti e della guerra in un mondo in crisi, che fanno regredire i progressi compiuti nel raggiungimento dei diritti delle donne e della parità di genere degli ultimi decenni. Questo è intollerabile e non staremo in silenzio, vogliamo azione ORA!" 

 

Dina Loghin è stata eletta presidente, insieme ai vicepresidenti Edite Kalnina e Anne Negre, al tesoriere Maria José Landeira Østergård e ai membri Teresa Nevado, Daniela Dimitrievska e Marion Boeker. Insieme, formano il Comitato esecutivo che supervisionerà le attività della LEF per i prossimi due anni.

 

Nei prossimi giorni la LEF trasmetterà e indirizzerà i messaggi chiave delle cinque dichiarazioni e delle quattro mozioni ai leader politici del l'UE, nonché alla comunità internazionale. Tra questi figurano il presidente del Consiglio europeo, la presidente della Commissione europea e del Parlamento europeo, l'alto rappresentante del l'UE, le presidenze del l'UE (Polonia, Danimarca e Cipro), il presidente del Comitato economico e sociale europeo, ed il segretario generale delle Nazioni Unite.   

 

L'Assemblea generale ha inoltre commemorato i 35 anni della Lobby Europea delle Donne, fondata nel 1990. "Non aspetteremo altri 35 anni per fare in modo che il cambiamento accada", afferma la presidente della EWL Dina Loghin.

sabato 8 marzo 2025

8 Marzo


Oggi, 8 Marzo, il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne ribadisce il suo impegno a perseguire i principi basilari  della Lobby Europea delle Donne che sono:

                         I diritti delle Donne sono Diritti Umani

                         l'uguaglianza

                         l'autonomia

                         la partecipazione

                         l'inclusione

cercando di attuarli in un contesto storico  in continuo movimento caratterizzato da una  economia traballante e dall' incertezza politica europea e mondiale 



 

mercoledì 18 settembre 2024

Comunicato stampa EWL - La parità passa in secondo piano nella nuova Commissione di Von der Leyen Comunicato stampa della Lobby europea delle donne [Bruxelles, 17 settembre 2024]

 



                                     

                                      


Comunicato stampa  della EWL

                   La parità passa in secondo piano nella nuova Commissione di Von der Leyen

                                               [Bruxelles, 17 settembre 2024] 

Questa mattina la Presidente Ursula von der Leyen ha annunciato la composizione del nuovo Collegio dei Commissari e quello che avrebbe dovuto essere un passo avanti per l'Europa si è invece trasformato in una clamorosa delusione. Mentre si sperava in un progresso, ciò che abbiamo ottenuto è un approccio obsoleto alla leadership che trascura valori cruciali, come soprattutto  l'uguaglianza ed un'equa rappresentanza.

Uno dei tratti più evidenti della nuova formazione è la totale assenza di un Commissario per l'uguaglianza, contrariamente a quanto indicato negli orientamenti politici della von der Leyen. L'importante compito di promuovere l'uguaglianza in tutta l'UE è stato invece ridotto a un portafoglio secondario affidato alla candidata belga Hadja Lahbib, che si occuperà anche della gestione e della preparazione delle crisi. È inaccettabile che una questione così critica venga trattata come un ripensamento, mentre i diritti delle donne e l'uguaglianza subiscono battute d'arresto in tutta l'UE.

 Come è possibile aspettarsi progressi reali e duraturi in materia di uguaglianza se questa viene considerata solo un' ennesima voce di un lungo elenco di priorità per una Commissaria già oberata da altre questioni urgenti? La Commissione europea deve dotarsi dei mezzi necessari per raggiungere gli obiettivi dichiarati e garantire l'integrazione della dimensione di genere in tutti i portafolii.

La stessa assenza  di un  equilibrio di genere è profondamente preoccupante. Nonostante tutta la retorica sull'inclusione e l'uguaglianza, nella nuova Commissione ci sono presenti 16 uomini e solo 11 donne. , Questa situazione è semplicemente inaccettabile nel 2024. Le donne rappresentano più della metà della popolazione europea, eppure restano sotto rappresentate nell'organo decisionale più potente dell'UE. Questo squilibrio segnala al mondo che la Commissione europea non è ancora disposta a impegnarsi pienamente per la parità di genere, anche se la diversità e la rappresentanza sono i principi fondanti di una società  più inclusiva e  giusta.

 La Segretaria Generale della Lobby Europea delle Donne, Mary Collins, ha condannato con fermezza questa decisione: “Una Commissaria dedicato alla parità, come era stato promesso nella scorsa legislatura, è fondamentale per far progredire i diritti delle donne e promuovere un'Europa veramente inclusiva. L'uguaglianza non può essere trattata come una questione secondaria: richiede una leadership mirata e un impegno ai massimi livelli”.

L'uguaglianza non è una questione secondaria e il fatto che venga trattata come tale,  dimostra un profondo scollamento tra le azioni della Commissione e i valori che afferma di sostenere. Non possiamo permetterci di rendere l'uguaglianza una questione secondaria in quando riguarda la vita di milioni di persone in tutto il continente. Il nuovo Collegio dei Commissari avrebbe dovuto essere un'occasione per riaffermare l'impegno dell'UE nei confronti dei diritti e dell'inclusione delle donne.  Invece, questo annuncio ci porta a chiederci se l'uguaglianza sia davvero una priorità o solo un argomento di conversazione..

Ora confidiamo che il Parlamento europeo faccia la sua parte. Deve assicurarsi che la parità sia considerata prioritaria e venga promossa durante le prossime audizioni e approvazioni finali. Il Parlamento ha la responsabilità di opporsi a questo squilibrio e di spingere per un'Europa in cui l'uguaglianza e i diritti delle donne siano in primo piano e non una nota a piè di pagina.

È tempo di concentrarsi sull'uguaglianza, non come un ripensamento, ma come un valore fondamentale che merita una leadership specifica all'interno della Commissione europea. Qualsiasi cosa di diverso equivarrebbe a non essere all'altezza degli ideali per cui l'Europa si batte.

Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea si associa al contenuto di tale Comunicato Stampa, condividendo la propria amarezza e delusione


La European Women's Lobby è la più grande organizzazione di associazioni femminili in Europa. Fondata nel 1990, l'EWL lavora per promuovere i diritti delle donne e l'uguaglianza tra uomini e donne e rappresenta più di 2000 organizzazioni in tutta Europa.

mercoledì 24 aprile 2024

Un momento storico! La Lobby europea delle Donne plaude all'adozione della prima direttiva UE sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica


[Bruxelles, 24 aprile 2024] -

 La Lobby Europea delle Donne (EWL)  ed il Coordinamento Italiano esprimono  la loro più sentita gratitudine a tutte le organizzazioni per i diritti delle donne, alle attiviste , alle sopravvissute ed alle responsabili politiche/ci femministe/i, la cui incrollabile dedizione è culminata nell'adozione, da parte del Parlamento europeo, della prima direttiva europea sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica. Ciò significa che tutte le donne e le ragazze potranno godere dell' uguale diritto ad un  minimo di protezione, indipendentemente dal luogo in cui vivono in Europa.

Questo eccezionale traguardo è il risultato di decenni di attività di sensibilizzazione collettiva da parte dei membri dell'EWL, che si sono instancabilmente battute per i diritti e la sicurezza delle donne e delle ragazze in tutta Europa. Esprimiamo il nostro più profondo apprezzamento a tutte le persone e le organizzazioni che hanno contribuito a questa storica realizzazione di uno degli obiettivi prioritari dell'EWL sin dalla sua fondazione, avvenuta 35 anni fa.

“Siamo immensamente orgogliose di questo risultato storico nell'ambito della nostra continua lotta per la parità tra donne e uomini e per l'eliminazione della violenza contro le donne e le ragazze”,  sottolinea Iliana Balabanova, Presidente della Lobby Europea delle donne. “L'adozione di questa direttiva segna un passo fondamentale per garantire la sicurezza e la protezione delle donne e delle ragazze in tutte le sfere della vita, compresa quella online”.

L'EWL elogia il Parlamento europeo per aver riconosciuto l'urgente necessità di affrontare la violenza contro le donne e la violenza domestica, sia offline che online. Come evidenziato nell'analisi dell'EWL del testo approvato, con questa direttiva l'UE riconosce per la prima volta che la violenza contro le donne è un ostacolo al raggiungimento dell'uguaglianza tra donne e uomini per il quale l'UE ha l'obbligo di adempiere, come stabilito nei trattati.

“Questa direttiva stabilisce obblighi di importanza fondamentale per tutti gli Stati membri dell'UE, che devono ottemperare ai loro obblighi normativi e alle loro politiche per porre fine alla violenza contro le donne. Esortiamo gli Stati membri a mettere immediatamente in atto questa insieme di norme esaustive per salvare la vita di donne e ragazze", ha dichiarato Mary Collins, Segretaria generale dell'EWL.

“Gli Stati membri dovranno tenere conto dell'indispensabile bagaglio di competenze delle organizzazioni femminili e dei servizi specializzati per le donne che si occupano in prima linea di tutte le forme di violenza contro di esse,  sostenendo  le sopravvissute in  una prospettiva trasversale di genere”, ha dichiarato Laura Kaun, direttrice delle politiche e delle campagne di EWL.

Pur celebrando questo importante traguardo, la Lobby Europea delle Donne deplora il blocco da parte del Consiglio di diversi aspetti chiave della direttiva, in particolare l'esasperante decisione imposta da Francia e Germania di escludere l'articolo 5 sulla definizione armonizzata dello stupro basata sul consenso, in linea con gli standard della Convenzione di Istanbul. “Si tratta di una decisione assolutamente ipocrita e di una terribile occasione mancata per proteggere donne e ragazze da una delle forme più odiose di violenza e di affrontare i vergognosi livelli di impunità degli autori. La storia dimostrerà che la violenza sessuale è un problema dell'Unione Europea da cui nessun Paese è immune, ed una strategia per controllare e mettere a tacere le donne. È indispensabile disporre dei migliori strumenti legislativi per la prevenzione e per garantire alle sopravvissute l'accesso alla giustizia e alla riparazione, ora! “, afferma Irene Rosales, consigliere politico senior della  EWL.

La EWL ribadisce il proprio impegno a migliorare ulteriormente la direttiva e ad estenderne il campo di applicazione. Continueremo a promuovere il riconoscimento della violenza contro le donne come reato penale dell'UE, ivi compreso lo stupro, le molestie sessuali sul luogo di lavoro, la sterilizzazione forzata e l'intero campo della violenza sessuale e riproduttiva contro le donne.

La Lobby Europea delle donne ed il Coordinamento Italiano riaffermano  il loro impegno a far avanzare i diritti delle donne e a porre fine a tutte le forme di violenza contro le stesse . Insieme, continueremo a lavorare per un'Europa che garantisca ad ogni donna e ragazza una vita libera da ogni forma di violenza maschile e discriminazione.

I risultati della votazione odierna della plenaria del Parlamento europeo sono i seguenti:

  Favorevoli: 522

  Astenuti: 72

  Contrari: 27




martedì 6 febbraio 2024

Raggiunto l'accordo sulla prima legge UE sulla violenza contro le donne - Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne

 

Oggi è stata scritta la storia: è stato raggiunto l' accordo sulla prima direttiva in assoluto che garantisce donne e  ragazze pari protezione nell'UE.





Il Coordinamento Italiano esprime soddisfazione per il risultato ottenuto con un forte ed instancabile lavoro congiunto  e condivide in pieno la Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne

[Bruxelles, 6 febbraio 2024] La Lobby Europea delle Donne (EWL) valuta positivamente il tanto atteso accordo sulla direttiva per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, la prima legge dell'Unione europea a garantire che le vittime di violenza contro le donne e la violenza domestica ricevano un'adeguata protezione, sostegno, accesso alla giustizia e riparazione, indipendentemente dal luogo in cui vivono nell'UE.

"È stata adottata una decisione storica! Il messaggio che l'UE ha dato con questo accordo è che i diritti delle donne sono diritti umani fondamentali al centro del progetto dell'UE e che non sono mai una questione privata, ma una questione strutturale radicata nel patriarcato, nel sessismo e nella misoginia.  Tutte le forme di violenza contro le donne devono finire ora", ha dichiarato Iliana Balabanova, presidente della Lobby Europea delle Donne. "Questa direttiva è fondamentale per  Stati membri come il mio, la Bulgaria, che non hanno ancora ratificato la Convenzione di Istanbul, poiché stabilisce un quadro olistico di obblighi e standard minimi".

"Negli ultimi 30 anni, la EWL ha chiesto di porre la violenza contro le donne al centro dell'agenda politica dell'UE. Oggi è stato siglato un accordo rivoluzionario sulla prima direttiva in assoluto per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. Si tratta di un passo fondamentale nella giusta direzione. Ora chiediamo agli Stati membri di mettere immediatamente in atto questa serie di norme complete per salvare la vita di donne e ragazze", ha dichiarato Mary Collins, Segretaria generale della EWL.

"La direttiva deve essere attuata di pari passo con gli standard d'oro della Convenzione di Istanbul, di cui l'UE e 22 Stati membri sono parti. Gli Stati membri devono tenere conto dell'indispensabile esperienza delle organizzazioni femminili e dei servizi specializzati per  donne nell'affrontare tutte le forme di violenza contro le stesse e nel sostenere le sopravvissute/vittime con una prospettiva  intersezionale e sensibile al genere ", ha dichiarato Irene Rosales, responsabile delle politiche e delle campagne della EWL.

"La violenza informatica contro le donne e le ragazze è oggi una dura realtà in Europa. Per la prima volta, l'UE riconosce l'impatto devastante che la violenza informatica ha sulle loro vite e considera reato cinque fattispecie di cyber violenza: la condivisione non consensuale di materiale intimo e manipolato, il cyber stalking, la  cyber molestia , il cyber flashing e l'incitamento all'odio o alla violenza", afferma Laura Kaun, direttrice delle politiche e delle campagne della EWL. "In un momento in cui un numero crescente di donne e ragazze nell'UE si sente completamente priva di protezione contro la diffusione di abusi sessuali basate su immagini,  di  molestie informatiche o cyberstalking, le misure contenute in questa direttiva sono fondamentali per sostenere le vittime, contrastare l'impunità degli autori e responsabilizzare i provider e le piattaforme Internet affinché si  rimuovano  i contenuti e si scongiurino nuove vittime".

La EWL si congratula con la Commissione europea, la Presidenza belga e il team negoziale del Parlamento europeo, in particolare con i due co-relatori Frances Fitzgerald (PPE, Irlanda) e Evin Incir (S&D, Svezia) e i loro team. Hanno compiuto uno sforzo notevole per migliorare l'accordo generale raggiunto dal Consiglio nel giugno dello scorso anno e per garantire che la direttiva rientri negli "standard d'oro" della Convenzione di Istanbul o addirittura li superi.

La direttiva fornisce anche una definizione armonizzata delle mutilazioni genitali femminili (MGF) e dei matrimoni forzati, come previsto dalla Convenzione di Istanbul. Contiene misure per migliorare l'identificazione preventiva delle vittime, l'intervento tempestivo e per garantire a tutte le vittime canali accessibili di denuncia. Obbliga gli Stati membri ad adottare meccanismi di protezione essenziali (come gli ordini di restrizione d'emergenza, gli ordini cautelari e di protezione) per garantire l'incolumità delle vittime da da situazioni di pericolo immediato. La direttiva stabilisce standard per la fornitura di servizi di supporto specializzati e completi, come linee telefoniche di assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e strutture di accoglienza accessibili a tutte le donne vittime e ai loro figli. Inoltre, obbliga gli Stati membri a istituire  appositi centri  per gli stupri dove si  forniscano consulenza e assistenza medica, psicologica e traumatologica, servizi per la salute e la salute sessuale  delle vittime di violenza sessuale e stupro, nonché  supporto specialistico alle vittime di MGF, sterilizzazione forzata e molestie sessuali sul lavoro.

 Il gruppo negoziale del Parlamento europeo è riuscito a rafforzare le disposizioni sulla prevenzione, includendo misure volte ad affrontare le cause profonde della violenza contro le donne e della violenza sessuale, e , anche, garantendo il ruolo centrale del consenso, che deve essere dato volontariamente.

"La EWL si rammarica profondamente per il blocco da parte del Consiglio di molti elementi chiave della direttiva, in particolare per l'oltraggiosa decisione imposta da Francia e Germania di eliminare l'articolo 5 sulla definizione armonizzata di stupro basata sul consenso, secondo gli standard della Convenzione di Istanbul. È del tutto ipocrita e rappresenta una terribile occasione mancata per proteggere le donne e le ragazze da una delle forme più odiose di violenza", afferma Irene Rosales, responsabile delle politiche e delle campagne di EWL. "Ricordiamo che 11 Stati membri dell'UE mantengono ancora una definizione inadeguata dello stupro, basata sulla forza, la minaccia o la coercizione come principali elementi costitutivi del reato, mettendo a rischio l'effettiva protezione dell'autonomia sessuale dell'individuo, come da sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo". La EWL deplora inoltre l'esclusione delle definizioni dei reati di molestie sessuali sul luogo di lavoro e di sterilizzazione forzata.



La EWL si sente garante dei 250 milioni di donne in Europa e delle nostre 2000 organizzazioni affiliate, come dovrebbero fare tutti gli Stati membri dell'UE. La EWL continuerà a chiedere una revisione della direttiva per assicurare che il reato di stupro sia garantito a livello europeo e definito in modo coerente sulla base del consenso liberamente dato in circostanze di autonomia e reciprocità. Inoltre, la EWL si batterà e si adopererà senza sosta per garantire che l'ambito di applicazione della direttiva venga presto esteso in modo da includere tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi la violenza e l'abuso sessuali.

La EWL si sente responsabile  dei 250 milioni di donne in Europa e delle nostre 2.000 organizzazioni affiliate, così come dovrebbero fare tutti gli Stati membri dell'UE. La EWL continuerà a chiedere una revisione della direttiva per assicurare che il reato di stupro sia considerato a livello europeo e definito in modo coerente sulla base del consenso liberamente dato in circostanze di autonomia e reciprocità. Inoltre, la EWL si batterà e lavorerà instancabilmente per garantire che il campo di applicazione della direttiva venga presto esteso per includere tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi la violenza e gli abusi sessuali.

La EWL ringrazia gli esperti in materia di diritto che hanno firmato la lettera aperta sulla base giuridica della direttiva UE, che dimostra che l'UE ha l'obbligo di regolamentare questa materia secondo i vigenti testi normativi  dell'UE. La EWL ringrazia i firmatari delle petizioni "Rendi l'Europa un luogo sicuro per donne e ragazze" e " UE: Solo il sì significa sì" e la collaborazione con WeMove Europe e AVAAZ.

giovedì 25 gennaio 2024

Il Belgio ignora le sopravvissute alla prostituzione e incoraggia gli altri Stati membri a seguire il suo percorso

 




La Lobby Europea delle Donne (EWL) si rammarica profondamente della decisione della Presidenza belga di discutere di prostituzione durante l'incontro informale dei Ministri della Giustizia di domani senza previa consultazione delle sopravvissute alla prostituzione e delle ONG che lavorano con queste ultime . Esortiamo i Ministri della Giustizia a partecipare a questa riunione per incontrare le sopravvissute  ed a non banalizzare questa forma di violenza che colpisce principalmente donne e ragazze.

[Bruxelles, 25 gennaio 2024] È con disappunto e poca comprensione che apprendiamo che nell'agenda della Presidenza belga, dell'incontro informale dei ministri della Giustizia di domani,  è prevista una discussione sulla “depenalizzazione del lavoro sessuale”.

 Attraverso la promozione della narrativa del  “lavoro sessuale”, l'approccio adottato dalla Presidenza belga non rispetta la risoluzione del Parlamento europeo adottata nel settembre 2023 che riconosce che “il linguaggio concordato dalle Nazioni Unite e dall'UE è prostituzione e  persone/donne che si prostituiscono” e che “il sesso deve essere basato sul consenso, che può essere prestato soltanto in modo libero e volontario, e non possa essere sostituito da uno scambio di denaro”.

Nella descrizione della riunione,  si riconosce anche che la legge recentemente adottata in Belgio è il risultato di consultazioni organizzate "a stretto contatto con le organizzazioni delle lavoratrici del sesso", mentre si ignorano le sopravvissute alla prostituzione che non vogliono etichettare la prostituzione come lavoro, una parola che ammorbidisce tutta la violenza intrinseca ad essa, il sessismo, classismo e razzismo riscontrabili nell’acquisto di atti sessuali.

Pertanto, la Lobby Europea delle Donne esorta tutti i ministri della Giustizia presenti alla riunione di domani ad ascoltare le sopravvissute,  stare al loro fianco ed attuare programmi di sostegno e di uscita ben finanziati, seguendo la legislazione adottata da diversi paesi europei come Francia, Svezia ed Irlanda. In effetti, il Modello dell' uguaglianza è il miglior modello giuridico da adottare quando si tratta di proteggere le donne e le ragazze che sono nella prostituzione e che soffrono di molteplici forme di precarietà ed esclusione sociale, poiché le depenalizza. Allo stesso tempo, offre loro sostegno sanitario, sociale, educativo ed economico. Questo modello non solo offre alle sopravvissute alla prostituzione gli strumenti per riprendere  potere, libertà d'azione e autonomia, ma scarica il peso della stigmatizzazione e della vergogna sui cosiddetti "compratori di sesso" che credono che il consenso liberamente espresso possa essere acquistato.


È giunto il momento di un’Europa libera dallo sfruttamento sessuale delle donne e delle ragazze!

mercoledì 24 gennaio 2024

Si vergognino i governi tedesco e francese per avere deluso le donne e le ragazze d'Europa! Shame on the German and French governments for disappointing all the women and girls of Europe!

Si vergognino i governi tedesco e francese per avere deluso le donne e le ragazze d'Europa!




 

E' una  tattica per accantonare la direttiva?

 

La Lobby European delle Donne (EWL) esorta il Parlamento europeo a muoversi per impedire agli Stati membri dell'UE di minare la tanto attesa direttiva sulla violenza contro le donne e le ragazze in Europa.

 La Lobby Europea delle Donne (EWL) è indignata per la vergognosa decisione dei governi di Francia e Germania di continuare a bloccare la definizione di stupro basata sul consenso (in base agli standard della Convenzione di Istanbul) nella proposta di direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, ed invita il Parlamento europeo a garantire l'adozione di questa direttiva prima delle elezioni europee, per evitare che gli Stati membri dell'UE mettano a repentaglio questa legge attesa da tempo a sostegno dei diritti umani delle donne europee

La EWL riconosce che 13 Stati membri (Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Grecia, Finlandia, Italia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna e Svezia) hanno sostenuto il mantenimento dell'articolo 5 sullo stupro.  Tuttavia, la vergognosa posizione di Francia e Germania - che detengono una minoranza di blocco - ha reso impossibile per la presidenza belga l'inclusione dell'articolo sullo stupro (una delle forme più brutali ed efferate di violenza contro le donne) nel testo di compromesso della direttiva. La Lobby Europea si chiede se questa sia una tattica per accantonare la direttiva. La decisione del Consiglio mette inacettabilmente a rischio l'intera direttiva proprio nelle ultime settimane di negoziati prima della fine del mandato politico.  Non staremo a guardare e non permetteremo che ciò accada!

Questa direttiva è il primo atto legislativo a livello europeo che stabilisce standard minimi per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. La direttiva prevede di:

- Armonizzare le definizioni di almeno sette forme di violenza contro le donne, comprese cinque forme di violenza online vale a dire: la condivisione non consensuale di materiale intimo o manipolato; le molestie informatiche;  il cyberstalking; la ricezione non richiesta di materiale sessualmente esplicito e l'incitamento informatico all'odio;  la  mutilazione genitale femminile e matrimonio forzato;

- Fornire un pacchetto completo di diritti per le vittime di tutte le forme di violenza contro le donne e di violenza domestica (secondo le definizioni nazionali), stabilendo regole minime per la denuncia e l'accesso alla giustizia, l'intervento precoce, la protezione e il sostegno alle vittime.

- Stabilire standard minimi per la raccolta dei dati e garantire meccanismi di coordinamento.

 La Lobby Europea  è estremamente delusa dai governi di Francia e Germania, che sono rimasti indifferenti agli sforzi incessanti e agli appelli delle organizzazioni femminili, dei cittadini e degli esperti legali per rendere lo stupro un crimine e  garantire che tutte le donne e le ragazze abbiano gli stessi diritti in tutta l'Unione Europea. È chiaro che questa decisione è del tutto ipocrita se si considera che la definizione di stupro basata sul consenso è già prevista dalla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne, la cosiddetta Convenzione di Istanbul. Poiché Francia, Germania e l' UE sono parti della Convenzione di Istanbul e sono, pertanto, già vincolate dalle disposizioni in essa contenute.

 A soli cinque mesi dalle elezioni europee, la mancanza di impegno nei confronti dei diritti delle donne da parte dei due maggiori governi dell'UE manda un messaggio forte a milioni di elettori.

Tuttavia, al contrario,  se la direttiva verrà adottata, avremmo la possibilità di vedere chiaramente come l'Europa si prenda cura delle donne. Il lavoro incessante della Commissione europea e dei membri del Parlamento europeo, in particolare dei relatori Frances Fitzgerald (PPE, Irlanda), Evin Incir (S&D, Svezia), e dei relatori ombra, testimonia che i diritti delle donne sono al centro delle loro preoccupazioni.  Hanno aperto la strada nel  mettere la violenza contro le donne al centro dell'agenda politica dell'UE, una richiesta della EWL da oltre 30 anni! 

È di estrema importanza proseguire i negoziati per garantire l'adozione di una solida direttiva europea sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, che fornisca una protezione e un sostegno adeguati alle vittime in tutta l'UE. Non ci possono essere pace e sicurezza se le donne temono per la loro incolumità.  La violenza maschile contro le donne è un problema sistemico di lunga data in tutta Europa, e questa è un'emergenza che minaccia la vita delle donne.  Ogni anno,  in Europa,  2.300 donne vengono uccise per mano dei loro partner o ex partner. Una donna su 3 ha subito violenza fisica e/o sessuale e 1 donna su 2 ha subito molestie sessuali dall'età di 15 anni. Il 7% delle donne che hanno subito molestie informatiche ha subito almeno  anche una molestia sessuale e/o violenza fisica perpetrata da un partner stretto (FRA, 2014).  In un momento in cui, nell’UE,  un numero crescente di donne (e ragazze) si sente così indifeso da considerare il suicidio come opzione unica all' essere state vittime di abusi sessuali basati sull’immagine, di molestie  o stalking informatici [1], abbiamo indubbiamente bisogno di una direttiva che fornisca per la prima volta in assoluto un quadro adeguato e ambizioso di definizioni giuridiche per affrontare tutte le forme di violenza informatica.

Nell'ambito  delle ultime settimane di negoziati che precedono il prossimo (ed ultimo) incontro del Trialogo, la EWL invita il Consiglio, sotto la guida della Presidenza belga, ad essere pronto ad adottare un testo di compromesso che risponda alle richieste del  Parlamento Europeo. In queste ultime settimane di negoziati, chiediamo agli Stati membri di adottare una Direttiva che contenga un pacchetto di diritti delle vittime di violenza che sia all’altezza degli standard della Convenzione di Istanbul. Contiamo in concreto  sul Consiglio affinché raggiunga un  compromesso significativo che migliori il testo in linea con le richieste del Parlamento europeo. Concretamente, contiamo sul Consiglio affinché raggiunga compromessi significativi per migliorare il testo in linea con le richieste del Parlamento europeo. A tale  proposito, la EWL si rammarica profondamente della decisione del Consiglio di escludere dalla Direttiva  articoli chiave come l’articolo sullo stupro e quelli sulla definizione delle molestie sessuali sul posto di lavoro e sulla sterilizzazione forzata

È giunto il momento di rendere la violenza contro le donne e le ragazze una priorità politica!

L’Europa può fare la differenza. Non accantonare la direttiva, adottala adesso!


[1] EWL HerNetHer Rights  Mappatura dello stato della violenza online contro le donne e le ragazze in Europa (2018).

Verónica (32 anni) si è suicidata dopo che un suo video sessuale intimo è stato ampiamente distribuito ai suoi colleghi senza il suo consenso. Lo stesso ha fatto Tiziana (31 anni), dopo una lunga battaglia in tribunale per far rimuovere da internet i video intimi.


Shame on the German and French Governments for letting all women and girls down in Europe !

The European Women’s Lobby (EWL) urges the European Parliament to move ahead to prevent the EU Member States from jeopardising the long-awaited law on violence against women and girls in Europe.

[Brussels, 23 January 2024] While we, the European Women’s Lobby (EWL), are outraged by the disgraceful decision of the governments of France and Germany to persist in blocking a consent-based definition of rape (based on the standards of the Istanbul Convention) in the proposed Directive on combating violence against women and domestic violence, we call on the European Parliament to ensure that this Directive is adopted before the European elections, to prevent EU Member States from jeopardising this long-awaited law to uphold women’s human rights in Europe.

The EWL acknowledges that 13 Member States (Austria, Belgium, Croatia, Cyprus, Greece, Finland, Italy, Lithuania, Luxembourg, Poland, Slovenia, Spain and Sweden) have supported keeping Article 5 on rape. However, the shameful position of France and Germany - who hold a blocking minority - has made it impossible for the Belgian Presidency to include the article on rape (one of the most brutal and heinous forms of violence against women) in the compromise text of the Directive. The EWL questions whether this is a tactic to shelve the Directive. The decision of the Council inadmissibly puts at risk the whole Directive in the very last weeks of the negotiations before the end of this political mandate. We will not stand by and let this happen!

This Directive is the first ever piece of legislation at the EU level that sets minimum standards to prevent and combat violence against women and domestic violence. The Directive will:

  • Harmonise the definitions of at least seven forms of violence against women, including five forms of online violence against women, namely: non-consensual sharing of intimate or manipulated material; cyber-harassment; cyberstalking; unsolicited receipt of sexually explicit material, and cyber incitement to hatred; female genital mutilation and forced marriage;
  • Offer a complete package of rights to victims of all forms of violence against women and domestic violence (as per national definitions) establishing minimum rules for reporting and access to justice, early intervention, protection and support to victims
  • Establish minimum standards for data collection and ensure coordinating mechanisms.

The EWL is extremely disappointed by the governments of France and Germany, which have remained indifferent to the relentless efforts and calls from women’s organisations, citizens, and legal experts to make rape a crime and to ensure that all women and girls in Europe have the same rights throughout Europe. It is clear that this decision is completely hypocritical taking into account that a consent-based definition of rape is already mandated in the Council of Europe Convention on preventing and combating violence against women, the so-called Istanbul Convention. France, Germany and the EU are parties to the Istanbul Convention and are, therefore, already bound by the provisions therein.

Just five months before the EU elections, the lack of commitment to women’s rights by the two largest EU governments sends a strong message to millions of voters.

However, on the other hand, we can clearly see that Europe does care about women if the Directive is adopted. The relentless work by the European Commission and the members of the European Parliament, especially the Rapporteurs Frances Fitzgerald (EPP, Ireland) and MEP Evin Incir (S&D, Sweden), and the Shadow Rapporteurs, testify that women’s rights are at the heart of their concerns. They have opened the door to placing violence against women at the heart of the EU’s political agenda, a demand of the EWL for the past 30 years!

It is of the utmost importance to continue the negotiations to ensure the adoption of a robust EU Directive on combating violence against women and domestic violence that grants adequate protection and support to victims throughout the EU. There can be no peace and security while women fear for their safety. Male violence against women is a long-term systemic issue across Europe and this is an emergency threatening the security of women’s lives. 2.300 women are killed every year in Europe at the hands of their partners or ex-partners. One in 3 women have been subjected to physical and/or sexual violence and one in 2 women have experienced sexual harassment since the age of 15. 7 % of women who have experienced cyber harassment have also experienced at least one form of sexual and/or physical violence perpetrated by an intimate partner (FRA, 2014). In times when a rising number of women (and girls) in the EU feel so unprotected that suicide is considered as their only option after being victims of image-based sexual abuse, cyber-harassment or cyberstalking [1], we absolutely need a Directive that provides for the first time ever an adequate and ambitious framework of legal definitions to address all forms of cyber-violence.

In the framework of the last weeks of negotiations leading up to the next (and last) Trialogue meeting, the EWL calls on the Council, under the leadership of the Belgium Presidency, to be ready to adopt a compromise text that responds to the demands of the European Parliament. In the very last weeks of negotiations, we call on the Member States to adopt the Directive which includes a package of rights of victims of violence against women and domestic violence to live up to the standards of the Istanbul Convention. Concretely, we count on the Council to make significant compromises to improve the text in line with the European Parliament’s requests. In this regard, the EWL deeply regrets the Council’s decision to exclude key articles on the Directive including the article on rape and the definition of sexual harassment in the workplaceand forced sterilisation.

It’s time to make violence against women and girls a political priority.

Europe can make a difference. Do not shelve the Directive, adopt it now!

[1] EWL HerNetHerRights Mapping the state of online violence against women and girls in Europe (2018).
Verónica (32 years old) committed suicide after an intimate sexual video of her was widely distributed to her colleagues without her consent. Tiziana (31 years old) did the same after a long battle through courtsto have intimate videos removed from the internet.