mercoledì 10 giugno 2026

Le femministe dell'UE si incontrano a Bruxelles per l'Assemblea Generale 2026 della Lobby Europea delle Donne (5-7 giugno)


Dal 5 al 7 giugno 2026, i membri dell'European Women's Lobby si sono riuniti a Bruxelles per la nostra Assemblea Generale annuale, che ha visto la partecipazione di rappresentanti provenienti da tutta la nostra rete di membri, del Consiglio di Amministrazione dell'EWL e del personale del Segretariato dell'EWL.


Nel corso di tre giorni di incontri, discussioni e workshop collaborativi, i membri hanno riflettuto sui risultati raggiunti nell'anno trascorso, definito le priorità per il futuro e rafforzato il nostro impegno collettivo per la promozione dei diritti delle donne e delle ragazze in tutta Europa.


Il programma è iniziato il 5 giugno con una riunione del Consiglio di Amministrazione dell'EWL, che ha esaminato i progressi compiuti da febbraio 2026 e discusso il Quadro Strategico proposto per il periodo 2027-2031. La giornata ha incluso anche l'evento "Colmare il divario: donne e clima, un'emergenza planetaria", in cui i partecipanti hanno esplorato le raccomandazioni nazionali ed europee per affrontare l'impatto di genere della crisi climatica.


Durante l'Assemblea Generale del 6 e 7 giugno, i membri hanno esaminato e approvato i principali documenti di governance e finanziari, tra cui il Bilancio 2025 e i relativi aggiornamenti di bilancio per il 2026. I delegati hanno inoltre discusso delle attività dell'organizzazione nell'ultimo anno, degli sviluppi attuali in materia di finanziamenti e delle priorità emergenti per il movimento femminista in tutta Europa. I membri hanno anche dibattuto e votato mozioni d'urgenza, garantendo che EWL rimanga reattiva al contesto politico e sociale in continua evoluzione che interessa le donne e le ragazze in tutta Europa.


La seconda giornata si è concentrata su partecipazione, collaborazione e sviluppo organizzativo. Attraverso una serie di sessioni di lavoro interattive, i membri hanno esplorato come dare vita alla nuova strategia, rafforzare la resilienza organizzativa, individuare le priorità di sviluppo delle capacità e approfondire la cooperazione all'interno della rete EWL. Queste discussioni hanno messo in luce la competenza, l'impegno e la solidarietà che continuano a caratterizzare il nostro movimento.


Le idee, le esperienze e le prospettive condivise durante il fine settimana avranno un ruolo importante nel plasmare il futuro lavoro di EWL e nel rafforzare il nostro impatto in tutta Europa.


Ringraziamo sentitamente tutti i membri, i rappresentanti del Consiglio di Amministrazione, i membri del Comitato Esecutivo e lo staff. Insieme, continueremo a lavorare per un'Europa femminista in cui tutte le donne e le ragazze possano vivere libere da violenza, discriminazione e disuguaglianza.


Non vediamo l'ora di proseguire questo lavoro insieme e di incontrarci nuovamente alla prossima Assemblea Generale 














Notiziario della EWL e della Lef-Italia - maggio 2026

 Cari Membri,

Benvenute al nostro consueto aggiornamento per i membri della EWL e della Lef-Italia

Rendere la salute delle donne una priorità politica urgente

Mentre le nostre sorelle nella Repubblica Democratica del Congo e in altri paesi, soprattutto dell’Africa subsahariana, continuano a lottare contro il virus Ebola, siamo costrette a porci una domanda scomoda: perché la salute, e in particolare la salute delle donne, resta ancora così bassa nelle priorità politiche di un mondo attraversato da crisi e instabilità?

Le donne sono colpite da Ebola in misura maggiore rispetto agli uomini e spesso affrontano anche il peso aggiuntivo della cura di figli e famiglie. Questo si traduce in tassi di mortalità più alti e in un impatto profondamente ingiusto, che troppo spesso resta invisibile.

Per questo motivo, nel 2027 la salute delle donne, letta in una prospettiva olistica e lungo tutto l’arco della vita, sarà la priorità centrale del nostro lavoro, come previsto dal nostro Programma di lavoro 2027. Avvieremo una consultazione inclusiva e intersezionale con tutte le membri, con l’obiettivo di adottare un nostro position paper sulla salute delle donne, accompagnato da raccomandazioni concrete e solide per l’azione. È tempo di dare voce a tutte le donne e di fare della salute delle donne una vera priorità politica.

Nel frattempo, nel 2026 continueremo a concentrarci su alcune urgenze specifiche, a cominciare dalla sterilizzazione forzata, in collaborazione con l’European Disability Forum, affrontandola sia come questione di salute delle donne sia come forma di violenza contro le donne. Continueremo anche a denunciare lo stupro e la violenza sessuale usati come arma di guerra e di conflitto, così come tutte le forme di violenza maschile: per strada, in casa, sul lavoro, online, nello sfruttamento sessuale, nella prostituzione, nel traffico di esseri umani e nella pornografia. Tutte queste realtà hanno un impatto devastante sulla salute delle donne, sul loro benessere e sul raggiungimento della parità di genere.

Va inoltre ricordato che la maggior parte degli operatori sanitari e delle persone che prestano assistenza è composta da donne, troppo spesso date per scontate. È ora di porre fine alla svalutazione del loro lavoro, perché sono le donne a costituire la spina dorsale delle nostre economie e delle nostre società.

Siamo in solidarietà con le nostre sorelle — e i nostri fratelli — nei paesi e nei continenti in cui la salute viene trascurata e alle donne viene chiesto di “difendere il fortino”, spesso a costo dei propri bisogni fondamentali. Insieme ci impegniamo a invertire la tendenza.

In solidarietà,

Dina e Mary


My Voice, My Choice: nessun passo concreto dopo la risposta della Commissione

Il 22 maggio 2026, gli organizzatori dell’Iniziativa dei cittadini europei My Voice, My Choice hanno tenuto il loro incontro ufficiale finale con la Commissione europea. Tre mesi dopo la storica risposta positiva della Commissione, però, non risulta essere stato avviato alcun passo concreto verso l’attuazione.


Il 26 febbraio 2026, la Commissione aveva confermato che gli Stati membri possono mobilitare fondi europei già esistenti, in particolare attraverso il Fondo sociale europeo Plus, per sostenere l’accesso ad aborti sicuri, in risposta all’iniziativa firmata da oltre 1,2 milioni di cittadini in 19 Stati membri. Questa decisione è stata poi inclusa tra le azioni chiave della Strategia per la parità di genere 2026–2030.


 La  SRHR (SALUTE E DIRITTI SESSUALI RIPRODUTTIVI) sotto pressione nei tagli agli aiuti     

Il 13 maggio 2026, l’European Parliamentary Forum for Sexual and Reproductive Rights ha presentato al Parlamento europeo il nuovo rapporto Beyond ODA: Funding for SRHR in a Changing World. Il documento analizza il calo senza precedenti dell’Assistenza Ufficiale allo Sviluppo e le conseguenze che questo ha per la salute e i diritti sessuali e riproduttivi, in un momento in cui l’architettura globale degli aiuti viene profondamente riorganizzata.

 La nuova Direttiva sui Diritti delle vittime

Il 21 maggio 2026, il Parlamento europeo ha adottato la direttiva rivista sui diritti delle vittime con 440 voti favorevoli, 49 contrari e 84 astensioni. Si tratta della più importante revisione della legislazione dell’Unione europea sulla protezione delle vittime dal 2012 e aggiorna gli standard per circa 70 milioni di persone che ogni anno nell’UE subiscono un reato.

La nuova direttiva introduce cambiamenti sostanziali. Gli Stati membri dovranno istituire linee di assistenza per le vittime, disponibili online, tramite app e attraverso il numero europeo 116 006, e garantire la possibilità di denunciare i reati online o attraverso terzi, comprese le organizzazioni della società civile. Questo vale anche per le persone detenute, ospitate in case di cura o presenti nei centri di detenzione per migranti. Per la prima volta nel diritto dell’UE, l’assistenza sanitaria per le vittime di violenza sessuale includerà esplicitamente la contraccezione d’emergenza, la profilassi post-esposizione, i test per le infezioni sessualmente trasmissibili e l’accesso all’aborto secondo il diritto nazionale.

 La lettera aperta alla Commissione

EWL esprime profonda indignazione per il presunto invito della Commissione europea a incontrare i talebani a Bruxelles. In quanto più grande organizzazione europea di diritti delle donne, con membri in tutta l’Unione europea e oltre, EWL denuncia la scelta di offrire visibilità e legittimazione a un regime che priva sistematicamente donne e ragazze dei loro diritti fondamentali.

Lef-Italia

Il 26 maggio ultimo scorso si è svolto a cura dell'Avv.ta Titti Carrano, esperto Led nell'Osservatorio EWL sulla Violenza contro le Donne, il webinar dal titolo: "la violenza contro le donne : la dimensione digitale, organizzato dal Coordinamento Italiano per il Distretto Centro della Fidapa BPW Italy


lunedì 1 giugno 2026

La violenza contro le donne: la dimensione digitale -



                                         Abstract webinar Lef/Fidapa del 26 maggio 2026 


                                                         Avv. a Titti Carrano (D.i.Re)

 Esperta per la  Lef-Italia nell'Osservatorio  della EWL sulla Violenza contro le        

                                                             Donne


 1.  Definizione e Continuità della Violenza Digitale

 

   La violenza digitale contro le donne non è una "nuova" tipologia di abuso, ma l'amplificazione online della violenza offline. Costituisce un continuum in cui le dinamiche patriarcali di potere e controllo vengono replicate negli spazi virtuali. Il fenomeno è potenziato dallo scudo dell'anonimato, da algoritmi che normalizzano la misoginia e la mercificazione del corpo della donna, dalla diffusione in tempo reale a un pubblico illimitato e dalla persistenza dei contenuti nel tempo.


2.  Le Principali Forme

·      Diffusione non consensuale di immagini intime: Spesso definita erroneamente revenge porn. Il termine è scorretto poiché non vi è finalità commerciale (pornografia), la causa non è sempre la vendetta (ma bullismo,controllo o profitto) e genera colpevolizzazione della vittima (victim blaming).

·   Cyberstalking e Stalkerware: Uso di software invisibili per monitorare di nascosto GPS, chat, chiamate e fotocamera dello smartphone della vittima.

·      Deepfake e Pornografia Sintetica: Manipolazione tramite IA per inserire il volto o corpo di una donna in contenuti sessualmente espliciti

·     Doxing: Raccolta e pubblicazione dolosa di dati privati (indirizzo, scuola dei figli, conti bancari) per spostare l'odio online nello spazio fisico, minacciando la sicurezza reale della vittima.

·     Abuso Economico Online: Controllo di app bancarie e blocco dei conti per azzerare l'autonomia finanziaria della donna.

·   Molestie e Campagne d'Odio: Attacchi coordinati di massa (dogpiling o cybermobbing) per zittire e spingere all'autocensura le donne esposte pubblicamente

 (giornaliste, attiviste, politiche).

·       Adescamento di minori

·  Abusi negli Ambienti Immersivi (VR/Metaverso): Molestie su avatar tridimensionali. Attraverso il fenomeno psicologico dell'embodiment, il cervello percepisce il corpo digitale come estensione di quello fisico: aggressioni o stupri virtuali generano traumi psicologici e stress fisico.

·      AI Companion (Compagni Virtuali): Chatbot affettivi basati su IA. Rischiano di diventare "palestre di de-umanizzazione" poiché abituano l'utente a partner digitali docili, iper- sessualizzati e privi del diritto al rifiuto.


3.  La Manosfera (Manosphere)

Rete di spazi digitali (forum come il "Forum dei Brutti", canali Telegram, TikTok e YouTube) dominati da misoginia e risentimento verso l'emancipazione femminile.


Gruppi radicali: Incel (celibi involontari, legati alla formula LMS: Look, Money, Status e al terrorismo misogino), MRAs (attivisti per i diritti degli uomini che colpevolizzano le donne), MGTOW (uomini che rifiutano le relazioni) ePUA (artisti del rimorchio basati sulla manipolazione).


4.  Estensione del fenomeno e conseguenze

La Relazione della Commissione Femminicidio (Aprile 2026) evidenzia dati drammatici:

·       1 donna su 2 ha subito violenza online nella propria vita; il 50% dei tweet d'odio in Italia è misogino.

·       Il 73% delle giornaliste ha subito abusi online; il 58% delle deputate europee ha ricevuto minacce di morte o stupro.

·       Si registra un +380% di immagini pedopornografiche generate o alterate con IA negli ultimi mesi.L'Italia non ha un sistema stabile e disaggregato di raccolta dati; i dati della Polizia Postale non sono divisi per genere. Nel 2025 si registrano comunque 201 casi di Cyber Stalking (75% vittime donne) e 255 casi di diffusione non consensuale di immagini intime (74% vittime donne).


5.  Il Quadro Giuridico

 Attuale Ordinamento Italiano


·       Ambito Penale: L'Art. 612-ter c.p. punisce la diffusione illecita di immagini intime (esteso dalla L. 168/2023 ai contenuti IA); l'Art. 612-bis c.p. punisce il cyberstalking. Altre condotte sono perseguite tramite l'Art. 494 c.p. (sostituzione di persona per profili falsi), l'Art. 167 d.lgs. 196/2003 (illecito trattamento dati per il doxing), l'Art. 595 c.p. (diffamazione aggravata) e l'Art. 572 c.p. (maltrattamenti per l'abuso economico).

·     Ambito Civile: L'Art. 10 C.C. e la Legge sul Diritto d'Autore (Artt. 96-97) tutelano il decoro e l'immagine.

Unione Europea

·       Direttiva UE 2024/1385 (da recepire entro il 14 giugno 2027): Primo testo organico europeo sulla violenza di genere. Impone standard minimi penali per la cyberviolenza e la rimozione rapida dei contenuti.

·       Digital Services Act (DSA): In vigore dal 17 febbraio 2024, obbliga le grandi piattaforme a rimuovere tempestivamente i contenuti illeciti e valutare i rischi di genere

·       AI Act: Regolamento ad applicazione graduale (2024-2027) che impone l'etichettatura dei deepfake, l'uso di marcatori digitali tracciabili e vieta la categorizzazione biometrica predatoria.

·       Pacchetto E-evidence (Direttiva (UE) 2023/1544 e Regolamento (UE) 2023/1543), recepito in Italia a fine 2025: Consente ai giudici nazionali di ordinare direttamente ai provider esteri (comprese le Big Tech) la consegna o conservazione delle prove digitali, superando le lente rogatorie internazionali.

Consiglio d'Europa

  Convenzione di Istanbul (2011): resta il riferimento principale e include anche molte forme di violenza digitale.

   Raccomandazione GREVIO n. 1 (2021): impone di includere il rischio online nella valutazione del pericolo per le vittime.

  Convenzione di Budapest (2001): è il riferimento base per cooperazione e procedure contro la criminalità informatica.

  Raccomandazione CM/Rec(2026)2: adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 4 marzo 2026. La raccomandazione sottolinea la necessità di risposte più incisive da parte dei sistemi giudiziari, dei processi decisionali e della governance digitale.


6.  Lacune strutturali e criticità operative

Persistono gravi vuoti normativi operativi:

·       Lacune penali: Assenza del motivo sessista nelle norme sull'hate speech (artt. 604-bis/ter c.p.) e mancanza di una fattispecie specifica contro i deepnude creati con IA.

·       Limiti investigativi e tecnici: Mancanza di obblighi per le piattaforme di registrare i codici hash (necessari a bloccare la ricondivisione di file già segnalati); barriere economiche per le vittime (manca il patrocinio a spese dello Stato automatico e slegato dal reddito).


7.  Le Proposte della Commissione Femminicidio (Aprile 2026)

La Commissione propone 20 interventi legislativi e culturali, sintetizzabili in 5 aree:

1.     Contrasto all'anonimato: Accesso alle piattaforme con identità certa e introduzione del DASPO digitale (esclusione dalla rete per soggetti pericolosi o ai domiciliari).

2.     Nuove fattispecie: Introduzione del reato di creazione di contenuti sessuali IA, inasprimento delle pene per la sextortion e inserimento del motivo sessista nell'hate speech.

3.     Responsabilità dei gestori: Obbligo di estensione del codice hash per bloccare i rilanci e obbligo di conservazione dati utili alle indagini.

4.     Potenziamento delle Autorità: Più poteri sanzionatori e d'urgenza ad AGCOM e Garante Privacy; aumento della formazione tecnica per magistratura e forze dell'ordine.


5. Sostegno e Prevenzione: Gratuito patrocinio universale per le vittime di reati digitali di genere, deindicizzazione rapidadai motori di ricerca, stop alla spettacolarizzazione mediatica e percorsi obbligatori di educazione digitale e cultura della parità di genere nelle scuole di ogni ordine e grado a partire dalla scuola primaria

lunedì 11 maggio 2026

La Direttiva UE sulla trasparenza retributiva: si avvicina la scadenza del 7 giugno 2026


 

 

 

 A maggio 2026, la Direttiva dell'Unione Europea sulla trasparenza retributiva (2023/970) - concepita per contrastare il divario retributivo di genere - è entrata nella sua fase critica di recepimento. Gli Stati membri devono integrare la direttiva nel diritto nazionale entro il 7 giugno 2026, ma i progressi rimangono disomogenei: alcuni procedono con costanza, mentre altri rischiano azioni esecutive da parte della Commissione Europea.

La situazione in Italia

L'Italia ha compiuto passi decisivi verso la conformità. Il 5 febbraio 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo, attualmente al vaglio del Parlamento. Questo approccio si basa sul robusto sistema di contrattazione collettiva italiano e prevede:

      L'obbligo per i datori di lavoro di indicare le fasce salariali iniziali negli annunci di lavoro.

      La possibilità per i dipendenti di richiedere dati retributivi disaggregati per genere per ruoli equivalenti, con un periodo di risposta di due mesi.

      L'obbligo di piani d'azione congiunti con i sindacati per le aziende con oltre 100 dipendenti, qualora i divari retributivi non giustificati superino il 5%.

Un aspetto degno di nota è l'esclusione della remunerazione variabile, come bonus e commissioni, dalla definizione principale di "livello retributivo"  considerata da alcuni una potenziale scappatoia e da altri una misura pratica per concentrarsi sulla retribuzione fissa stabile.

Il panorama europeo

L'attuazione nel resto dell'UE presenta uno scenario variegato. La Slovacchia è all'avanguardia come unico Stato membro con una legislazione pienamente attuata ad aprile 2026, seguita da vicino da Italia, Lituania e Romania. Al contrario, Irlanda, Francia, Paesi Bassi e altri quattro Paesi hanno richiesto proroghe fino al 2027 a causa degli oneri amministrativi. I tentativi di Svezia, Estonia e Belgio di rinegoziare i termini sono stati respinti dalla Commissione, mentre Spagna e Germania sono in ritardo nella stesura, rischiando sanzioni simili alla recente multa di 6,83 milioni di euro inflitta alla Spagna per ritardi non correlati.

Sfide per i datori di lavoro

Per le imprese, la direttiva promette una maggiore equità salariale ma comporta notevoli carichi operativi. Le aziende con 100 o più dipendenti devono affrontare costi per audit e rendicontazione dei dati  in Italia sono previste multe da 1.000 a 5.000 euro per inesattezze - oltre ai necessari adeguamenti dei libri paga per colmare i divari.

La trasparenza potrebbe anche far emergere disparità storiche, alimentando attriti interni, mentre l'esposizione delle fasce salariali negli annunci offre ai concorrenti una visione chiara dei costi del talento, aumentando il rischio di poaching (sottrazione di personale). Qualora gli Stati dovessero mancare la scadenza, l'effetto diretto della direttiva potrebbe consentire ai dipendenti di presentare ricorsi ai sensi del diritto UE prima ancora che le misure nazionali siano attive, sottolineando la necessità per le aziende di controllare proattivamente i propri sistemi e prepararsi alle incertezze legali.

 

Notiziario della EWL -Aprile 2026

 

                                                        

Cari membri,
Benvenuti al nostro consueto aggiornamento per i membri dell’EWL!

Desideriamo ringraziare calorosamente tutti i membri per il sostegno, la partecipazione attiva e la fiducia dimostrata durante la recente Assemblea Generale Straordinaria del 25 aprile, nella quale il Programma di lavoro e il Bilancio 2027 sono stati discussi e adottati all’unanimità.

Non vediamo l’ora di incontrarvi di persona a giugno, in occasione dell’Assemblea Generale, che si terrà il 6 e 7 giugno a Bruxelles.

Se avete domande o se desiderate includere informazioni sulla vostra organizzazione nella prossima edizione, non esitate a contattare Andreea all’indirizzo 

carabulea@womenlobby.org

Con sorellanza,
La Segreteria dell’EWL

Editoriale: Segnali di speranza
La primavera è arrivata; la natura si rinnova dopo lunghi mesi bui, e questo ci infonde un senso di speranza. È anche una metafora per tempi più promettenti all’orizzonte, in mezzo alle tumultuose tragedie di conflitti e guerre.

Vediamo un vero barlume di speranza in Ungheria, dopo le storiche elezioni parlamentari del 12 aprile 2026, che hanno posto fine a sedici anni di governo di Viktor Orbán. Il partito di opposizione Tisza ha ottenuto una vittoria schiacciante con una maggioranza di due terzi, registrando l’affluenza più alta (quasi l’80%) dalla transizione democratica dell’Ungheria. Nel solo nuovo gruppo parlamentare di Tisza sono state elette 44 donne, un numero record. La futura Presidente dell’Assemblea Nazionale sarà una donna, Ágnes Forsthoffer, la seconda donna in assoluto a ricoprire questo incarico dal 1990. Anita Orbán è stata nominata Ministra degli Esteri e Vice Primo Ministro, Andrea Bujdosó come capogruppo parlamentare del partito di governo e Lannert Judit come futura Ministra dell’Istruzione, in una netta rottura rispetto al precedente governo composto interamente da uomini. Questo è davvero un segnale di speranza. Auguriamo ai nostri membri ungheresi una nuova rinascita in un contesto molto più promettente.

La nostra campagna "Parity Now!" sta dando alcuni frutti. Abbiamo ricevuto risposte alle nostre lettere dalla Commissaria europea per l'uguaglianza Hadja Lahbib, dal Presidente della Bulgaria, nonché da funzionari pubblici di Croazia, Paesi Bassi, Moldavia e Cipro. Continueremo a mantenere alta la pressione durante tutto l'anno.

Abbiamo ricevuto ben 800 candidature per i 40 posti disponibili per il nostro AGORA 2026, che si terrà a settembre. Ciò dimostra non solo un enorme interesse tra le giovani donne in Europa, ma infonde anche speranza per la futura leadership femminista.

Il nostro MASF (schema di rifinanziamento) è stato lanciato con successo e sono state prese le decisioni per la selezione. Sebbene ci dispiaccia che non tutti i progetti siano stati selezionati, abbiamo potuto constatare l’incredibile qualità del lavoro svolto dai membri ovunque. Questo ci porta a riflettere su come possiamo rafforzare collettivamente la nostra collaborazione.

Il nostro nuovo Quadro Strategico 2027-2031 è attualmente in fase di elaborazione grazie al vostro contributo. Ne discuteremo ulteriormente durante la nostra Assemblea Generale a giugno.

Infine, un grande ringraziamento ai nostri membri che hanno partecipato al progetto Women in Climate, che si concluderà a giugno. Il vostro lavoro e le vostre raccomandazioni hanno gettato i semi per il futuro.

Non vediamo l'ora di vedervi tutte a giugno.

In solidarietà,
Dina e Mary

Aggiornamenti sulle politiche

Pubblicazione dell'analisi della Strategia dell’EWL per l'uguaglianza di genere
Il 13 aprile, l'EWL ha pubblicato la sua analisi dettagliata della nuova Strategia UE per l'uguaglianza di genere 2026–2030, facendo il punto su come la Strategia risponda alle raccomandazioni complete che l'EWL ha presentato in tutti i settori politici prima della sua adozione. L'analisi rileva che la Strategia recepisce un numero significativo di richieste dell'EWL, spaziando in ogni pilastro del nostro lavoro di advocacy, dalla prevenzione della violenza alla giustizia economica, dalla riforma istituzionale all'azione esterna, identificando al contempo dove sono ancora necessarie misure più forti e giuridicamente vincolanti.

Tra i progressi chiave, la Strategia stabilisce per la prima volta in un quadro europeo di uguaglianza di genere la salute come pilastro autonomo, riconosce la povertà mestruale e menopausale, include la raccolta di dati sulla salute sessuale e riproduttiva (SRHR) e riconosce formalmente che i fondi ESF+ possono sostenere l'accesso ai servizi di aborto, in risposta all'iniziativa dei cittadini europei (ICE) My Voice, My Choice. Risponde inoltre a una richiesta centrale dell'EWL impegnandosi a raggiungere un European Care Dealentro il 2027. Sulla violenza contro le donne, si impegna a sostenere il recepimento della Direttiva VAW, rafforza la risposta dell'UE alla violenza informatica e ribadisce l'appello ad attuare la Convenzione di Istanbul.

Discussione strutturata tra la Commissione FEMM e la Commissaria Lahbib
Il 14 aprile, la Commissaria Lahbib si è rivolta alla Commissione FEMM, presentando la Strategia per l'uguaglianza di genere 2026–2030 (GES) e rispondendo alle domande dei membri. Ha ribadito che l'attenzione principale sarà rivolta all'attuazione efficace della legislazione esistente, piuttosto che all'introduzione di nuovi strumenti, sottolineando che il progresso dipende da un forte impegno politico a livello degli Stati membri.

Definizione di stupro: solo "sì" significa "sì"
Martedì 28 aprile, il Parlamento europeo ha adottato la propria relazione d'iniziativa sull'importanza di una legislazione sullo stupro basata sul consenso, con 447 voti favorevoli, 160 contrari e 43 astenuti. La relazione invita gli Stati membri ad allineare le proprie leggi sullo stupro agli standard internazionali, in particolare alla Convenzione di Istanbul, e rinnova la pressione sulla Commissione europea affinché proponga una definizione di stupro a livello UE basata sull'assenza di consenso.

Risposte della Commissione Europea alla campagna PARITY NOW!
Il 14 aprile, Hadja Lahbib, Commissaria per l'uguaglianza, ha risposto alla campagna dell'EWL Parity NOW!, lanciata nel gennaio 2026, che richiede l'istituzionalizzazione di un'equa rappresentanza di donne e uomini in tutte le sfere decisionali a livello nazionale, europeo e internazionale. Nella sua lettera, Hadja Lahbib ha ribadito l'impegno dell'UE per raggiungere l'uguaglianza di genere.

Riunione del gruppo di lavoro Equinet sull'uguaglianza di genere
Il 22 aprile, l'EWL ha partecipato alla riunione del Gruppo di lavoro sull'uguaglianza di genere di Equinet come relatore in un panel intitolato "La nuova strategia dell'UE per l'uguaglianza di genere (2026–2030): una valutazione e un focus sulla discriminazione intersezionale delle donne in situazioni di vulnerabilità".

Audizione di esperti del Comitato economico e sociale europeo
Il 27 aprile, l'EWL ha partecipato a un'audizione di esperti organizzata dalla sezione Occupazione, affari sociali e cittadinanza del Comitato economico e sociale europeo (CESE). L'audizione ha sostenuto la preparazione del parere del CESE sulla Strategia per l'uguaglianza di genere.

Forum parlamentare europeo per i diritti sessuali e riproduttivi: movimenti anti-genere
Il 7 aprile, l'EWL ha partecipato all'evento "Movimenti anti-genere in Europa: l'estrema destra europea, le strategie transnazionali e le risposte dell'Europa centro-orientale – Lezioni per l'UE", organizzato presso il Parlamento europeo.

Eliminazione dei tumori correlati all'HPV: a che punto è l'Europa?
Il 21 aprile, l'EWL ha partecipato all'evento "Eliminare i tumori correlati all'HPV in Europa: progressi, lacune e la strada da percorrere", organizzato presso il Parlamento europeo.

Appelli e contributi
Il sondaggio sui tagli ai fondi è aperto fino al 30 maggio 2026. L'Alleanza per l'uguaglianza di genere in Europa sta collaborando per valutare l'impatto dei tagli ai fondi per l'uguaglianza di genere in tutta Europa.

L'EWL è stata invitata a presentare un contributo al Consiglio d'Europa entro il 30 maggio 2026, affrontando i diversi pilastri del New Democratic Pact for Europe da una prospettiva di uguaglianza di genere.

È aperto il bando per le candidature per il MOTERIS (2025-2027), un progetto finanziato dall'UE volto a monitorare e proteggere lo spazio civico per le organizzazioni per i diritti delle donne e le difensore dei diritti umani in 15 paesi dell'UE. La formazione si terrà a Budapest dal 29 giugno al 1 luglio 2026. Il termine per le candidature è il 15 maggio 2026.

 

 

 

 

 

Eventi e Novità Principali

      Successo Assembleare: Durante l'Assemblea Straordinaria del 25 aprile, il Programma di lavoro e il Bilancio 2027 sono stati adottati all'unanimità. Il prossimo incontro si terrà a Bruxelles il 6-7 giugno.

      Speranza in Ungheria: Segnalato un importante cambiamento politico in Ungheria, con la vittoria del partito Tisza e l'elezione di un numero record di donne (44) nel gruppo parlamentare, segnando una rottura rispetto al passato.

      Campagna Parity Now!: La campagna per la parità di rappresentanza sta ottenendo risposte istituzionali positive da vari stati europei e dalla Commissione UE.

      Successo AGORA 2026: Ricevute 800 candidature per 40 posti, a conferma dell'interesse giovanile verso la leadership femminista.

Politiche e Advocacy

      Strategia UE per l'uguaglianza di genere 2026–2030: L'EWL ha pubblicato un'analisi critica della nuova strategia, accogliendo positivamente l'inclusione di temi come la salute (pilastro autonomo), la povertà mestruale e l'accesso all'aborto, pur sottolineando la necessità di misure più vincolanti.

      Legge sullo stupro: Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che promuove una definizione di stupro basata sul consenso ("solo sì significa sì"), allineandosi agli standard della Convenzione di Istanbul.

      Violenza e Diritti: L'EWL continua a monitorare attivamente i movimenti anti-genere, la salute sessuale e riproduttiva (SRHR) e l'eliminazione dei tumori legati all'HPV.

Opportunità per i Membri

      Sondaggio sui fondi: È aperto fino al 30 maggio un sondaggio sull'impatto dei tagli ai finanziamenti per l'uguaglianza di genere.

      Nuovo Patto Democratico: Invitati contributi entro il 30 maggio per la consultazione del Consiglio d'Europa sul "New Democratic Pact for Europe".

      Formazione MOTERIS: Aperte le candidature (fino al 15 maggio) per un training in presenza a Budapest (29 giugno - 1 luglio) dedicato alle difensore dei diritti umani.