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lunedì 15 giugno 2026

a proposito del dibattito sul femminicidio








Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne supporta e condivide quanto detto e scritto dalle Associazioni aderenti a proposito dell'attuale dibattito sul "femminicidio" e sulla sua esclusiva dimensione di genere.


 

mercoledì 4 marzo 2026

Violenza Digitale contro le donne. Profili sostanziali e processuali a partire dalla Direttiva N.1385/2024"

 


  "Violenza Digitale contro le donne. Profili sostanziali e processuali a partire dalla Direttiva N.1385/2024 "

Il 2 mazo u.s. si è svolto il Convegno su

"Il Convegno ha offerto un'analisi approfondita delle relazioni d'eccellenza  di Relatrici e Relatori, focalizzandosi sulla violenza digitale contro le donne. Sono stati esplorati vari aspetti, iniziando dall'approccio giuridico e culturale delineato nella Direttiva europea 1385/2024 . Sono state discusse le sfide poste dalle nuove tecnologie nel contrasto alla violenza di genere, nonché l'impatto di tali tecnologie nei procedimenti penali. Infine, si è affrontato il tema del cyberstalking secondo il Codice Penale italiano e il fenomeno del deepfake, evidenziando la necessità di risposte adeguate e tempestive."  




















giovedì 19 febbraio 2026

" Violenza Digitale contro le donne. Profili sostanziali e processuali a partire dalla Direttiva N.1385/2024"



 

Il Convegno "Violenza Digitale contro le donne. Profili sostanziali e processuali a partire dalla Direttiva N.1385/2024"uole essere una continuazione del convegno europeo del novembre 2024 sull'impatto della direttiva sulla legislazione italiana in cui è stato presentato il relativo studio.Di questo convegno sono stati stampati gli atti. Il valore dell'incontro che si terrà il 2 marzo, è stato riconosciuto dall'Ordine degli Avvocati di Roma. e dalla Scuola Forense che l'ha riconosciuto valido per la formazione dei propri studenti

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lunedì 26 gennaio 2026

Comunicato stampa "No al dissenso"


 


Il Coordinamento italiano della Lobby Europea delle Donne esprime sorpresa e preoccupazione per 

il ddl stupri in approvazione al Senato 

L’introduzione della parola consenso e del concetto a cui rimanda, richiesta per la corretta applicazione della Convenzione di Istanbul, è stato il motivo della proposta di modifica alla legge esistente. Ora la parola chiave “consenso” scompare dalla formulazione dell’art. 609-bis c.p. ed è sostituita da un’altra non contemplata dalla Convenzione di Istanbul.

Si tratta di una riformulazione del testo approvato all’unanimità alla Camera in cui il modello del consenso – solo sì è sì – viene sostituito con il riferimento alla volontà contraria all’atto sessuale, volontà che deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso.

In caso di valorizzazione del consenso non è la donna vittima a dover dimostrare di aver detto no, mentre una formulazione come quella proposta espone la persona offesa a maggiori rischi di vittimizzazione secondaria nel corso del procedimento penale.

Il modello del consenso affermativo, a livello europeo e internazionale, viene ritenuto come quello maggiormente rispettoso delle esigenze di tutela della vittima di violenza sessuale. Una scelta a favore del modello incentrato sul dissenso segnerebbe, per l’Italia, un pericoloso arretramento sul piano tanto culturale quanto tecnico- giuridico.

Alla luce di queste considerazioni,  il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne  chiede una interpretazione ed un’ attuazione corretta della Convenzione di Istanbul su una materia che riguarda un importante e frequente violazione dei diritti delle  donne.

 

 

 

martedì 13 gennaio 2026

A SOSTEGNO DELLE DONNE IRANIANE !

 


Dal 28 dicembre 2025, giorno dopo giorno, assistiamo all’intensificarsi delle proteste

contro il regime iraniano ed alle feroci repressioni con sgomento e preoccupazione.

La contestazione contro il regime degli ayatollah è senza dubbio un fatto trasversale, dove la

voce delle donne ha un ruolo preponderante per il coraggio delle loro azioni. Donne che hanno

subito per anni codici di comportamento e di abbigliamento punitivi assieme alle nefaste

conseguenze della loro applicazione, ma che nonostante la repressione continuano a dimostrare

con le loro azioni di non volere vivere in un medioevo teocratico.

Ricordiamo Mahsa Amini, uccisa nel 2022 dalla famigerata polizia della morale, 

per non aver indossato adeguatamente il velo. La sua tragica fine ha dato luogo al movimento di 

protesta “Donna, Vita e Libertà” che ha trovato eco anche in molte 

piazze europee e che oggi risuona ancora più forte nella voce popolo iraniano che si ribella ad un 

regime che ha perso ogni legittimità.

Assistiamo con orrore alla ferocia con la quale il regime degli ayatollah ha colpito e colpisce in

modo particolare le giovani ed i giovani, nel tentativo di soffocare il movimento e che ad oggi,

secondo Iran International, ha raggiunto i 12.000 uccisi , di cui la maggior parte giovani al di sotto 

dei 30 anni.

Nonostante ciò le proteste continuano in tutto il paese e difficilmente si fermeranno, per la

volontà soprattutto dei giovani di ottenere cambiamenti strutturali.

Questi giorni sono senza dubbio decisivi per il futuro del paese. 

Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne guarda con grande preoccupazione questi avvenimenti e manifesta la propria solidarietà e sostegno a tutte quelle giovani donne che coraggiosamente esprimono il loro dissenso con azioni che le espongono in prima persona.

Pertanto invitiamo la comunità internazionale, e in particolare le associazioni femminili, a dare

visibilità alla lotta delle giovani e dei giovani iraniani perché il loro grido venga amplificato, non

taciuto e non strumentalizzato.

Chiediamo anche al Governo Italiano di fare pressione sul governo dell’Iran, sulla Commissione

Europea ed al suo Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, affinchè 

prenda opportuni provvedimenti ed iniziative affinché questo massacro sia fermato e siano 

assicurate forme di convivenza civile e democratica

 

giovedì 30 ottobre 2025

Ci mancherai molto, Oria!








Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne esprime tutto il suo dolore per la prematura scomparsa di Oria Gargano, fondatrice di Befree, nostra precedente esperta dell'Osservatorio sulla Violenza della European Women's Lobby
Un'amica con cui abbiamo condiviso un percorso di sorellanza, riconoscendo la sua lealtà, il suo carattere combattivo, la sua intelligenza politica, il suo instancabile impegno per l'autodeterminazione di tutte le donne che ha sempre sostenuto nei percorsi di uscita dalla violenza e dalla tratta.
Tutte noi ci uniamo al dolore della Famiglia e di tutte le Amiche di Befree

Rossella Poce
Presidente Lef-Italia



mercoledì 1 ottobre 2025

Massacro del Circeo: riflessioni a 50 anni dall'accaduto




Tra il 29 e il 30 settembre 1975 si consumò un evento tanto drammatico quanto simbolico, in grado di rappresentare una cesura netta nella storia femminile italiana. Si tratta del Massacro del Circeo, che vide due giovani ragazze, Rosaria Lopez (19 anni) e Donatella Colasanti (17 anni), sequestrate e sottoposte a circa 36 ore di violenza e stupro da parte di 3 ragazzi: Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira. Rosaria non riuscì a salvarsi e venne uccisa, mentre Donatella si finse morta per poter scampare agli aggressori, riuscendo poi a fornire testimonianze che furono decisive per poter ricostruire l'accaduto con precisione.

La copertura mediatica degli abusi subiti dalle due ragazze si rivelò lo specchio di un sentire collettivo sulla questione di genere che, a distanza di mezzo secolo, continua a persistere. Gli aggressori, appartenenti a famiglie agiate di Roma, furono descritti come “pazzi” o “mostri”, figure patologiche ed eccezionali, così da deresponsabilizzarli e oscurare la dimensione sistemica della violenza. Parallelamente, le vittime furono accusate di aver abbandonato il “focolare” e di aver tradito le proprie virtù, legittimando stereotipi e alimentando una narrazione che tende a normalizzare la violenza e a ostacolare l’accesso alla giustizia.

Il Massacro del Circeo, anche e soprattutto grazie alla mobilitazione femminista, riuscì a entrare nella memoria collettiva della nazione, avviando un processo che portò, come principale risultato, a una ridefinizione giurisprudenziale del concetto di stupro. Fino ad allora, infatti, lo stupro era considerato non come un danno fisico subito dalla persona offesa, bensì come un’offesa morale. Tale impostazione rifletteva un sessismo strutturale che de-personificava la donna, privandola della propria individualità e riducendola a un ruolo relazionale: madre di, sorella di, moglie di, ma mai individuo a sé stante. Di conseguenza, la violenza sessuale non veniva riconosciuta come un’offesa alla donna in quanto persona, bensì come una lesione all’onore e alla morale del nucleo familiare di appartenenza. 

I movimenti femministi si impegnarono duramente in una lotta contro il rilegare lo stupro alla sfera degli eventi "eccezionali", sottolineando quanto in realtà si trattasse del prodotto diretto di una dinamica di potere profondamente squilibrata. La coscientizzazione del pubblico italiano da parte delle associazioni femministe e dell’avvocata Tina Lagostena Bassi, in seguito a capo della delegazione ufficiale alla Conferenza di Pechino del 1995, portarono il tema della violenza di genere sull’agenda politica nazionale, internazionale ed europea. A questo proposito ricordiamo la riforma 66 del 1996, la quale mise in evidenza quanto i reati di violenza sessuale non dovessero essere considerati come un’offesa alla moralità pubblica o al cosiddetto buon costume, ma come una violazione di un bene fondamentale e inalienabile: la libertà personale. Si diede poi vita all’iniziativa Daphne, divenuta poi programma ed infine progetto, che ebbe soprattutto il merito di mettere in rete le organizzazioni che lavoravano con le vittime di violenza, raccogliere dati e scambiare buone prassi. Seguirono poi altri programmi di azione comunitaria, road maps e strategie sino ad arrivare alla Direttiva 2024/1385 sulla violenza domestica e la violenza contro le donne del 14 maggio 2024. 

La memoria di Donatella, di Rosaria e di tutte le vittime che le hanno tristemente seguite non è soltanto un monito, ma un richiamo costante alla necessità di contrastare le radici culturali e sociali della violenza di genere. La loro storia ci ricorda che i progressi legislativi, pur fondamentali, non bastano se non accompagnati da un cambiamento profondo nelle narrazioni mediatiche e nei rapporti di potere che ancora oggi continuano a perpetuare disuguaglianze e ingiustizie.

martedì 29 ottobre 2024

“In che modo la direttiva sulla violenza contro le donne migliora l'assistenza alle vittime: donne e bambini?”

Per chi volesse partecipare è fondamentale iscriversi mandando il proprio nominativo a coordinamento.lef.italia@gmail.com 



Il Progetto:

 

In che modo la Direttiva 2024/1385 sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica migliora l'assistenza alle vittime: Le donne e i loro figli?

Uno  studio comparativo tra Spagna, Italia e Polonia

 

 

La violenza contro le donne e le ragazze rimane un problema molto serio della nostra società ed una delle manifestazioni più gravi della disuguaglianza di genere. Nonostante i progressi compiuti nei diritti delle donne in tutto il mondo, questa costituisce ancora una realtà che tocca una donna su tre nell'Unione Europea. La consapevolezza della gravità del problema, unita alle continue pressioni del movimento delle donne, ha portato la Commissione Europea a pubblicare una proposta di Direttiva per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica nel marzo 2022. Poiché il testo finale della Direttiva, approvato dal Parlamento Europeo, é in vigore dal 13 giugno 2024,ci è sembrato importante analizzare come migliora l'assistenza alle vittime: le donne ed ai loro figli, che sono il principale oggetto di protezione di questa legislazione.


Questa nuova Direttiva si aggiunge al quadro legislativo internazionale ed europeo costituito principalmente dalla CEDAW, dalla Convenzione di Istanbul, dalla Carta europea dei diritti fondamentali, dalla Direttiva 2006/54 sull'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, dalla Direttiva 2012/29 sui diritti, l'assistenza e la protezione delle vittime di reato, tra le altre normative applicabili, ed espande e rafforza i diritti delle donne in tutta Europa stabilendo standard giuridici minimi che i Paesi membri devono incorporare nelle loro legislazioni nazionali. 


È in questo processo di trasposizione della Direttiva nella realtà di ciascun Paese, in cui si evidenziano i diversi livelli di tutela dei diritti delle donne, che si genera la necessità di modifiche giuridiche, imponendo agli Stati membri di garantire i diritti che la Direttiva incorpora. Per questo motivo, tre organizzazioni femminili, tutte appartenenti alla Lobby Europea delle Donne, provenienti da tre Paesi dell'Unione Europea con realtà molto diverse, Polonia, Italia e Spagna, si sono riunite per analizzare come la Direttiva possa migliorare l'assistenza alle donne vittime di violenza di genere e ai loro figli, in base alla realtà di ciascun Paese, e contribuire così a una protezione omogenea dei diritti delle donne in tutta Europa.


Questo lavoro nasce dall'esigenza di conoscere l'impatto concreto della nuova direttiva nei tre Paesi partecipanti: Polonia, Italia e Spagna; di partecipare all'armonizzazione degli strumenti giuridici a disposizione delle donne vittime di violenza per la tutela dei loro diritti e di sostenere l'estensione e il rafforzamento di tali diritti.

L'obiettivo principale di questo progetto è quindi quello di produrre un rapporto contenente un'analisi giuridica dell'impatto della direttiva sulle misure di protezione e assistenza per le vittime e i loro figli in Polonia, Italia e Spagna.

Gli obiettivi specifici sono:

- Ricercare e analizzare le disposizioni nazionali esistenti in materia di assistenza alle vittime e ai loro figli nei 3 Paesi. 

- Analizzare l'impatto della direttiva sulle disposizioni nazionali esistenti in materia di assistenza alle vittime e ai loro figli nei 3 Paesi.

- Fornire una nuova serie di raccomandazioni per l'attuazione della direttiva nei diversi contesti nazionali e per il miglioramento degli aspetti in cui le legislazioni nazionali sono carenti o non pienamente conformi alla direttiva europea adottata.

- Diffondere i risultati di questo lavoro alle istituzioni europee e nazionali e alle amministrazioni pubbliche, nonché alle organizzazioni della società civile, alle organizzazioni femminili e al pubblico in generale. 

Riteniamo che questa proposta sia rilevante non solo per le organizzazioni femminili in Europa, ma anche per i legislatori perché il rapporto che ne risulta può diventare uno strumento utile per sostenere l'attuazione di un quadro giuridico completo sulla violenza contro le donne e le ragazze e per ottenere una migliore comprensione degli strumenti giuridici a livello nazionale ed europeo, nonché per rafforzare la partecipazione politica delle donne.

 Questo lavoro contribuisce all'impegno per una corretta attuazione della nuova direttiva, ma anche della Convenzione di Istanbul, in quanto entrambi gli strumenti dovrebbero completarsi a vicenda.

 

 

 

mercoledì 24 aprile 2024

Un momento storico! La Lobby europea delle Donne plaude all'adozione della prima direttiva UE sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica


[Bruxelles, 24 aprile 2024] -

 La Lobby Europea delle Donne (EWL)  ed il Coordinamento Italiano esprimono  la loro più sentita gratitudine a tutte le organizzazioni per i diritti delle donne, alle attiviste , alle sopravvissute ed alle responsabili politiche/ci femministe/i, la cui incrollabile dedizione è culminata nell'adozione, da parte del Parlamento europeo, della prima direttiva europea sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica. Ciò significa che tutte le donne e le ragazze potranno godere dell' uguale diritto ad un  minimo di protezione, indipendentemente dal luogo in cui vivono in Europa.

Questo eccezionale traguardo è il risultato di decenni di attività di sensibilizzazione collettiva da parte dei membri dell'EWL, che si sono instancabilmente battute per i diritti e la sicurezza delle donne e delle ragazze in tutta Europa. Esprimiamo il nostro più profondo apprezzamento a tutte le persone e le organizzazioni che hanno contribuito a questa storica realizzazione di uno degli obiettivi prioritari dell'EWL sin dalla sua fondazione, avvenuta 35 anni fa.

Siamo immensamente orgogliose di questo risultato storico nell'ambito della nostra continua lotta per la parità tra donne e uomini e per l'eliminazione della violenza contro le donne e le ragazze”,  sottolinea Iliana Balabanova, Presidente della Lobby Europea delle donne. “L'adozione di questa direttiva segna un passo fondamentale per garantire la sicurezza e la protezione delle donne e delle ragazze in tutte le sfere della vita, compresa quella online”.

L'EWL elogia il Parlamento europeo per aver riconosciuto l'urgente necessità di affrontare la violenza contro le donne e la violenza domestica, sia offline che online. Come evidenziato nell'analisi dell'EWL del testo approvato, con questa direttiva l'UE riconosce per la prima volta che la violenza contro le donne è un ostacolo al raggiungimento dell'uguaglianza tra donne e uomini per il quale l'UE ha l'obbligo di adempiere, come stabilito nei trattati.

“Questa direttiva stabilisce obblighi di importanza fondamentale per tutti gli Stati membri dell'UE, che devono ottemperare ai loro obblighi normativi e alle loro politiche per porre fine alla violenza contro le donne. Esortiamo gli Stati membri a mettere immediatamente in atto questa insieme di norme esaustive per salvare la vita di donne e ragazze", ha dichiarato Mary Collins, Segretaria generale dell'EWL.

“Gli Stati membri dovranno tenere conto dell'indispensabile bagaglio di competenze delle organizzazioni femminili e dei servizi specializzati per le donne che si occupano in prima linea di tutte le forme di violenza contro di esse,  sostenendo  le sopravvissute in  una prospettiva trasversale di genere”, ha dichiarato Laura Kaun, direttrice delle politiche e delle campagne di EWL.

Pur celebrando questo importante traguardo, la Lobby Europea delle Donne deplora il blocco da parte del Consiglio di diversi aspetti chiave della direttiva, in particolare l'esasperante decisione imposta da Francia e Germania di escludere l'articolo 5 sulla definizione armonizzata dello stupro basata sul consenso, in linea con gli standard della Convenzione di Istanbul. “Si tratta di una decisione assolutamente ipocrita e di una terribile occasione mancata per proteggere donne e ragazze da una delle forme più odiose di violenza e di affrontare i vergognosi livelli di impunità degli autori. La storia dimostrerà che la violenza sessuale è un problema dell'Unione Europea da cui nessun Paese è immune, ed una strategia per controllare e mettere a tacere le donne. È indispensabile disporre dei migliori strumenti legislativi per la prevenzione e per garantire alle sopravvissute l'accesso alla giustizia e alla riparazione, ora! “, afferma Irene Rosales, consigliere politico senior della  EWL.

La EWL ribadisce il proprio impegno a migliorare ulteriormente la direttiva e ad estenderne il campo di applicazione. Continueremo a promuovere il riconoscimento della violenza contro le donne come reato penale dell'UE, ivi compreso lo stupro, le molestie sessuali sul luogo di lavoro, la sterilizzazione forzata e l'intero campo della violenza sessuale e riproduttiva contro le donne.

La Lobby Europea delle donne ed il Coordinamento Italiano riaffermano  il loro impegno a far avanzare i diritti delle donne e a porre fine a tutte le forme di violenza contro le stesse . Insieme, continueremo a lavorare per un'Europa che garantisca ad ogni donna e ragazza una vita libera da ogni forma di violenza maschile e discriminazione.

I risultati della votazione odierna della plenaria del Parlamento europeo sono i seguenti:

  Favorevoli: 522

  Astenuti: 72

  Contrari: 27




lunedì 22 aprile 2024

La Lobby Europea delle Donne e il Coordinamento Italiano chiedono agli eurodeputati di votare la direttiva

  

                                                                                                                                                             


                                         Roma 22/04/2024

                                       






Oggetto: Sottoscrivete l'accordo e adottate subito la direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne!

 

Gentilissima/o  Onorevole,

Mi permetto di  contattarla nuovamente a nome del Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne , rappresentante l’Italia nel Consiglio di Amministrazione della European Women's Lobby (EWL) che, come è  già a sua conoscenza, è  la più grande organizzazione di associazioni femminili dell'Unione europea.

Alla vigilia della sessione plenaria di questa settimana, la EWL ed il Coordinamento Italiano  Le chiedono di votare subito a favore dell'adozione della direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica. 

Concretamente, Le chiediamo di:

🚫 In primo luogo, di  votare contro la mozione procedurale.

 Votare in  favore dell'accordo provvisorio sulla direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica.

Perché?

La EWL si è battuta strenuamente per l'inclusione dell'articolo 5 nella direttiva, che proponeva una definizione armonizzata dello stupro basata sugli standard della Convenzione di Istanbul. Tuttavia, a questo punto dei negoziati, è impossibile includere qualsiasi emendamento senza accantonare l'accordo raggiunto dal Parlamento europeo e compromettere così l'adozione della direttiva a tempo indefinito 

È indispensabile, di conseguenza, cogliere questa opportunità per adottare la prima direttiva in assoluto sulla lotta alla violenza contro le donne, che avrà un notevole  impatto  sulla vita delle stesse , sia oggi e che in futuro.

Una volta adottata la direttiva, la EWL ed  i suoi membri continueranno a battersi senza sosta per estendere il suo campo di applicazione a tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, in particolare allo stupro, le molestie sessuali sul luogo di lavoro ed alla sterilizzazione forzata.

La sollecitiamo, perciò,  a garantire l’adozione immediata di tale  direttiva.

I 250 milioni di donne dell'UE si aspettano questo da Lei .  

Qui  può trovare: l'ultima dichiarazione della EWLl'analisi iniziale del valore aggiunto della direttiva e la nostra interpretazione dell'accordo.

Restiamo a  Sua disposizione per qualsiasi domanda o richiesta di ulteriori informazioni.

 

Per il Coordinamento Italiano  della Lobby Europea delle Donne

 

La Presidente 

Rossella Poce

 

La Segretaria Generale

Maria Ludovica Bottarelli Tranquilli-Leali

venerdì 8 marzo 2024

Analisi della Lobby Europea delle Donne (EWL) del testo concordato di Direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica






 Quasi trent'anni fa, in occasione della Piattaforma d'azione di Pechino del 1995, gli Stati membri dell'UE si sono impegnati con una sola voce a porre fine alla violenza contro le donne intesa come un problema strutturale delle nostre società. Da allora, la Lobby europea delle donne ha chiesto una legislazione completa a livello europeo. A distanza di trent'anni, la violenza contro le donne continua a essere la più diffusa violazione dei diritti umani delle donne in Europa, con implicazioni per tutta la vita sulla salute fisica e mentale delle donne.

La direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica è un'immensa pietra miliare per i diritti delle donne nell'UE e un importante passo avanti nella giusta direzione: stabilisce standard minimi per prevenire e combattere la violenza contro le donne e garantisce un livello minimo di protezione a tutte le vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica in tutta l'UE. La direttiva offre inoltre un'opportunità cruciale: con essa l'UE riconosce per la prima volta che agire su una base comune per porre fine alla violenza contro le donne, fa parte del suo mandato e dell'adempimento dei suoi obblighi per raggiungere la parità tra donne e uomini

La direttiva fornisce un pacchetto di misure complete che si fondano e vanno di pari passo agli standard della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, la cosiddetta Convenzione di Istanbul (ratificata dall'UE e da 22 Stati membri).

Inoltre, la direttiva apporta un importante pacchetto di obblighi comunitari a tutti e singoli gli Stati membri e ai Paesi in via di adesione Ci sono ancora cinque Stati membri (Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Lituania e Slovacchia) che non hanno ratificato la Convenzione di Istanbul, per i quali questa direttiva  diventa uno strumento essenziale per affrontare in modo globale la violenza contro le donne e la violenza sessuale. L'impatto della direttiva va oltre: ogni singolo Stato membro dovrà rivedere e modificare la propria legislazione e le proprie politiche per garantire che soddisfino almeno gli standard minimi della direttiva e dovrà informare dell'attuazione la Commissione europea, che in caso contrario potrà avviare procedure di infrazione.

La direttiva armonizza le definizioni di sette forme di violenza contro le donne:

- Due forme di violenza contro le donne secondo le definizioni della Convenzione di Istanbul: le  mutilazioni genitali femminili (MGF) e il matrimonio forzato.

  L'EWL deplora e condanna profondamente l'esclusione della definizione penale armonizzata di stupro basata sul consenso, imposta dal Consiglio dell'UE (maggioranza qualificata degli Stati membri), nonostante gli enormi sforzi e la mobilitazione delle organizzazioni femminili, delle sopravvissute, dei giuristi e dei  cittadini. Una definizione di stupro e di consenso è stata comunque inserita nel capitolo sulla prevenzione, come indicato di seguito. Sono state inavvertitamente omesse anche la sterilizzazione forzata e le molestie sessuali  L'EWL continuerà a lavorare incessantemente per garantire che in Europa prevalga un adeguato approccio comune allo stupro basato sul consenso liberamente dato - secondo gli standard della Convenzione di Istanbul - per porre fine alla vergognosa cultura dell'impunità e per assicurare che le sopravvissute si sentano al sicuro nel cercare giustizia e riparazione. Inoltre, l'EWL si batterà per garantire che il campo di applicazione della direttiva sia presto esteso a tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, comprese quelle sopra menzionate.

-Cinque forme di violenza online contro le donne e cioé: la  condivisione non consensuale di materiale intimo o manipolato, il cyberstalking, le  molestie informatiche, tra cui la ricezione non richiesta di materiale sessualmente esplicito (cyberflashing) e l' incitamento all'odio informatico.

Si tratta del primo quadro giuridico internazionale completo che fornisce definizioni delle principali forme di cyberviolenza non definite nella Convenzione di Istanbul. Un decennio fa, era inimmaginabile che l'esplosione esponenziale della violenza online sarebbe diventata una realtà quotidiana per milioni di donne e ragazze in Europa. La direttiva contiene disposizioni che conferiscono agli Stati membri il potere di impartire ordini ai servizi di hosting o di intermediazione per la rimozione dei contenuti.

La direttiva introduce inoltre un ulteriore livello di obblighi rispetto alla direttiva sui diritti delle vittime (DDV), che contiene un approccio orizzontale a tutte le vittime di reati ed è attualmente in fase di revisione. La Direttiva sulla violenza contro le donne e la violenza domestica impone un approccio di genere per la sua attuazione: diventando così,  anche,  uno strumento essenziale e specifico per affrontare le particolari esigenze e le sfide concrete delle vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica, la coercizione e l'intimidazione che le stesse subiscono, l'alto rischio di vittimizzazione secondaria o ripetuta e la minaccia alla loro vita. In aggiunta alle disposizioni della DDV, la Direttiva offre un pacchetto specifico di diritti alle vittime di tutte le forme di violenza contro le donne e di violenza domestica (secondo le definizioni nazionali), stabilendo regole minime per la denuncia e l'accesso alla giustizia, l'intervento precoce, la protezione e il sostegno alle vittime.

La direttiva contiene misure per migliorare l'identificazione precoce delle vittime e l'intervento precoce e per garantire a tutte le vittime canali accessibili per la denuncia. Obbliga gli Stati membri ad adottare meccanismi di protezione (come ordini restrittivi di emergenza, ordini di restrizione e di protezione) per garantire la sicurezza delle vittime da un pericolo immediato. La direttiva stabilisce standard per i servizi  specializzati di supporto, come le linee telefoniche dedicate  h24 ore e 7 giorni su 7 e le case di accoglienza, che devono essere accessibili a tutte le donne vittime e ai loro figli, comprese le donne con disabilità e le cittadine di paesi terzi. Inoltre, obbliga gli Stati membri a istituire centri specializzati per i casi di  stupro per fornire consulenza ed assistenza medica, psicologica e traumatologica, servizi per la salute sessuale e riproduttiva  alle vittime di violenza sessuale e di stupro, nonché un sostegno specialistico alle vittime di MGF e di molestie sessuali sul lavoro.

Inoltre, impone agli Stati membri di adottare un approccio intersettoriale e incentrato sulla vittima e di istituire un sostegno mirato per le vittime e per i gruppi a rischio con caratteristiche intersettoriali . La direttiva riconosce  il ruolo cruciale che i servizi specializzati per le donne e le organizzazioni femminili possono svolgono nel fornire consulenza e sostegno alle vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica, compresi i consultori per le donne, le case di accoglienza per le donne, le linee telefoniche dedicate, i centri di riferimento per la violenza sessuale e i servizi di prevenzione primaria.

Il gruppo negoziale del Parlamento europeo è riuscito a rafforzare le disposizioni sulla prevenzione della violenza contro le donne, compresa una nuova disposizione per prevenire lo stupro e la violenza sessuale e misure specifiche per prevenire le MGF, il matrimonio forzato e i crimini informatici. Gli Stati membri si impegnano ad adottare misure adeguate volte a sfidare gli stereotipi negativi e ad affrontare le cause profonde della violenza, in particolare nel contesto delle relazioni sessuali. Tali misure dovrebbero essere sviluppate in collaborazione con le ONG e in particolare con le organizzazioni femminili. Gli Stati membri si impegnano a promuovere il ruolo centrale del consenso, dato volontariamente come risultato della libera volontà, del rispetto reciproco, del diritto all'integrità sessuale e dell'autonomia corporea; e dovranno agire per aumentare la conoscenza del fatto che gli atti sessuali senza consenso sono un reato penale. Gli Stati membri dovranno tenere conto delle barriere linguistiche e sviluppare azioni mirate per i gruppi a maggior rischio, tra cui "i bambini, tenendo conto della loro età e maturità, le persone con disabilità, le persone con disturbi legati all'uso di alcol e droghe e lesbiche,i  gay, i bisessuali, i  trans o intersessuali".

Tutti gli obblighi della Convenzione di Istanbul, compresa la definizione di stupro basata sul consenso e sul libero arbitrio nelle varie circostanze, rimangono validi per gli Stati membri che l'hanno ratificata.  La EWL e i suoi membri continueranno a monitorare da vicino la sua attuazione insieme ai nuovi obblighi acquisiti nella Direttiva. In base alla clausola di non regressione della Direttiva, gli Stati membri dell'UE non possono usare la Direttiva come motivo per ridurre il livello di protezione delle vittime. L'EWL, inoltre,  continuerà a insistere a livello nazionale per ottenere modifiche adeguate alla legislazione e si batterà per l'estensione del campo di applicazione di questa direttiva, al fine di garantire una definizione armonizzata di stupro a livello europeo che definisca in modo coerente questo reato basato sul consenso liberamente dato in circostanze di autonomia e reciprocità.

Inoltre, la EWL invita tutti gli Stati membri dell'UE e non solo a ratificare la Convenzione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro sulla violenza e le molestie nel mondo del lavoro (Convenzione 190) e le sue raccomandazioni n. 206, che forniscono standard lavorativi oltre ad  un quadro comune per prevenire, porre rimedio ed eliminare la violenza e le molestie nel mondo del lavoro e sostenere le vittime, comprese le vittime di violenza e le  molestie dei partner. Il Parlamento europeo ha recentemente dato il via libera alla decisione del Consiglio che invita gli Stati membri a ratificare la Convenzione 190 dell'OIL.

Infine, la EWL chiede che la violenza contro le donne sia aggiunta all'elenco degli euro crimini nel Trattato sul funzionamento dell'UE (articolo 83.1) per allargare la base giuridica dell'UE. Ciò consentirà di ampliare il campo di applicazione della direttiva in modo da includere le definizioni penali di tutte le altre forme di violenza maschile contro le donne.

giovedì 7 marzo 2024

Oggi, domani e ogni giorno - poniamo fine alla violenza contro le donne e le ragazze in Europa


Nella Giornata internazionale della donna, la Lobby europea delle donne pubblica la sua analisi dell'accordo sulla direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, chiedendone l'immediata adozione.

In questa giornata, esprimiamo la nostra solidarietà a milioni di donne in Europa e nel mondo che sono state vittime di una o più forme di violenza nel corso della loro vita.  Metà della sua popolazione é, infatti, quotidianamente a rischio di violenza e molestie, sebbene l'Unione europea sia, sotto molti aspetti, una delle regioni più sviluppate al mondo 

-          Ogni giorno nell'UE almeno 2 donne vengono uccise dal partner  o da un familiare;

-          Il 44% delle donne ha subito violenza psicologica da parte del partner.

-          quasi l'80% di coloro che subiscono violenza da partner non la denuncia

"La violenza contro le donne non è mai una questione privata, ma una problematica strutturale radicata nel patriarcato, nel sessismo e nella misoginia. Dobbiamo cogliere questa opportunità per adottare la direttiva e fare un primo passo significativo verso la rimozione di tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze nell'UE", ha dichiarato Iliana Balabanova, Presidente della EWL.

La Lobby europea delle donne ha accolto con favore l'accordo siglato a febbraio dalla Presidenza belga dell'UE e dal Parlamento europeo sulla prima direttiva in assoluto sulla violenza contro le donne e la violenza domestica. Si tratta del primo atto legislativo a livello europeo dedicato ad affrontare in modo esaustivo questo tema e dovrà essere adottato entro la fine del corrente mandato. Il testo dell'accordo stabilisce una serie di regole minime per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica e rispondere alle esigenze specifiche delle vittime.

A seguito della nostra analisi del testo concordato, l'EWL ne chiede l'immediata adozione da parte del Consiglio e del Parlamento europeo e invita gli Stati membri a garantire che la sua attuazione avvenga rapidamente, prendendo in considerazione le competenze e le richieste delle organizzazioni femminili. Leggi qui la nostra analisi.

È prevista una revisione della direttiva entro un massimo di 5 anni dall'attuazione, offrendo così un'opportunità cruciale per estendere il suo campo di applicazione. L'EWL e i suoi membri continueranno a lavorare incessantemente per garantire che in Europa prevalga un approccio comune adeguato allo stupro basato sul libero consenso. È fondamentale porre fine alla vergognosa cultura dell'impunità e garantire che le sopravvissute si sentano al sicuro nel cercare giustizia e riparazione. Inoltre, l'EWL si batterà per garantire che il campo di applicazione della direttiva venga presto esteso a tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi lo stupro, la sterilizzazione forzata e le molestie sessuali.

Più di 140.000 cittadini europei hanno firmato la petizione  della  EWL e  di WeMove Europe che chiede ai responsabili politici dell'UE di adottare la direttiva e di garantire che l'Europa sia un luogo sicuro per tutte le donne e le ragazze e che l'autonomia sessuale delle donne sia ben protetta.


Per saperne di più sulla campagna di EWL sulla direttiva clicca qui.


Unitevi a noi per trasformare la Giornata Internazionale della Donna in un appello per sradicare tutte le forme di violenza maschile contro le donne!



martedì 6 febbraio 2024

Raggiunto l'accordo sulla prima legge UE sulla violenza contro le donne - Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne

 

Oggi è stata scritta la storia: è stato raggiunto l' accordo sulla prima direttiva in assoluto che garantisce donne e  ragazze pari protezione nell'UE.





Il Coordinamento Italiano esprime soddisfazione per il risultato ottenuto con un forte ed instancabile lavoro congiunto  e condivide in pieno la Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne

[Bruxelles, 6 febbraio 2024] La Lobby Europea delle Donne (EWL) valuta positivamente il tanto atteso accordo sulla direttiva per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, la prima legge dell'Unione europea a garantire che le vittime di violenza contro le donne e la violenza domestica ricevano un'adeguata protezione, sostegno, accesso alla giustizia e riparazione, indipendentemente dal luogo in cui vivono nell'UE.

"È stata adottata una decisione storica! Il messaggio che l'UE ha dato con questo accordo è che i diritti delle donne sono diritti umani fondamentali al centro del progetto dell'UE e che non sono mai una questione privata, ma una questione strutturale radicata nel patriarcato, nel sessismo e nella misoginia.  Tutte le forme di violenza contro le donne devono finire ora", ha dichiarato Iliana Balabanova, presidente della Lobby Europea delle Donne. "Questa direttiva è fondamentale per  Stati membri come il mio, la Bulgaria, che non hanno ancora ratificato la Convenzione di Istanbul, poiché stabilisce un quadro olistico di obblighi e standard minimi".

"Negli ultimi 30 anni, la EWL ha chiesto di porre la violenza contro le donne al centro dell'agenda politica dell'UE. Oggi è stato siglato un accordo rivoluzionario sulla prima direttiva in assoluto per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. Si tratta di un passo fondamentale nella giusta direzione. Ora chiediamo agli Stati membri di mettere immediatamente in atto questa serie di norme complete per salvare la vita di donne e ragazze", ha dichiarato Mary Collins, Segretaria generale della EWL.

"La direttiva deve essere attuata di pari passo con gli standard d'oro della Convenzione di Istanbul, di cui l'UE e 22 Stati membri sono parti. Gli Stati membri devono tenere conto dell'indispensabile esperienza delle organizzazioni femminili e dei servizi specializzati per  donne nell'affrontare tutte le forme di violenza contro le stesse e nel sostenere le sopravvissute/vittime con una prospettiva  intersezionale e sensibile al genere ", ha dichiarato Irene Rosales, responsabile delle politiche e delle campagne della EWL.

"La violenza informatica contro le donne e le ragazze è oggi una dura realtà in Europa. Per la prima volta, l'UE riconosce l'impatto devastante che la violenza informatica ha sulle loro vite e considera reato cinque fattispecie di cyber violenza: la condivisione non consensuale di materiale intimo e manipolato, il cyber stalking, la  cyber molestia , il cyber flashing e l'incitamento all'odio o alla violenza", afferma Laura Kaun, direttrice delle politiche e delle campagne della EWL. "In un momento in cui un numero crescente di donne e ragazze nell'UE si sente completamente priva di protezione contro la diffusione di abusi sessuali basate su immagini,  di  molestie informatiche o cyberstalking, le misure contenute in questa direttiva sono fondamentali per sostenere le vittime, contrastare l'impunità degli autori e responsabilizzare i provider e le piattaforme Internet affinché si  rimuovano  i contenuti e si scongiurino nuove vittime".

La EWL si congratula con la Commissione europea, la Presidenza belga e il team negoziale del Parlamento europeo, in particolare con i due co-relatori Frances Fitzgerald (PPE, Irlanda) e Evin Incir (S&D, Svezia) e i loro team. Hanno compiuto uno sforzo notevole per migliorare l'accordo generale raggiunto dal Consiglio nel giugno dello scorso anno e per garantire che la direttiva rientri negli "standard d'oro" della Convenzione di Istanbul o addirittura li superi.

La direttiva fornisce anche una definizione armonizzata delle mutilazioni genitali femminili (MGF) e dei matrimoni forzati, come previsto dalla Convenzione di Istanbul. Contiene misure per migliorare l'identificazione preventiva delle vittime, l'intervento tempestivo e per garantire a tutte le vittime canali accessibili di denuncia. Obbliga gli Stati membri ad adottare meccanismi di protezione essenziali (come gli ordini di restrizione d'emergenza, gli ordini cautelari e di protezione) per garantire l'incolumità delle vittime da da situazioni di pericolo immediato. La direttiva stabilisce standard per la fornitura di servizi di supporto specializzati e completi, come linee telefoniche di assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e strutture di accoglienza accessibili a tutte le donne vittime e ai loro figli. Inoltre, obbliga gli Stati membri a istituire  appositi centri  per gli stupri dove si  forniscano consulenza e assistenza medica, psicologica e traumatologica, servizi per la salute e la salute sessuale  delle vittime di violenza sessuale e stupro, nonché  supporto specialistico alle vittime di MGF, sterilizzazione forzata e molestie sessuali sul lavoro.

 Il gruppo negoziale del Parlamento europeo è riuscito a rafforzare le disposizioni sulla prevenzione, includendo misure volte ad affrontare le cause profonde della violenza contro le donne e della violenza sessuale, e , anche, garantendo il ruolo centrale del consenso, che deve essere dato volontariamente.

"La EWL si rammarica profondamente per il blocco da parte del Consiglio di molti elementi chiave della direttiva, in particolare per l'oltraggiosa decisione imposta da Francia e Germania di eliminare l'articolo 5 sulla definizione armonizzata di stupro basata sul consenso, secondo gli standard della Convenzione di Istanbul. È del tutto ipocrita e rappresenta una terribile occasione mancata per proteggere le donne e le ragazze da una delle forme più odiose di violenza", afferma Irene Rosales, responsabile delle politiche e delle campagne di EWL. "Ricordiamo che 11 Stati membri dell'UE mantengono ancora una definizione inadeguata dello stupro, basata sulla forza, la minaccia o la coercizione come principali elementi costitutivi del reato, mettendo a rischio l'effettiva protezione dell'autonomia sessuale dell'individuo, come da sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo". La EWL deplora inoltre l'esclusione delle definizioni dei reati di molestie sessuali sul luogo di lavoro e di sterilizzazione forzata.



La EWL si sente garante dei 250 milioni di donne in Europa e delle nostre 2000 organizzazioni affiliate, come dovrebbero fare tutti gli Stati membri dell'UE. La EWL continuerà a chiedere una revisione della direttiva per assicurare che il reato di stupro sia garantito a livello europeo e definito in modo coerente sulla base del consenso liberamente dato in circostanze di autonomia e reciprocità. Inoltre, la EWL si batterà e si adopererà senza sosta per garantire che l'ambito di applicazione della direttiva venga presto esteso in modo da includere tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi la violenza e l'abuso sessuali.

La EWL si sente responsabile  dei 250 milioni di donne in Europa e delle nostre 2.000 organizzazioni affiliate, così come dovrebbero fare tutti gli Stati membri dell'UE. La EWL continuerà a chiedere una revisione della direttiva per assicurare che il reato di stupro sia considerato a livello europeo e definito in modo coerente sulla base del consenso liberamente dato in circostanze di autonomia e reciprocità. Inoltre, la EWL si batterà e lavorerà instancabilmente per garantire che il campo di applicazione della direttiva venga presto esteso per includere tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi la violenza e gli abusi sessuali.

La EWL ringrazia gli esperti in materia di diritto che hanno firmato la lettera aperta sulla base giuridica della direttiva UE, che dimostra che l'UE ha l'obbligo di regolamentare questa materia secondo i vigenti testi normativi  dell'UE. La EWL ringrazia i firmatari delle petizioni "Rendi l'Europa un luogo sicuro per donne e ragazze" e " UE: Solo il sì significa sì" e la collaborazione con WeMove Europe e AVAAZ.

mercoledì 31 gennaio 2024

DICHIARAZIONE

                                                               

                                                                                     


Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne/Lef-Italia  sostiene e condivide la Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne/Ewl ed invita i parlamentari europei italiani a dar seguito alle richieste ed all’incessante lavoro svolto dalla  Ewl  e da tutti i coordinamenti nazionali, tra cui la Lef-Italia, perché si abbia una direttiva contro la violenza contro le donne e la violenza domestica forte, che le renda libere non solo in Italia ma in tutta l’ Unione Europea


DICHIARAZIONE

 

La Lobby Europea delle Donne  (EWL) invita il Parlamento europeo a non buttare via il bambino con l'acqua sporca!




Esortiamo il Parlamento europeo a essere unito e ad adottare la, tanto attesa, legge sulla violenza contro le donne e le ragazze in Europa.

 

La Lobby Europea delle donne (EWL) ribadisce la sua profonda indignazione per la decisione del Consiglio dell'UE di rifiutare persistentemente l'inclusione della definizione armonizzata dello stupro, basata sul consenso, nella proposta di direttiva sulla violenza contro le donne e la violenza domestica (di seguito denominata "la direttiva"). Tuttavia, invitiamo gli eurodeputati, di tutti i gruppi politici, a sostenere il loro gruppo negoziale. È indispensabile essere uniti ed adottare tale direttiva prima della fine dell'attuale mandato. Chiediamo, quindi,  a tutti i gruppi politici di cogliere questa opportunità, per la quale le organizzazioni femminili si sono battute per quasi 30 anni, e di assumersene la responsabilità ora! Questo è ciò che le donne e le ragazze in Europa si aspettano dai leader politici, affinché venga garantita un'uguale protezione in tutta l'Unione Europea (UE), soprattutto in questo cruciale momento, nel quale il tempo stringe prima delle elezioni europee e si prevede un potenziale spostamento verso forze estremiste.


La direttiva sulla violenza contro le donne e la violenza domestica introduce un livello molto importante di obblighi per tutta l'UE e per ciascuno degli Stati membri, in aggiunta agli obblighi assunti dagli Stati Membri dell'UE (22) che hanno aderito alla Convenzione di Istanbul. La Direttiva è uno strumento specifico atto ad affrontare le esigenze e le sfide concrete delle vittime di violenza di genere e di violenza domestica. E' uno strumento fondamentale per l’integrazione dell’approccio orizzontale della Direttiva sui Diritti delle Vittime, attualmente in fase di revisione. La direttiva segue l'approccio delle 4P della Convenzione di Istanbul: Prevenzione e intervento precoce, protezione, azione penale e politiche coordinate. Questa, infatti, mira ad introdurre un pacchetto completo e specializzato di misure applicabili a tutte le vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica secondo le definizioni nazionali, nonché alle vittime di cyber violenza, MGF e, cosa molto importante, anche alle vittime di stupro per la gestione medica dello stupro (articolo 28), alle vittime di sterilizzazione forzata (articolo 29) e alle vittime di molestie sessuali sul luogo di lavoro (articolo 30).


Il gruppo negoziale del Parlamento europeo sta compiendo uno sforzo notevole per garantire che la direttiva rientri e/o superi gli "standard d'oro" della Convenzione di Istanbul. Sono stati compiuti progressi significativi rispetto alla proposta iniziale, presentata dal Consiglio, nel suo Approccio generale ed alla proposta iniziale della Commissione europea. Ad esempio, l'attuale proposta rafforza le definizioni delle forme di cyber violenza - che non erano state definite nella Convenzione di Istanbul - poiché, un decennio fa era inimmaginabile che un'esplosione così vasta della violenza online sarebbe diventata una realtà quotidiana per milioni di donne e ragazze in Europa. La direttiva colma questa enorme lacuna nel quadro legislativo sull'impunità.


Ora è arrivato il momento di dar vita ad un'unica voce nel Parlamento europeo per garantire che la Presidenza belga produca una direttiva forte nei tempi previsti. Maggiori informazioni sulle nostre richieste alla Presidenza belga sono disponibili qui.

 

Il tempo stringe!

 

Questa direttiva avrà un impatto enorme sulla vita di donne e ragazze non solo oggi, ma anche sulle generazioni future che potranno vedere come l'Europa si sia preoccupata di loro.

 

Che sia questa la vostra testimonianza!