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lunedì 10 agosto 2026

Notiziario mensile della Ewl e Lei-Italia -luglio 2026

Notiziario della Lobby Europea delle Donne (EWL) – Luglio 2026

Gentili Membri,

Benvenute e benvenuti al nostro ultimo Notiziario! Speriamo che vi stiate godendo l'estate per ricaricarvi mentre proseguite il vostro lavoro ispiratore.

Per domande o per condividere notizie della vostra organizzazione nella prossima edizione, contattate Andrea all'indirizzo carabulea@womenlobby.org.

In sorellanza,

La Segreteria del Lobby Europeo delle Donne

Editoriale di Luglio 2026

Cara Membra e caro Membro,

Speriamo che vi stiate godendo una pausa estiva nonostante il calore e gli incendi catastrofici in Europa.

I prossimi 6 mesi sarannoaltrettanto caldi metaforicamente! La principale "patata bollente" politica è il bilancio pluriennale dell'Unione Europea per il setteennio 2028-2034, il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP). Sarà essenziale seguire il denaro ed impegnarsi in questo complesso processo.

Demistificheremo il Quadro Finanziario Pluriennale nei prossimi mesi per aiutarvi a livello nazionale. La posta in gioco è alta: il nuovo approccio si concentrerà su Piani Nazionali e Regionali con relative dotazioni finanziarie, scatenando accesi dibattiti sulle risorse.

Il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale è un'opportunità unica per trasformare gli impegni sulla parità di genere in spesa concreta. I bilanci europei non sono neutrali: le decisioni su occupazione, cura, salute, protezione sociale, sviluppo regionale, agricoltura, alloggio, clima, spazio, competitività, digitalizzazione, migrazione e pace influenzano donne e uomini diversamente, poiché le disuguaglianze di reddito, il lavoro di cura non retribuito e l'esposizione alla violenza restano radicati. La parità di genere deve quindi essere integrata in tutto il Quadro Finanziario Pluriennale.

Nei dibattiti sul Quadro Finanziario Pluriennale non vi sono proposte di fondi speciali per l'iniziativa "La Mia Voce, La Mia Scelta" (destinati a finanziare l'aborto sicuro per donne che non vi accedono nel proprio Paese). Tuttavia, dopo la Francia, anche il Lussemburgo ha sancito l'aborto nella Costituzione; entrambi i Paesi possono guidare la strada affinché i futuri finanziamenti del Quadro Finanziario Pluriennale (Fondo Sociale) salvino le vite delle donne.

Nonostante la pausa, Segreteria e Comitato Esecutivo lavorano per l'AGORA, per l'incontro sull'Economia Femminista a Vilnius e per preparare le riunioni del Consiglio di Amministrazione, dell'Osservatorio e del Gruppo di Lavoro per l'Europa Centrale ed Orientale a Atene.

Per fare ciò serve il vostro aiuto: controllate le e-mail e confermate tempestivamente la partecipazione con le migliori opzioni di viaggio per attenerci al bilancio di trasporti, alloggio e pasti.

Infine, felice compleanno alla nostra cara collega Maria-Anna Leunis per i suoi 80 anni il 2 Agosto! La ringraziamo per i decenni di lavoro svolto.

In solidarietà,

Dina e Maria

Notizie dai e per i nostri Membri

Pubblicazioni del progetto "Essere al Sicuro" sulla violenza cibernetica

La Piattaforma Portoghese per i Diritti delle Donne ha pubblicato 3 risorse per il progetto dell'Unione Europea "Essere al Sicuro - Sensibilizzare sulla violenza cibernetica di genere e promuovere un ambiente online più sicuro per donne e ragazze".

Le pubblicazioni comprendono uno Studio Nazionale sulla prevalenza e l'impatto della violenza cibernetica basata sul sesso in Portogallo e 2 Schede Informative con raccomandazioni politiche. Evidenziano la natura strutturale della violenza online e la necessità di un'azione coordinata tra istruzione, giustizia e governance digitale.

Elaborate coinvolgendo giovani, insegnanti, esperti e forze dell'ordine, mirano a sostenere le decisioni politiche ed educative con misure basate su evidenze. Sono disponibili sul sito della Piattaforma (in portoghese).

Nuova Funzionaria Politica al Lobby Europeo delle Donne

Il 13 Luglio 2026 abbiamo accolto Amelia Pinto come nuova Funzionaria Politica e delle Campagne. Sosterrà il Gruppo di Lavoro sull'Economia Femminista e promuoverà la parità nelle politiche economiche. Per contattarla o scambiare idee, il suo contatto è a disposizione.

Donne, Pace e Sicurezza: Iniziativa Pilota Estemporanea

Il 24 Luglio abbiamo invitato a manifestare interesse per un sottogruppo su Donne, Pace e Sicurezza, presieduto da Marion Boeker del Comitato Esecutivo e Lucia Demeny della Segreteria.

Si tratta di un'iniziativa pilota estemporanea ospitata nel Gruppo sull'Economia Femminista per valutare se formalizzare il tema nell'agenda del Lobby Europeo delle Donne. La partecipazione è volontaria e non altera gli impegni attuali. I posti sono limitati ai membri già attivi nei gruppi di lavoro; se formalizzato, seguirà una chiamata generale.

Aggiornamenti Politici

Strategia dell'Unione Europea per la Gioventù post-2027

Il 16 Luglio 2026 si è chiusa la consultazione pubblica sulla nuova Strategia per la Gioventù. L'attuale linea (2019-2027) punta a Coinvolgere, Connettere e Potenziare i giovani. La nuova Strategia sarà adottata nel primo trimestre del 2027.

Attacco al Pride di Berlino

Il 25 Luglio 2026 un attacco con veicolo durante la Giornata di Cristoforo Strada (Pride) a Berlino ha causato 1 morto e 29 feriti. Ciò dimostra che la lotta contro le disuguaglianze continua, in un contesto di crescente ostilità verso le minoranze. Il Lobby Europeo delle Donne ribadisce l'impegno a difendere la dignità e la sicurezza di tutti.

Sessione Plenaria del Parlamento Europeo (6-9 Luglio 2026)

      Presidenza Irlandese: Micheál Martin ha presentato le priorità per il semestre (competitività, valori, sicurezza, mercato interno, energia), riservando però poco spazio alla parità di genere.

      Deroga Riservatezza Elettronica: Estesa al 3 Agosto 2027 per consentire il rilevamento volontario del Materiale Relativo all'Abuso Sessuale di Minori.

      Sicurezza Cibernetica e IA: Presentato il Piano d'Azione con la Vicepresidente Virkkunen.

      Invasione di Cipro del 1974: Adottata una risoluzione che condanna la violenza sessuale di guerra e chiede giustizia e supporto per le vittime cipriote, accogliendo la ratifica della Convenzione di Istanbul da parte di Cipro.

      Caso Maria Shahbaz (Pakistan): Adottata una risoluzione che condanna il rapimento, la conversione forzata e il matrimonio infantile della tredicenne, chiedendo indagini trasparenti al Pakistan e vigilanza sui diritti umani all'Unione Europea.

Relazione sulle Direttive sull'Uguaglianza Razziale e sull'Occupazione

Il 13 Luglio 2026 la Commissione Europea ha pubblicato la relazione sulle Direttive in vigore dal 2000. Pur notando progressi nell'accesso alla giustizia, chiede sanzioni più efficaci e maggior supporto ai ricorrenti. La prossima relazione uscirà nel 2031.

Premi per i Membri del Parlamento Europeo

Il 30 Giugno 2026 i Premi per i Membri del Parlamento Europeo hanno riconosciuto il lavoro dei parlamentari. Tra le premiate: Abir Al-Sahlani (Democrazia e Valori Europei) e Sirpa Pietikäinen (Transizione Verde). 6 vincitori su 14 sono state donne.

La Repubblica Ceca non ratifica la Convenzione di Istanbul

Il 19 Giugno 2026 il governo ceco ha deciso di non ratificare la Convenzione di Istanbul. Il Lobby Europeo delle Donne esprime solidarietà alle attiviste ceche e chiede al governo di riconsiderare la decisione.

Sicurezza dei Minori Online

Il 13 Luglio 2026 Ursula von der Leyen ha presentato le raccomandazioni per la sicurezza dei minori online (limiti di età per i social, stop alle pratiche dannose). In Francia è stata approvata la legge n° 339 che vieta l'accesso ai social ai minori di 15 anni dal 1° Settembre.

Riunione Comitato Diritti delle Donne (FEMM)

Il 14 Luglio 2026 il Comitato si è riunito per discutere il parere sul bilancio dell'Unione Europea 2027, la formazione professionale e le priorità della Presidenza Irlandese.

Comunicazione sul Pilastro Europeo dei Diritti Sociali

Il 22 Luglio 2026 la Commissione ha tracciato i progressi verso il decennale del Pilastro Sociale, annunciando il Patto per la Cura (2027), la Legge sugli Alloggi Accessibili (3° Trimestre 2026) e la Legge sui Posti di Lavoro di Qualità (4° Trimestre 2026).

Visita degli Studenti di Servizio Sociale Tedeschi

Il 30 Giugno 2026 la segreteria a Bruxelles ha ospitato gli studenti dell'Università Protestante di Friburgo per un confronto sulle strategie di pressione politica dell'Unione Europea, sul progetto "Donne nel Clima" e sul contrasto all'estrema destra.

Inviti e Contributi

32° Premio Nord-Sud del Consiglio d'Europa

A nome della Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d'Europa, vi informiamo dell'apertura del bando per le candidature per il Premio Nord-Sud.

 

 uglio 2026 la Commissione ha tracciato i progressi verso il decennale del Pilastro Sociale, annunciando il Patto per la Cura (2027), la Legge sugli Alloggi Accessibili (3° Trimestre 2026) e la Legge sui Posti di Lavoro di Qualità (4° Trimestre 2026).

Visita degli Studenti di Servizio Sociale Tedeschi

Il 30 Giugno 2026 la segreteria a Bruxelles ha ospitato gli studenti dell'Università Protestante di Friburgo per un confronto sulle strategie di pressione politica dell'Unione Europea, sul progetto "Donne nel Clima" e sul contrasto all'estrema destra.

Inviti e Contributi

32° Premio Nord-Sud del Consiglio d'Europa

A nome della Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d'Europa, vi informiamo dell'apertura del bando per le candidature per il Premio Nord-Sud.

 

 

 

 

sabato 14 giugno 2025

Assemblea Generale Lef-Italia ed elezioni Consiglio Direttivo - 6 maggio 2025

 


Il giorno 6 maggio 2025 in modalità online si è svolta l’Assemblea Generale della Lef-Italia con lo scopo di approvare il bilancio consuntivo e preventivo, stabilire il programma di lavoro per il biennio 25/27 e rinnovare per  il direttivo il prossimo biennio.

All’ unanimità risultano  elette :

 Presidente e Board Member per l’Italia: Rossella Poce , 

 Segretaria generale e Board member supplente:  

 Maria Ludovica Bottarelli, 

 Tesoriera: Ziva Fischer,

 Consigliere:

 Oria Gargano,

 Titti Carrano ,

 Siusi Casaccia,

 Donatella Martini



                      La Presidente Rossella Poce

 

 

mercoledì 18 settembre 2024

Comunicato stampa EWL - La parità passa in secondo piano nella nuova Commissione di Von der Leyen Comunicato stampa della Lobby europea delle donne [Bruxelles, 17 settembre 2024]

 



                                     

                                      


Comunicato stampa  della EWL

                   La parità passa in secondo piano nella nuova Commissione di Von der Leyen

                                               [Bruxelles, 17 settembre 2024] 

Questa mattina la Presidente Ursula von der Leyen ha annunciato la composizione del nuovo Collegio dei Commissari e quello che avrebbe dovuto essere un passo avanti per l'Europa si è invece trasformato in una clamorosa delusione. Mentre si sperava in un progresso, ciò che abbiamo ottenuto è un approccio obsoleto alla leadership che trascura valori cruciali, come soprattutto  l'uguaglianza ed un'equa rappresentanza.

Uno dei tratti più evidenti della nuova formazione è la totale assenza di un Commissario per l'uguaglianza, contrariamente a quanto indicato negli orientamenti politici della von der Leyen. L'importante compito di promuovere l'uguaglianza in tutta l'UE è stato invece ridotto a un portafoglio secondario affidato alla candidata belga Hadja Lahbib, che si occuperà anche della gestione e della preparazione delle crisi. È inaccettabile che una questione così critica venga trattata come un ripensamento, mentre i diritti delle donne e l'uguaglianza subiscono battute d'arresto in tutta l'UE.

 Come è possibile aspettarsi progressi reali e duraturi in materia di uguaglianza se questa viene considerata solo un' ennesima voce di un lungo elenco di priorità per una Commissaria già oberata da altre questioni urgenti? La Commissione europea deve dotarsi dei mezzi necessari per raggiungere gli obiettivi dichiarati e garantire l'integrazione della dimensione di genere in tutti i portafolii.

La stessa assenza  di un  equilibrio di genere è profondamente preoccupante. Nonostante tutta la retorica sull'inclusione e l'uguaglianza, nella nuova Commissione ci sono presenti 16 uomini e solo 11 donne. , Questa situazione è semplicemente inaccettabile nel 2024. Le donne rappresentano più della metà della popolazione europea, eppure restano sotto rappresentate nell'organo decisionale più potente dell'UE. Questo squilibrio segnala al mondo che la Commissione europea non è ancora disposta a impegnarsi pienamente per la parità di genere, anche se la diversità e la rappresentanza sono i principi fondanti di una società  più inclusiva e  giusta.

 La Segretaria Generale della Lobby Europea delle Donne, Mary Collins, ha condannato con fermezza questa decisione: “Una Commissaria dedicato alla parità, come era stato promesso nella scorsa legislatura, è fondamentale per far progredire i diritti delle donne e promuovere un'Europa veramente inclusiva. L'uguaglianza non può essere trattata come una questione secondaria: richiede una leadership mirata e un impegno ai massimi livelli”.

L'uguaglianza non è una questione secondaria e il fatto che venga trattata come tale,  dimostra un profondo scollamento tra le azioni della Commissione e i valori che afferma di sostenere. Non possiamo permetterci di rendere l'uguaglianza una questione secondaria in quando riguarda la vita di milioni di persone in tutto il continente. Il nuovo Collegio dei Commissari avrebbe dovuto essere un'occasione per riaffermare l'impegno dell'UE nei confronti dei diritti e dell'inclusione delle donne.  Invece, questo annuncio ci porta a chiederci se l'uguaglianza sia davvero una priorità o solo un argomento di conversazione..

Ora confidiamo che il Parlamento europeo faccia la sua parte. Deve assicurarsi che la parità sia considerata prioritaria e venga promossa durante le prossime audizioni e approvazioni finali. Il Parlamento ha la responsabilità di opporsi a questo squilibrio e di spingere per un'Europa in cui l'uguaglianza e i diritti delle donne siano in primo piano e non una nota a piè di pagina.

È tempo di concentrarsi sull'uguaglianza, non come un ripensamento, ma come un valore fondamentale che merita una leadership specifica all'interno della Commissione europea. Qualsiasi cosa di diverso equivarrebbe a non essere all'altezza degli ideali per cui l'Europa si batte.

Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea si associa al contenuto di tale Comunicato Stampa, condividendo la propria amarezza e delusione


La European Women's Lobby è la più grande organizzazione di associazioni femminili in Europa. Fondata nel 1990, l'EWL lavora per promuovere i diritti delle donne e l'uguaglianza tra uomini e donne e rappresenta più di 2000 organizzazioni in tutta Europa.

giovedì 7 marzo 2024

Oggi, domani e ogni giorno - poniamo fine alla violenza contro le donne e le ragazze in Europa


Nella Giornata internazionale della donna, la Lobby europea delle donne pubblica la sua analisi dell'accordo sulla direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, chiedendone l'immediata adozione.

In questa giornata, esprimiamo la nostra solidarietà a milioni di donne in Europa e nel mondo che sono state vittime di una o più forme di violenza nel corso della loro vita.  Metà della sua popolazione é, infatti, quotidianamente a rischio di violenza e molestie, sebbene l'Unione europea sia, sotto molti aspetti, una delle regioni più sviluppate al mondo 

-          Ogni giorno nell'UE almeno 2 donne vengono uccise dal partner  o da un familiare;

-          Il 44% delle donne ha subito violenza psicologica da parte del partner.

-          quasi l'80% di coloro che subiscono violenza da partner non la denuncia

"La violenza contro le donne non è mai una questione privata, ma una problematica strutturale radicata nel patriarcato, nel sessismo e nella misoginia. Dobbiamo cogliere questa opportunità per adottare la direttiva e fare un primo passo significativo verso la rimozione di tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze nell'UE", ha dichiarato Iliana Balabanova, Presidente della EWL.

La Lobby europea delle donne ha accolto con favore l'accordo siglato a febbraio dalla Presidenza belga dell'UE e dal Parlamento europeo sulla prima direttiva in assoluto sulla violenza contro le donne e la violenza domestica. Si tratta del primo atto legislativo a livello europeo dedicato ad affrontare in modo esaustivo questo tema e dovrà essere adottato entro la fine del corrente mandato. Il testo dell'accordo stabilisce una serie di regole minime per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica e rispondere alle esigenze specifiche delle vittime.

A seguito della nostra analisi del testo concordato, l'EWL ne chiede l'immediata adozione da parte del Consiglio e del Parlamento europeo e invita gli Stati membri a garantire che la sua attuazione avvenga rapidamente, prendendo in considerazione le competenze e le richieste delle organizzazioni femminili. Leggi qui la nostra analisi.

È prevista una revisione della direttiva entro un massimo di 5 anni dall'attuazione, offrendo così un'opportunità cruciale per estendere il suo campo di applicazione. L'EWL e i suoi membri continueranno a lavorare incessantemente per garantire che in Europa prevalga un approccio comune adeguato allo stupro basato sul libero consenso. È fondamentale porre fine alla vergognosa cultura dell'impunità e garantire che le sopravvissute si sentano al sicuro nel cercare giustizia e riparazione. Inoltre, l'EWL si batterà per garantire che il campo di applicazione della direttiva venga presto esteso a tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi lo stupro, la sterilizzazione forzata e le molestie sessuali.

Più di 140.000 cittadini europei hanno firmato la petizione  della  EWL e  di WeMove Europe che chiede ai responsabili politici dell'UE di adottare la direttiva e di garantire che l'Europa sia un luogo sicuro per tutte le donne e le ragazze e che l'autonomia sessuale delle donne sia ben protetta.


Per saperne di più sulla campagna di EWL sulla direttiva clicca qui.


Unitevi a noi per trasformare la Giornata Internazionale della Donna in un appello per sradicare tutte le forme di violenza maschile contro le donne!



martedì 6 febbraio 2024

Raggiunto l'accordo sulla prima legge UE sulla violenza contro le donne - Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne

 

Oggi è stata scritta la storia: è stato raggiunto l' accordo sulla prima direttiva in assoluto che garantisce donne e  ragazze pari protezione nell'UE.





Il Coordinamento Italiano esprime soddisfazione per il risultato ottenuto con un forte ed instancabile lavoro congiunto  e condivide in pieno la Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne

[Bruxelles, 6 febbraio 2024] La Lobby Europea delle Donne (EWL) valuta positivamente il tanto atteso accordo sulla direttiva per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, la prima legge dell'Unione europea a garantire che le vittime di violenza contro le donne e la violenza domestica ricevano un'adeguata protezione, sostegno, accesso alla giustizia e riparazione, indipendentemente dal luogo in cui vivono nell'UE.

"È stata adottata una decisione storica! Il messaggio che l'UE ha dato con questo accordo è che i diritti delle donne sono diritti umani fondamentali al centro del progetto dell'UE e che non sono mai una questione privata, ma una questione strutturale radicata nel patriarcato, nel sessismo e nella misoginia.  Tutte le forme di violenza contro le donne devono finire ora", ha dichiarato Iliana Balabanova, presidente della Lobby Europea delle Donne. "Questa direttiva è fondamentale per  Stati membri come il mio, la Bulgaria, che non hanno ancora ratificato la Convenzione di Istanbul, poiché stabilisce un quadro olistico di obblighi e standard minimi".

"Negli ultimi 30 anni, la EWL ha chiesto di porre la violenza contro le donne al centro dell'agenda politica dell'UE. Oggi è stato siglato un accordo rivoluzionario sulla prima direttiva in assoluto per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. Si tratta di un passo fondamentale nella giusta direzione. Ora chiediamo agli Stati membri di mettere immediatamente in atto questa serie di norme complete per salvare la vita di donne e ragazze", ha dichiarato Mary Collins, Segretaria generale della EWL.

"La direttiva deve essere attuata di pari passo con gli standard d'oro della Convenzione di Istanbul, di cui l'UE e 22 Stati membri sono parti. Gli Stati membri devono tenere conto dell'indispensabile esperienza delle organizzazioni femminili e dei servizi specializzati per  donne nell'affrontare tutte le forme di violenza contro le stesse e nel sostenere le sopravvissute/vittime con una prospettiva  intersezionale e sensibile al genere ", ha dichiarato Irene Rosales, responsabile delle politiche e delle campagne della EWL.

"La violenza informatica contro le donne e le ragazze è oggi una dura realtà in Europa. Per la prima volta, l'UE riconosce l'impatto devastante che la violenza informatica ha sulle loro vite e considera reato cinque fattispecie di cyber violenza: la condivisione non consensuale di materiale intimo e manipolato, il cyber stalking, la  cyber molestia , il cyber flashing e l'incitamento all'odio o alla violenza", afferma Laura Kaun, direttrice delle politiche e delle campagne della EWL. "In un momento in cui un numero crescente di donne e ragazze nell'UE si sente completamente priva di protezione contro la diffusione di abusi sessuali basate su immagini,  di  molestie informatiche o cyberstalking, le misure contenute in questa direttiva sono fondamentali per sostenere le vittime, contrastare l'impunità degli autori e responsabilizzare i provider e le piattaforme Internet affinché si  rimuovano  i contenuti e si scongiurino nuove vittime".

La EWL si congratula con la Commissione europea, la Presidenza belga e il team negoziale del Parlamento europeo, in particolare con i due co-relatori Frances Fitzgerald (PPE, Irlanda) e Evin Incir (S&D, Svezia) e i loro team. Hanno compiuto uno sforzo notevole per migliorare l'accordo generale raggiunto dal Consiglio nel giugno dello scorso anno e per garantire che la direttiva rientri negli "standard d'oro" della Convenzione di Istanbul o addirittura li superi.

La direttiva fornisce anche una definizione armonizzata delle mutilazioni genitali femminili (MGF) e dei matrimoni forzati, come previsto dalla Convenzione di Istanbul. Contiene misure per migliorare l'identificazione preventiva delle vittime, l'intervento tempestivo e per garantire a tutte le vittime canali accessibili di denuncia. Obbliga gli Stati membri ad adottare meccanismi di protezione essenziali (come gli ordini di restrizione d'emergenza, gli ordini cautelari e di protezione) per garantire l'incolumità delle vittime da da situazioni di pericolo immediato. La direttiva stabilisce standard per la fornitura di servizi di supporto specializzati e completi, come linee telefoniche di assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e strutture di accoglienza accessibili a tutte le donne vittime e ai loro figli. Inoltre, obbliga gli Stati membri a istituire  appositi centri  per gli stupri dove si  forniscano consulenza e assistenza medica, psicologica e traumatologica, servizi per la salute e la salute sessuale  delle vittime di violenza sessuale e stupro, nonché  supporto specialistico alle vittime di MGF, sterilizzazione forzata e molestie sessuali sul lavoro.

 Il gruppo negoziale del Parlamento europeo è riuscito a rafforzare le disposizioni sulla prevenzione, includendo misure volte ad affrontare le cause profonde della violenza contro le donne e della violenza sessuale, e , anche, garantendo il ruolo centrale del consenso, che deve essere dato volontariamente.

"La EWL si rammarica profondamente per il blocco da parte del Consiglio di molti elementi chiave della direttiva, in particolare per l'oltraggiosa decisione imposta da Francia e Germania di eliminare l'articolo 5 sulla definizione armonizzata di stupro basata sul consenso, secondo gli standard della Convenzione di Istanbul. È del tutto ipocrita e rappresenta una terribile occasione mancata per proteggere le donne e le ragazze da una delle forme più odiose di violenza", afferma Irene Rosales, responsabile delle politiche e delle campagne di EWL. "Ricordiamo che 11 Stati membri dell'UE mantengono ancora una definizione inadeguata dello stupro, basata sulla forza, la minaccia o la coercizione come principali elementi costitutivi del reato, mettendo a rischio l'effettiva protezione dell'autonomia sessuale dell'individuo, come da sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo". La EWL deplora inoltre l'esclusione delle definizioni dei reati di molestie sessuali sul luogo di lavoro e di sterilizzazione forzata.



La EWL si sente garante dei 250 milioni di donne in Europa e delle nostre 2000 organizzazioni affiliate, come dovrebbero fare tutti gli Stati membri dell'UE. La EWL continuerà a chiedere una revisione della direttiva per assicurare che il reato di stupro sia garantito a livello europeo e definito in modo coerente sulla base del consenso liberamente dato in circostanze di autonomia e reciprocità. Inoltre, la EWL si batterà e si adopererà senza sosta per garantire che l'ambito di applicazione della direttiva venga presto esteso in modo da includere tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi la violenza e l'abuso sessuali.

La EWL si sente responsabile  dei 250 milioni di donne in Europa e delle nostre 2.000 organizzazioni affiliate, così come dovrebbero fare tutti gli Stati membri dell'UE. La EWL continuerà a chiedere una revisione della direttiva per assicurare che il reato di stupro sia considerato a livello europeo e definito in modo coerente sulla base del consenso liberamente dato in circostanze di autonomia e reciprocità. Inoltre, la EWL si batterà e lavorerà instancabilmente per garantire che il campo di applicazione della direttiva venga presto esteso per includere tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi la violenza e gli abusi sessuali.

La EWL ringrazia gli esperti in materia di diritto che hanno firmato la lettera aperta sulla base giuridica della direttiva UE, che dimostra che l'UE ha l'obbligo di regolamentare questa materia secondo i vigenti testi normativi  dell'UE. La EWL ringrazia i firmatari delle petizioni "Rendi l'Europa un luogo sicuro per donne e ragazze" e " UE: Solo il sì significa sì" e la collaborazione con WeMove Europe e AVAAZ.

mercoledì 31 gennaio 2024

La Lobby Europea delle Donne ed il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle scrivono alla Presidenza belga perché venga sbloccata la bozza di direttiva contro la violenza domestica e la violenza contro le donne





                                             






To:     Mr Paul Van Tigchelt, Minister for Justice

CC:     Mr Willem van de Voorde, Permanent Representative of Belgium to the EU


29 January 2024, Brussels

 

Dear Minister for Justice, Mr Paul Van Tigchelt  

We are contacting you on behalf of the European Women's Lobby (EWL), the largest organisation of women’s associations in the EU, and the Italian Coordination of the European Women’s Lobby/ Lef-Italia in view of the recent news on the difficult negotiations on the Directive on violence against women (VAWG) and domestic violence (DV). 

The European Women’s Lobby members across Europe are outraged by the disgraceful decision of the Council of the EU, led by the Belgian Presidency, to persist in blocking a consent-based definition of rape (based on the standards of the Istanbul Convention) in the proposed Directive. While EWL acknowledges that the Belgian Presidency might have tried extensively to save the article on a consent based definition on rape on the Directive before the end of the political mandate, we are extremely disappointed about this outcome and dismayed in view of the negative impact that this decision will have on the lives of women’s and girls. There are still 15 EU Member States that hold definitions of rape that fall behind the standards of the Istanbul Convention not offering adequate protection for victims of rape (see our EWL analysis of the added value of the article 5 here).Despite the persistent calls of women’s and survivors organisationscitizens, and legal experts, the Council of the EU has decided to let down all women and girls to protect them from one of the most heinous crimes of sexual violence and rape. The unacceptable political choice of Germany and France, in particular, raises concerns on the Belgian presidency of the Council of the European Union, and its commitment to the fight against violence against women and also women’s rights. 

Your action and leadership is required more than ever to bring justice to all victims and survivors of violence against women. We therefore urge the Belgian Presidency to do its utmost in the next weeks to ensure significant improvements in the last negotiating stages. We call on the Belgian Presidency to agree on the European Parliament’s proposals and red lines on prevention of VAWG crimes, including sexual violence, on protection and early intervention, on specialised support to victims and prosecution, access to justice and reparation; as also on data collection.

While we welcome the inclusion of forced marriage and female genital mutilation in the Directive, we consider that having a Directive on violence against women that -under the scope of the legal basis on “sexual exploitation” - considers only the harmonisation of these two crimes is not a good  political choice as can be wrongly interpreted by extreme right wing forces as a win, as they may interpret  that violence against women is something that happens outside of  the EU, while we know this is absolutely not the case. Taking into account the progressive position Belgium has taken during the negotiations on the draft Directive, in particular on Article 5, the EWL believes that the Belgian Presidency is well placed to reach an agreement under its presidency on a strong piece of legislation, refuting any further attempts to weaken the protection of all women, with a special consideration given to the most vulnerable women at risk of repeated re-victimisation (European Parliament proposal on recital 29, Article 13.5; Article 28.1, Article 35 and 36.4). 

In this vein, we are also extremely disappointed to learn about the lack of inclusion of the articles on sexual harassment at the work place and the article forced sterilisation, which are key aspects of the European Parliament’s proposal and strong demand from women’s organisations, trade unions and disability organisations. These aspects need to be urgently restored into the negotiation of the text. 

An adequate gender-sensitive implementation of the directive is absolutely essential for the effective protection of women and girls that must be provided by specialist services. In this regard, it is of the utmost importance the recognition in the Directive of the crucial role and expertise of women’s organisations in addressing violence against women and domestic violence and providing specialised support (EP proposal to article 37a and recital 47). The definition of the gender-sensitive approach (Recital 23c as per the European Parliament proposal) is absolutely essential for the adequate implementation of the Directive through the EU and it is a lesson learned from the evaluation of the implementation of the Istanbul Convention and the negative effects of a gender neutral approach (See here EWL evaluation report).  

EWL calls on the Member States to ensure the most robust package of rights of victims- that lives up to the standards of the Istanbul Convention and updates it- on reporting, investigation, individual assessment and early intervention; protection mechanisms, electronic monitoring and barring orders; specialist support services to victims of all forms of violence against women and their children, and adequate measures to ensure access to justice and reparation/compensation to avoid further re-victimisation and institutional violence. 

EWL acknowledges that one of the most crucial aspects of the Directive is the proposed legal framework to address key forms of cyberviolence against women. Definitions in place must be effective to ensure no shortfalls. Cyberviolence must therefore be covered in an extensive and comprehensive manner, ensuring the largest scope of protection in all areas of the digital space and that shouldn’t be conditioned to any form of reference to “freedom of expression/freedom of arts”. 

The chapter on preventative measures must absolutely address the root causes of violence against women and acknowledge the crucial role of women’s organisations in raising awareness and in providing feminist sexuality education and information on consent, mutuality and free will in sexual and affective relationships. 

We consider that including a review clause is fundamental to ensure the extension of the scope of the Directive in the near future so that sexual violence should be covered as per the existent legal basis (You can find here our letter signed by more than 140 Legal experts on the legal basis). It is also of utmost importance for the adequate implementation and review of the Directive to appoint an EU Coordinator on violence against women that can lead the process (EP proposal on article 43.2).

We forward you once again the EWL priorities for the trialogue negotiations that we developed in the early stages of the trialogue phase.

Finally, EWL is hugely disappointed to see that the crucial informal meeting of Ministers of Justice that took place on 26/01 led by the Belgian presidency did not have the Directive on combating violence against women amongst its priorities. Please, find here and enclosed a statement in this regard. 

 We trust in your ability to reconduct the situation and conclude negotiations towards a Directive that makes Europe a safer place for all women and girls. 

Yours sincerely,

Mary Collins                                                                                        Rossella Poce

 Secretary General of the European Women’s Lobby                        Lef-Italia  President 

                                                                                              

               

 

 

  

giovedì 9 novembre 2023

Comunicato Stampa

 


 

Comunicato stampa

 

Quali sono le politiche europee per le donne? 

L’attività della European Women’s Lobby

Lunedì 13 novembre 2023, 

dalle  15.15  alle 18.00

Ufficio di Collegamento in Italia del Parlamento Europeo

Via Quattro Novembre, 149 – Roma

 

 

Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne (LEF-Italia) è una organizzazione ombrello che raccoglie alcune delle maggiori associazioni femminili a livello nazionale, rappresenta l’Italia nel Consiglio di Amministrazione della Lobby Europea delle Donne. La Lef-Italia si occupa di portare la voce delle donne in Italia presso le Istituzioni europee e viceversa al fine di promuovere, influenzare ed implementare legislazioni e politiche di pari opportunità. Allo stesso tempo vigila sull’implementazione nel nostro Paese delle direttive e delle strategie europee ed internazionali inerenti i diritti delle donne.

Durante l’incontro verranno esaminati il nuovo patto della sul lavoro di cura della Lobby Europea, le attività in merito al contrasto della violenza sulla donna e l’azione di pressione per ottenere un’ efficace “Direttiva contro la violenza domestica e la violenza contro le donne”. Si discuterà, inoltre, delle relazioni tra la Lobby e le Istituzioni europee, delle relazioni del Lef-Italia con le associazioni e delle azioni sul territorio.

Interverranno: l’On. Beatrice Covassi del gruppo S&D, l’On. Francesca Peppucci del gruppo PPE, l’Esperto di politiche di genere Dott. Maurizio Mosca, l’Avvocata Titti Carrano dell’Associazione  D.i.Re, Ziva Modiano Fischer Responsabile per gli enti esterni della ADEI-WIZO, Oria Gargano Presidente della Cooperativa Sociale BeFree, Maria Ludovica Bottarelli Segretaria Generale della Lef-Italia. Introduce, modera e conclude la Presidente della Lef-Italia Rossella Poce.

L’evento rappresenta il primo di una serie di incontri che il Coordinamento Italiano vuole organizzare per far conoscere l’attività costante, che la Lobby conduce sia a livello europeo che nazionale

 

 

giovedì 14 settembre 2023

Victory for survivors of prostitution MEPs voted in favour of abolitionist measures / Vittoria per le sopravvissute alla prostituzione . Gli eurodeputati hanno votato in favore di misure abolizioniste


 



Victory for survivors of prostitution

MEPs voted in favour of abolitionist measures 

Press Release by the European Women's Lobby


With today’s vote, MEPs decided to follow the abolitionist legacy of the Honeyball resolution voted in 2014 and proved their commitment for a Europe free from violence against women and girls.



[14 September 2023, Strasbourg] MEPs confirmed their abolitionist position and delivered a powerful message today as they voted in favour of the initiative report on the Regulation of prostitution in the EU: its cross-border implications and impact on gender equality and women’s rights drafted by S&D MEP Maria Noichl. With this vote, they made clear that prostitution is a form of violence and that implementing support and exit programmes for survivors is the best way to tackle it. This is a milestone for women in Europe as they account for 90% of persons in prostitution and 87% of victims of trafficking of human beings for sexual exploitation purposes.

After months of mobilisation and a first positive vote in the Committee on Women’s Rights and Gender Equality (FEMM) on 27 June 2023, a majority of MEPs eventually confirmed the abolitionist stance of the European Parliament, following the steps of France, Sweden and Ireland, countries that proved to be efficient in reducing demand and cases of human trafficking. The report drafted by MEP Maria Noichl encourages Member States to adopt an abolitionist perspective that decriminalises persons in prostitution and highlights the negative effects of decriminalising the so-called “sex-buyers” and exploitative third parties. Even though we regret the removal of the demand for EU-wide measures introducing legislation based on the Nordic/Equality model, we welcome the MEPs' overall commitment towards abolitionist measures. 

“MEPs sent a strong signal for women, for Europe, for justice and equality by voting in favour of this report: it is a clear way of reaffirming that exploiting a woman’s body is not acceptable. They understood that it is not realistic to label prostitution as anything other than violence because it will never soften the harsh, sexist, classist and racist harm behind the purchase of sexual acts. Survivors cannot wait any longer, we stand by them and need robust and well-funded support and exit programmes now.” comments Mary Collins, Acting Secretary General of the European Women’s Lobby.

Tackling the root causes of prostitution, the report particularly insists on the importance of guaranteeing health, social, educational and economic support to persons in prostitution as poverty and social exclusion are the foundation of this form of sexual exploitation. Therefore, not only does the abolitionist approach aim at guaranteeing survivors of prostitution tools to take their power, agency and autonomy back but it puts the burden of stigmatisation and shame on so-called “sex-buyers” who believe that freely given consent can be bought.

Protecting youth is also among MEPs priorities as the report underlines the negative impact of the normalisation of prostitution on the perceptions and expectations young people have in terms of sexuality and relationships between women and men. Studies undertaken in Sweden demonstrated a positive and significant shift in attitudes among boys and men after Sweden adopted the Equality Model. In the same vein, harmful stereotypes to be found in pornographic content and their impact on young people’s sexuality were also denounced in the report.

“This vote is a clear signal and relief for survivors of prostitution but also for all women and girls in Europe as it recognises prostitution as a form of violence that needs to be combatted and not promoted. We thank MEPs for standing with survivors and urge member states to swiftly implement the recommendations included in this report” concludes Iliana Balabanova, President of the European Women’s Lobby.

ENDS

The European Women's Lobby is the largest umbrella organization of women's associations in Europe. Founded in 1990, the EWL works to promote women's rights and equality between women and men and represents more than 2000 organizations across Europe.

Contact:

Mirta Baselovic, Communications and Media Coordinator

Laura Kaun, Policy and Campaigns Director 
kaun@womenlobby.org


                                                           





Traduzione

                                       Vittoria per le sopravvissute alla prostituzione
                             Gli eurodeputati hanno votato a favore di misure abolizioniste 

                                   Comunicato stampa della Lobby Europea delle Donne


[Gli eurodeputati hanno confermato la loro posizione abolizionista ed hanno trasmesso un messaggio forte oggi, votando a favore del Rapporto d'iniziativa sulla regolamentazione della prostituzione nell'UE: le sue implicazioni trans frontaliere e l'impatto sull'uguaglianza di genere e sui diritti delle donne redatto dall'eurodeputata Maria Noichl dei S&D. Con questo voto, hanno chiarito che la prostituzione è una forma di violenza e che l'attuazione di programmi di sostegno e di uscita per le sopravvissute è il modo migliore per affrontarla. E'questa un'importante conquista per le donne in Europa, che rappresentano il 90% delle persone che si prostituiscono e l'87% delle vittime della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale.

Dopo mesi di mobilitazione ed un primo voto positivo in seno alla Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (FEMM), il 27 giugno 2023, la maggioranza degli eurodeputati ha infine confermato la posizione abolizionista del Parlamento europeo, seguendo i passi di Francia, Svezia e Irlanda, Paesi che si sono dimostrati, particolarmente,  efficaci nel ridurre la domanda e i casi di tratta di esseri umani. La relazione redatta dall'eurodeputata Maria Noichl incoraggia gli Stati membri ad adottare una prospettiva abolizionista che depenalizzi le persone che si prostituiscono ed evidenzia gli effetti negativi della depenalizzazione dei cosiddetti "acquirenti di sesso" e dei terzi sfruttatori. Anche se ci rammarichiamo per l'eliminazione della richiesta di misure a livello europeo che introducano una legislazione basata sul modello Nordico/Uguaglianza, accogliamo con favore l'impegno generale degli eurodeputati verso misure abolizioniste. 

"Votando a favore di questa relazione, gli eurodeputati hanno inviato un segnale forte in favore delle le donne, dell'Europa,  della giustizia e dell'uguaglianza: è un modo chiaro per riaffermare che lo sfruttamento del corpo della donna non è accettabile. Hanno capito che non è realistico etichettare la prostituzione come qualcosa di diverso dalla violenza, perché non attenuerà mai il danno duro, sessista, classista e razzista che si cela dietro l'acquisto di atti sessuali. Le sopravvissute non possono più aspettare, siamo al loro fianco e abbiamo bisogno di un sostegno solido e ben finanziato e di programmi di uscita ora", commenta Mary Collins, Segretaria Generale facente funzione della Lobby Europea delle donne.

Affrontando le cause profonde della prostituzione, il rapporto insiste in particolare sull'importanza di garantire un sostegno sanitario, sociale, educativo ed economico alle persone che si prostituiscono, poiché la povertà e l'esclusione sociale sono alla base di questa forma di sfruttamento sessuale. Pertanto, non solo l'approccio abolizionista mira a garantire alle sopravvissute alla prostituzione gli strumenti per riprendersi i loro diritti, il loro ruolo e la loro autonomia, ma pone l'onere della stigmatizzazione e della vergogna sui cosiddetti "compratori di sesso" che credono che il consenso liberamente dato possa essere comprato.

Anche la tutela dei giovani rientra tra le priorità degli eurodeputati, poiché il rapporto sottolinea l'impatto negativo della normalizzazione della prostituzione sulla percezione e sulle aspettative che i giovani hanno nei confronti della sessualità e delle relazioni tra donne e uomini. Gli studi condotti in Svezia hanno dimostrato un cambiamento positivo e significativo negli atteggiamenti dei ragazzi e degli uomini dopo che la Svezia ha adottato il modello di uguaglianza. Allo stesso modo, nel rapporto vengono denunciati gli stereotipi dannosi presenti nei contenuti pornografici e il loro impatto sulla sessualità dei giovani.

"Questo voto è un chiaro segnale e un sollievo per le sopravvissute alla prostituzione, ma anche per tutte le donne e le ragazze in Europa, poiché riconosce la prostituzione come una forma di violenza che deve essere combattuta e non promossa. Ringraziamo gli eurodeputati per essere al fianco delle sopravvissute e invitiamo gli Stati membri ad attuare rapidamente le raccomandazioni contenute nel rapporto", conclude Iliana Balabanova, Presidente della Lobby Europea delle Donne.