Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne/LEF Italia rappresenta l'Italia nel Consiglio di Amministrazione della European Women's Lobby, la più grande coalizione europea di organizzazioni femminili e femministe. La LEF Italia contribuisce, con la EWL, a migliorare le politiche di parità di genere in Europa ed in Italia. E' membro fondatore della EWL.
lunedì 15 giugno 2026
a proposito del dibattito sul femminicidio
lunedì 1 giugno 2026
La violenza contro le donne: la dimensione digitale -
Abstract webinar Lef/Fidapa del 26 maggio 2026 Avv. a Titti Carrano (D.i.Re)
Esperta per la Lef-Italia nell'Osservatorio della EWL sulla Violenza contro le Donne
· Diffusione non consensuale di immagini intime: Spesso definita erroneamente revenge porn. Il termine è scorretto poiché non vi è finalità commerciale (pornografia), la causa non è sempre la vendetta (ma bullismo, controllo o profitto) e genera colpevolizzazione della vittima (victim blaming).
· Cyberstalking e Stalkerware: Uso di software invisibili per monitorare di nascosto GPS, chat, chiamate e fotocamera dello smartphone della vittima.
· Deepfake e Pornografia Sintetica: Manipolazione tramite IA per inserire il volto o corpo di una donna in contenuti sessualmente espliciti
· Doxing: Raccolta e pubblicazione dolosa di dati privati (indirizzo, scuola dei figli, conti bancari) per spostare l'odio online nello spazio fisico, minacciando la sicurezza reale della vittima.
· Abuso Economico Online: Controllo di app bancarie e blocco dei conti per azzerare l'autonomia finanziaria della donna.
· Molestie e Campagne d'Odio: Attacchi coordinati di massa (dogpiling o cybermobbing) per zittire e spingere all'autocensura le donne esposte pubblicamente
(giornaliste, attiviste, politiche).
· Adescamento di minori
· Abusi negli Ambienti Immersivi (VR/Metaverso): Molestie su avatar tridimensionali. Attraverso il fenomeno psicologico dell'embodiment, il cervello percepisce il corpo digitale come estensione di quello fisico: aggressioni o stupri virtuali generano traumi psicologici e stress fisico.
· AI Companion (Compagni Virtuali): Chatbot affettivi basati su IA. Rischiano di diventare "palestre di de-umanizzazione" poiché abituano l'utente a partner digitali docili, iper- sessualizzati e privi del diritto al rifiuto.
La Manosfera (Manosphere)
Rete di spazi digitali (forum come il "Forum dei Brutti", canali Telegram, TikTok e YouTube) dominati da misoginia e risentimento verso l'emancipazione femminile.
Gruppi radicali: Incel (celibi involontari, legati alla formula LMS: Look, Money, Status e al terrorismo misogino), MRAs (attivisti per i diritti degli uomini che colpevolizzano le donne), MGTOW (uomini che rifiutano le relazioni) ePUA (artisti del rimorchio basati sulla manipolazione).
La Relazione della Commissione Femminicidio (Aprile 2026) evidenzia dati drammatici:
· 1 donna su 2 ha subito violenza online nella propria vita; il 50% dei tweet d'odio in Italia è misogino.
· Il 73% delle giornaliste ha subito abusi online; il 58% delle deputate europee ha ricevuto minacce di morte o stupro.
· Si registra un +380% di immagini pedopornografiche generate o alterate con IA negli ultimi mesi.L'Italia non ha un sistema stabile e disaggregato di raccolta dati; i dati della Polizia Postale non sono divisi per genere. Nel 2025 si registrano comunque 201 casi di Cyber Stalking (75% vittime donne) e 255 casi di diffusione non consensuale di immagini intime (74% vittime donne).
Il Quadro Giuridico
Attuale Ordinamento Italiano
· Ambito Penale: L'Art. 612-ter c.p. punisce la diffusione illecita di immagini intime (esteso dalla L. 168/2023 ai contenuti IA); l'Art. 612-bis c.p. punisce il cyberstalking. Altre condotte sono perseguite tramite l'Art. 494 c.p. (sostituzione di persona per profili falsi), l'Art. 167 d.lgs. 196/2003 (illecito trattamento dati per il doxing), l'Art. 595 c.p. (diffamazione aggravata) e l'Art. 572 c.p. (maltrattamenti per l'abuso economico).
· Ambito Civile: L'Art. 10 C.C. e la Legge sul Diritto d'Autore (Artt. 96-97) tutelano il decoro e l'immagine.
· Direttiva UE 2024/1385 (da recepire entro il 14 giugno 2027): Primo testo organico europeo sulla violenza di genere. Impone standard minimi penali per la cyberviolenza e la rimozione rapida dei contenuti.
· Digital Services Act (DSA): In vigore dal 17 febbraio 2024, obbliga le grandi piattaforme a rimuovere tempestivamente i contenuti illeciti e valutare i rischi di genere
· AI Act: Regolamento ad applicazione graduale (2024-2027) che impone l'etichettatura dei deepfake, l'uso di marcatori digitali tracciabili e vieta la categorizzazione biometrica predatoria.
· Pacchetto E-evidence (Direttiva (UE) 2023/1544 e Regolamento (UE) 2023/1543), recepito in Italia a fine 2025: Consente ai giudici nazionali di ordinare direttamente ai provider esteri (comprese le Big Tech) la consegna o conservazione delle prove digitali, superando le lente rogatorie internazionali.
• Convenzione di Istanbul (2011): resta il riferimento principale e include anche molte forme di violenza digitale.
• Raccomandazione GREVIO n. 1 (2021): impone di includere il rischio online nella valutazione del pericolo per le vittime.
• Convenzione di Budapest (2001): è il riferimento base per cooperazione e procedure contro la criminalità informatica.
• Raccomandazione CM/Rec(2026)2: adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 4 marzo 2026. La raccomandazione sottolinea la necessità di risposte più incisive da parte dei sistemi giudiziari, dei processi decisionali e della governance digitale.
Persistono gravi vuoti normativi e operativi:
· Lacune penali: Assenza del motivo sessista nelle norme sull'hate speech (artt. 604-bis/ter c.p.) e mancanza di una fattispecie specifica contro i deepnude creati con IA.
· Limiti investigativi e tecnici: Mancanza di obblighi per le piattaforme di registrare i codici hash (necessari a bloccare la ricondivisione di file già segnalati); barriere economiche per le vittime (manca il patrocinio a spese dello Stato automatico e slegato dal reddito).
Le Proposte della Commissione Femminicidio (Aprile 2026)
La Commissione propone 20 interventi legislativi e culturali, sintetizzabili in 5 aree:
1. Contrasto all'anonimato: Accesso alle piattaforme con identità certa e introduzione del DASPO digitale (esclusione dalla rete per soggetti pericolosi o ai domiciliari).
2. Nuove fattispecie: Introduzione del reato di creazione di contenuti sessuali IA, inasprimento delle pene per la sextortion e inserimento del motivo sessista nell'hate speech.
3. Responsabilità dei gestori: Obbligo di estensione del codice hash per bloccare i rilanci e obbligo di conservazione dati utili alle indagini.
4. Potenziamento delle Autorità: Più poteri sanzionatori e d'urgenza ad AGCOM e Garante Privacy; aumento della formazione tecnica per magistratura e forze dell'ordine.
5. Sostegno e Prevenzione: Gratuito patrocinio universale per le vittime di reati digitali di genere, deindicizzazione rapidadai motori di ricerca, stop alla spettacolarizzazione mediatica e percorsi obbligatori di educazione digitale e cultura della parità di genere nelle scuole di ogni ordine e grado a partire dalla scuola primaria
lunedì 26 gennaio 2026
Comunicato stampa "No al dissenso"
Il Coordinamento italiano della Lobby Europea delle Donne esprime sorpresa e preoccupazione per
il ddl stupri in approvazione al Senato
L’introduzione della parola consenso e del concetto a cui rimanda, richiesta per la corretta applicazione della Convenzione di Istanbul, è stato il motivo della proposta di modifica alla legge esistente. Ora la parola chiave “consenso” scompare dalla formulazione dell’art. 609-bis c.p. ed è sostituita da un’altra non contemplata dalla Convenzione di Istanbul.
Si tratta di una riformulazione del testo approvato all’unanimità alla Camera in cui il modello del consenso – solo sì è sì – viene sostituito con il riferimento alla volontà contraria all’atto sessuale, volontà che deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso.
In caso di valorizzazione del consenso non è la donna vittima a dover dimostrare di aver detto no, mentre una formulazione come quella proposta espone la persona offesa a maggiori rischi di vittimizzazione secondaria nel corso del procedimento penale.
Il modello del consenso affermativo, a livello europeo e internazionale, viene ritenuto come quello maggiormente rispettoso delle esigenze di tutela della vittima di violenza sessuale. Una scelta a favore del modello incentrato sul dissenso segnerebbe, per l’Italia, un pericoloso arretramento sul piano tanto culturale quanto tecnico- giuridico.
Alla luce di queste considerazioni, il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne chiede una interpretazione ed un’ attuazione corretta della Convenzione di Istanbul su una materia che riguarda un importante e frequente violazione dei diritti delle donne.
martedì 13 gennaio 2026
A SOSTEGNO DELLE DONNE IRANIANE !
Dal 28 dicembre 2025, giorno dopo giorno, assistiamo all’intensificarsi delle proteste
contro il regime iraniano ed alle feroci repressioni con sgomento e preoccupazione.
La contestazione contro il regime degli ayatollah è senza dubbio un fatto trasversale, dove la
voce delle donne ha un ruolo preponderante per il coraggio delle loro azioni. Donne che hanno
subito per anni codici di comportamento e di abbigliamento punitivi assieme alle nefaste
conseguenze della loro applicazione, ma che nonostante la repressione continuano a dimostrare
con le loro azioni di non volere vivere in un medioevo teocratico.
Ricordiamo Mahsa Amini, uccisa nel 2022 dalla famigerata polizia della morale,
per non aver indossato adeguatamente il velo. La sua tragica fine ha dato luogo al movimento di
protesta “Donna, Vita e Libertà” che ha trovato eco anche in molte
piazze europee e che oggi risuona ancora più forte nella voce popolo iraniano che si ribella ad un
regime che ha perso ogni legittimità.
Assistiamo con orrore alla ferocia con la quale il regime degli ayatollah ha colpito e colpisce in
modo particolare le giovani ed i giovani, nel tentativo di soffocare il movimento e che ad oggi,
secondo Iran International, ha raggiunto i 12.000 uccisi , di cui la maggior parte giovani al di sotto
dei 30 anni.
Nonostante ciò le proteste continuano in tutto il paese e difficilmente si fermeranno, per la
volontà soprattutto dei giovani di ottenere cambiamenti strutturali.
Questi giorni sono senza dubbio decisivi per il futuro del paese.
Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne guarda con grande preoccupazione questi avvenimenti e manifesta la propria solidarietà e sostegno a tutte quelle giovani donne che coraggiosamente esprimono il loro dissenso con azioni che le espongono in prima persona.
Pertanto invitiamo la comunità internazionale, e in particolare le associazioni femminili, a dare
visibilità alla lotta delle giovani e dei giovani iraniani perché il loro grido venga amplificato, non
taciuto e non strumentalizzato.
Chiediamo anche al Governo Italiano di fare pressione sul governo dell’Iran, sulla Commissione
Europea ed al suo Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, affinchè
prenda opportuni provvedimenti ed iniziative affinché questo massacro sia fermato e siano
assicurate forme di convivenza civile e democratica
giovedì 30 ottobre 2025
Ci mancherai molto, Oria!
mercoledì 1 ottobre 2025
Massacro del Circeo: riflessioni a 50 anni dall'accaduto
Tra il 29 e il 30 settembre 1975 si consumò un evento tanto drammatico quanto simbolico, in grado di rappresentare una cesura netta nella storia femminile italiana. Si tratta del Massacro del Circeo, che vide due giovani ragazze, Rosaria Lopez (19 anni) e Donatella Colasanti (17 anni), sequestrate e sottoposte a circa 36 ore di violenza e stupro da parte di 3 ragazzi: Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira. Rosaria non riuscì a salvarsi e venne uccisa, mentre Donatella si finse morta per poter scampare agli aggressori, riuscendo poi a fornire testimonianze che furono decisive per poter ricostruire l'accaduto con precisione.
La copertura mediatica degli abusi subiti dalle due ragazze si rivelò lo specchio di un sentire collettivo sulla questione di genere che, a distanza di mezzo secolo, continua a persistere. Gli aggressori, appartenenti a famiglie agiate di Roma, furono descritti come “pazzi” o “mostri”, figure patologiche ed eccezionali, così da deresponsabilizzarli e oscurare la dimensione sistemica della violenza. Parallelamente, le vittime furono accusate di aver abbandonato il “focolare” e di aver tradito le proprie virtù, legittimando stereotipi e alimentando una narrazione che tende a normalizzare la violenza e a ostacolare l’accesso alla giustizia.
Il Massacro del Circeo, anche e soprattutto grazie alla mobilitazione femminista, riuscì a entrare nella memoria collettiva della nazione, avviando un processo che portò, come principale risultato, a una ridefinizione giurisprudenziale del concetto di stupro. Fino ad allora, infatti, lo stupro era considerato non come un danno fisico subito dalla persona offesa, bensì come un’offesa morale. Tale impostazione rifletteva un sessismo strutturale che de-personificava la donna, privandola della propria individualità e riducendola a un ruolo relazionale: madre di, sorella di, moglie di, ma mai individuo a sé stante. Di conseguenza, la violenza sessuale non veniva riconosciuta come un’offesa alla donna in quanto persona, bensì come una lesione all’onore e alla morale del nucleo familiare di appartenenza.
I movimenti femministi si impegnarono duramente in una lotta contro il rilegare lo stupro alla sfera degli eventi "eccezionali", sottolineando quanto in realtà si trattasse del prodotto diretto di una dinamica di potere profondamente squilibrata. La coscientizzazione del pubblico italiano da parte delle associazioni femministe e dell’avvocata Tina Lagostena Bassi, in seguito a capo della delegazione ufficiale alla Conferenza di Pechino del 1995, portarono il tema della violenza di genere sull’agenda politica nazionale, internazionale ed europea. A questo proposito ricordiamo la riforma 66 del 1996, la quale mise in evidenza quanto i reati di violenza sessuale non dovessero essere considerati come un’offesa alla moralità pubblica o al cosiddetto buon costume, ma come una violazione di un bene fondamentale e inalienabile: la libertà personale. Si diede poi vita all’iniziativa Daphne, divenuta poi programma ed infine progetto, che ebbe soprattutto il merito di mettere in rete le organizzazioni che lavoravano con le vittime di violenza, raccogliere dati e scambiare buone prassi. Seguirono poi altri programmi di azione comunitaria, road maps e strategie sino ad arrivare alla Direttiva 2024/1385 sulla violenza domestica e la violenza contro le donne del 14 maggio 2024.
La memoria di Donatella, di Rosaria e di tutte le vittime che le hanno tristemente seguite non è soltanto un monito, ma un richiamo costante alla necessità di contrastare le radici culturali e sociali della violenza di genere. La loro storia ci ricorda che i progressi legislativi, pur fondamentali, non bastano se non accompagnati da un cambiamento profondo nelle narrazioni mediatiche e nei rapporti di potere che ancora oggi continuano a perpetuare disuguaglianze e ingiustizie.
venerdì 2 maggio 2025
Invito a partecipare al Campus estivo Agorà 2025
Agorà 2025: Modulo di iscrizione
La European Women's Lobby è lieta di annunciare la pubblicazione del bando di partecipazione all'Agora Summer Camp !
Stiamo cercando 40 giovani femministe appassionate e impegnate, con esperienze e background diversi, per partecipare al campo estivo Agora 2025.
Si prega di notare che, sebbene questo bando sia aperto a tutti i candidati idonei, 20 dei 40 posti sono riservati alle giovani donne delle organizzazioni affiliate alla EWL.
📅 Quando: 08 settembre 2025 - 12 settembre 2025
📍 Dove: Bruxelles, Belgio
✍️ Iscrizione: Compilare questo modulo di iscrizione entro la mezzanotte del 15 maggio 2025
🔗 Per ulteriori informazioni: Visita il nostro Google Drive.
Cos'è AGORA ?
AGORA è il Campus estivo delle giovani femministe della European Women's Lobby (EWL) che porta a Bruxelles giovani donne da tutta Europa per un incontro di 5 giorni per discutere ed esplorare tutte le questioni relative al femminismo che toccano le giovani donne di oggi oltre al poter apprendere l'una dall'altra al fine di preparare (future) leader femministe.
Fondato nel 2015, AGORA festeggia i 10 anni di impegno con le giovani donne di età compresa tra i 18 e i 30 anni in Europa, con circa 250 giovani alunne. Il tema generale di AGORA 2025 è la violenza contro le donne e le ragazze.
Criteri di selezione
Sei una ragazza femminista di età compresa tra i 18 e i 30 anni (al momento del campo)?
Vivi attualmente nell'Unione Europea?
Hai un buon livello di inglese (B2)?
Sei impegnata nei diritti delle donne e nell'uguaglianza di genere?
Ti impegni a utilizzare l'esperienza di apprendimento di Agora nel tuo lavoro futuro?
Siete motivate a entrare in contatto, condividere e costruire ponti con altre giovani femministe?
Siete d'accordo con i valori e la missione della Lobby europea delle donne?
Attraverso questo modulo di candidatura vogliamo conoscere il tuo impegno nell'attivismo femminista e nei diritti delle donne, sia attraverso l'attivismo generale, il volontariato o l'esperienza lavorativa, il mondo accademico o qualsiasi altra attività.
Per ulteriori domande, contattare Adele all'indirizzo Philtjens@womenlobby.org.
Agora 2025: Application Form
Please note that while this call is open to all eligible applicants, 20 of the 40 places are reserved for young women from EWL member organisations.
📍 Where: Brussels, Belgium
✍️ Registration: Please fill up this application form by midnight 15 May 2025
🔗 More info: Visit our Google Drive.
AGORA is the European Women’s Lobby (EWL) Young Feminists’ Summer Camp that brings young women from all over Europe to Brussels for a 5-day gathering to discuss and explore all issues related to feminism for young women today and learn from each other in preparation of (future) feminist leaders.
Established in 2015, AGORA will celebrate 10 years of engaging with young women aged 18-30 in Europe with alumnae of approximately 250 young women. The overall theme of AGORA 2025 is violence against women and girls.
Selection Criteria
- Are you a feminist woman between 18 and 30 years old (at the time of the camp)?
- Do you currently live in the European Union?
- Do you have a good level of English (B2)?
- Are you committed to Women’s Rights and Gender Equality?
- Are you committed to using the Agora learning experience in your future work?
- Are you motivated to connect, share and build bridges with other young feminists?
- Do you agree with the values and mission of the European Women’s Lobby?
In this application form, we want to hear about your commitment to feminist activism and women's rights, whether through general activism, volunteering or work experience, academia or any other activities.
Should you have any further questions, please contact Adele at Philtjens@womenlobby.org
martedì 6 febbraio 2024
Raggiunto l'accordo sulla prima legge UE sulla violenza contro le donne - Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne
Oggi è stata scritta la storia: è stato raggiunto l' accordo sulla prima direttiva in assoluto che garantisce donne e ragazze pari protezione nell'UE.
Il Coordinamento Italiano esprime soddisfazione per il risultato ottenuto con un forte ed instancabile lavoro congiunto e condivide in pieno la Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne
[Bruxelles, 6 febbraio 2024] La Lobby Europea delle Donne (EWL) valuta positivamente il tanto atteso accordo sulla direttiva per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, la prima legge dell'Unione europea a garantire che le vittime di violenza contro le donne e la violenza domestica ricevano un'adeguata protezione, sostegno, accesso alla giustizia e riparazione, indipendentemente dal luogo in cui vivono nell'UE.
"È stata adottata una decisione storica! Il messaggio che l'UE ha dato con questo accordo è che i diritti delle donne sono diritti umani fondamentali al centro del progetto dell'UE e che non sono mai una questione privata, ma una questione strutturale radicata nel patriarcato, nel sessismo e nella misoginia. Tutte le forme di violenza contro le donne devono finire ora", ha dichiarato Iliana Balabanova, presidente della Lobby Europea delle Donne. "Questa direttiva è fondamentale per Stati membri come il mio, la Bulgaria, che non hanno ancora ratificato la Convenzione di Istanbul, poiché stabilisce un quadro olistico di obblighi e standard minimi".
"Negli ultimi 30 anni, la EWL ha chiesto di porre la violenza contro le donne al centro dell'agenda politica dell'UE. Oggi è stato siglato un accordo rivoluzionario sulla prima direttiva in assoluto per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. Si tratta di un passo fondamentale nella giusta direzione. Ora chiediamo agli Stati membri di mettere immediatamente in atto questa serie di norme complete per salvare la vita di donne e ragazze", ha dichiarato Mary Collins, Segretaria generale della EWL.
"La direttiva deve essere attuata di pari passo con gli standard d'oro della Convenzione di Istanbul, di cui l'UE e 22 Stati membri sono parti. Gli Stati membri devono tenere conto dell'indispensabile esperienza delle organizzazioni femminili e dei servizi specializzati per donne nell'affrontare tutte le forme di violenza contro le stesse e nel sostenere le sopravvissute/vittime con una prospettiva intersezionale e sensibile al genere ", ha dichiarato Irene Rosales, responsabile delle politiche e delle campagne della EWL.
"La violenza informatica contro le donne e le ragazze è oggi una dura realtà in Europa. Per la prima volta, l'UE riconosce l'impatto devastante che la violenza informatica ha sulle loro vite e considera reato cinque fattispecie di cyber violenza: la condivisione non consensuale di materiale intimo e manipolato, il cyber stalking, la cyber molestia , il cyber flashing e l'incitamento all'odio o alla violenza", afferma Laura Kaun, direttrice delle politiche e delle campagne della EWL. "In un momento in cui un numero crescente di donne e ragazze nell'UE si sente completamente priva di protezione contro la diffusione di abusi sessuali basate su immagini, di molestie informatiche o cyberstalking, le misure contenute in questa direttiva sono fondamentali per sostenere le vittime, contrastare l'impunità degli autori e responsabilizzare i provider e le piattaforme Internet affinché si rimuovano i contenuti e si scongiurino nuove vittime".
La EWL si congratula con la Commissione europea, la Presidenza belga e il team negoziale del Parlamento europeo, in particolare con i due co-relatori Frances Fitzgerald (PPE, Irlanda) e Evin Incir (S&D, Svezia) e i loro team. Hanno compiuto uno sforzo notevole per migliorare l'accordo generale raggiunto dal Consiglio nel giugno dello scorso anno e per garantire che la direttiva rientri negli "standard d'oro" della Convenzione di Istanbul o addirittura li superi.
La direttiva fornisce anche una definizione armonizzata delle mutilazioni genitali femminili (MGF) e dei matrimoni forzati, come previsto dalla Convenzione di Istanbul. Contiene misure per migliorare l'identificazione preventiva delle vittime, l'intervento tempestivo e per garantire a tutte le vittime canali accessibili di denuncia. Obbliga gli Stati membri ad adottare meccanismi di protezione essenziali (come gli ordini di restrizione d'emergenza, gli ordini cautelari e di protezione) per garantire l'incolumità delle vittime da da situazioni di pericolo immediato. La direttiva stabilisce standard per la fornitura di servizi di supporto specializzati e completi, come linee telefoniche di assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e strutture di accoglienza accessibili a tutte le donne vittime e ai loro figli. Inoltre, obbliga gli Stati membri a istituire appositi centri per gli stupri dove si forniscano consulenza e assistenza medica, psicologica e traumatologica, servizi per la salute e la salute sessuale delle vittime di violenza sessuale e stupro, nonché supporto specialistico alle vittime di MGF, sterilizzazione forzata e molestie sessuali sul lavoro.
Il gruppo negoziale del Parlamento europeo è riuscito a rafforzare le disposizioni sulla prevenzione, includendo misure volte ad affrontare le cause profonde della violenza contro le donne e della violenza sessuale, e , anche, garantendo il ruolo centrale del consenso, che deve essere dato volontariamente.
"La EWL si rammarica profondamente per il blocco da parte del Consiglio di molti elementi chiave della direttiva, in particolare per l'oltraggiosa decisione imposta da Francia e Germania di eliminare l'articolo 5 sulla definizione armonizzata di stupro basata sul consenso, secondo gli standard della Convenzione di Istanbul. È del tutto ipocrita e rappresenta una terribile occasione mancata per proteggere le donne e le ragazze da una delle forme più odiose di violenza", afferma Irene Rosales, responsabile delle politiche e delle campagne di EWL. "Ricordiamo che 11 Stati membri dell'UE mantengono ancora una definizione inadeguata dello stupro, basata sulla forza, la minaccia o la coercizione come principali elementi costitutivi del reato, mettendo a rischio l'effettiva protezione dell'autonomia sessuale dell'individuo, come da sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo". La EWL deplora inoltre l'esclusione delle definizioni dei reati di molestie sessuali sul luogo di lavoro e di sterilizzazione forzata.
La EWL si sente garante dei 250 milioni di donne in Europa e delle nostre 2000 organizzazioni affiliate, come dovrebbero fare tutti gli Stati membri dell'UE. La EWL continuerà a chiedere una revisione della direttiva per assicurare che il reato di stupro sia garantito a livello europeo e definito in modo coerente sulla base del consenso liberamente dato in circostanze di autonomia e reciprocità. Inoltre, la EWL si batterà e si adopererà senza sosta per garantire che l'ambito di applicazione della direttiva venga presto esteso in modo da includere tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi la violenza e l'abuso sessuali.
La EWL si sente responsabile dei 250 milioni di donne in Europa e delle nostre 2.000 organizzazioni affiliate, così come dovrebbero fare tutti gli Stati membri dell'UE. La EWL continuerà a chiedere una revisione della direttiva per assicurare che il reato di stupro sia considerato a livello europeo e definito in modo coerente sulla base del consenso liberamente dato in circostanze di autonomia e reciprocità. Inoltre, la EWL si batterà e lavorerà instancabilmente per garantire che il campo di applicazione della direttiva venga presto esteso per includere tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi la violenza e gli abusi sessuali.
La EWL ringrazia gli esperti in materia di diritto che hanno firmato la lettera aperta sulla base giuridica della direttiva UE, che dimostra che l'UE ha l'obbligo di regolamentare questa materia secondo i vigenti testi normativi dell'UE. La EWL ringrazia i firmatari delle petizioni "Rendi l'Europa un luogo sicuro per donne e ragazze" e " UE: Solo il sì significa sì" e la collaborazione con WeMove Europe e AVAAZ.
mercoledì 31 gennaio 2024
DICHIARAZIONE
Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne/Lef-Italia sostiene e condivide la Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne/Ewl ed invita i parlamentari europei italiani a dar seguito alle richieste ed all’incessante lavoro svolto dalla Ewl e da tutti i coordinamenti nazionali, tra cui la Lef-Italia, perché si abbia una direttiva contro la violenza contro le donne e la violenza domestica forte, che le renda libere non solo in Italia ma in tutta l’ Unione Europea
DICHIARAZIONE
La Lobby Europea delle Donne (EWL) invita il Parlamento europeo a non buttare via il bambino con l'acqua sporca!
Esortiamo il Parlamento europeo a essere unito e ad adottare la, tanto attesa, legge sulla violenza contro le donne e le ragazze in Europa.
La Lobby Europea delle donne (EWL) ribadisce la sua profonda indignazione per la decisione del Consiglio dell'UE di rifiutare persistentemente l'inclusione della definizione armonizzata dello stupro, basata sul consenso, nella proposta di direttiva sulla violenza contro le donne e la violenza domestica (di seguito denominata "la direttiva"). Tuttavia, invitiamo gli eurodeputati, di tutti i gruppi politici, a sostenere il loro gruppo negoziale. È indispensabile essere uniti ed adottare tale direttiva prima della fine dell'attuale mandato. Chiediamo, quindi, a tutti i gruppi politici di cogliere questa opportunità, per la quale le organizzazioni femminili si sono battute per quasi 30 anni, e di assumersene la responsabilità ora! Questo è ciò che le donne e le ragazze in Europa si aspettano dai leader politici, affinché venga garantita un'uguale protezione in tutta l'Unione Europea (UE), soprattutto in questo cruciale momento, nel quale il tempo stringe prima delle elezioni europee e si prevede un potenziale spostamento verso forze estremiste.
La direttiva sulla violenza contro le donne e la violenza domestica introduce un livello molto importante di obblighi per tutta l'UE e per ciascuno degli Stati membri, in aggiunta agli obblighi assunti dagli Stati Membri dell'UE (22) che hanno aderito alla Convenzione di Istanbul. La Direttiva è uno strumento specifico atto ad affrontare le esigenze e le sfide concrete delle vittime di violenza di genere e di violenza domestica. E' uno strumento fondamentale per l’integrazione dell’approccio orizzontale della Direttiva sui Diritti delle Vittime, attualmente in fase di revisione. La direttiva segue l'approccio delle 4P della Convenzione di Istanbul: Prevenzione e intervento precoce, protezione, azione penale e politiche coordinate. Questa, infatti, mira ad introdurre un pacchetto completo e specializzato di misure applicabili a tutte le vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica secondo le definizioni nazionali, nonché alle vittime di cyber violenza, MGF e, cosa molto importante, anche alle vittime di stupro per la gestione medica dello stupro (articolo 28), alle vittime di sterilizzazione forzata (articolo 29) e alle vittime di molestie sessuali sul luogo di lavoro (articolo 30).
Il gruppo negoziale del Parlamento europeo sta compiendo uno sforzo notevole per garantire che la direttiva rientri e/o superi gli "standard d'oro" della Convenzione di Istanbul. Sono stati compiuti progressi significativi rispetto alla proposta iniziale, presentata dal Consiglio, nel suo Approccio generale ed alla proposta iniziale della Commissione europea. Ad esempio, l'attuale proposta rafforza le definizioni delle forme di cyber violenza - che non erano state definite nella Convenzione di Istanbul - poiché, un decennio fa era inimmaginabile che un'esplosione così vasta della violenza online sarebbe diventata una realtà quotidiana per milioni di donne e ragazze in Europa. La direttiva colma questa enorme lacuna nel quadro legislativo sull'impunità.
Ora è arrivato il momento di dar vita ad un'unica voce nel Parlamento europeo per garantire che la Presidenza belga produca una direttiva forte nei tempi previsti. Maggiori informazioni sulle nostre richieste alla Presidenza belga sono disponibili qui.
Il tempo stringe!
Questa direttiva avrà un impatto enorme sulla vita di donne e ragazze non solo oggi, ma anche sulle generazioni future che potranno vedere come l'Europa si sia preoccupata di loro.
Che sia questa la vostra testimonianza!



