martedì 20 febbraio 2024

D.i.Re COMUNICATO STAMPA CEDAW: raccomandazioni all’Italia. Accolte le istanze della società civile

 


                                                  COMUNICATO STAMPA  

                                             CEDAW: raccomandazioni all’Italia. 

                                             Accolte le istanze della società civile


D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza esprime soddisfazione per il contenuto delle Osservazioni conclusive sull’ottavo rapporto dell’Italia sulla Convenzione per l’Eliminazione delle Discriminazioni contro le Donne (CEDAW). Sono stati, infatti, molti i punti segnalati dal rapporto della società civile – presentato lo scorso 29 gennaio a Ginevra – ripresi dal Comitato per formulare specifiche raccomandazioni allo Stato italiano.


 

Le osservazioni delle esperte del Comitato confermano l’Italia come un paese caratterizzato dalla persistenza del sessismo e degli stereotipi di genere a livello sociale e istituzionale in relazione a tutti i temi trattati dalla CEDAW, in particolare educazione, violenza, lavoro, affermazione dei diritti delle donne, accesso alla giustizia” dichiara Marcella Pirrone, avvocata Rete D.i.Re. 


Infatti, le osservazioni conclusive del Comitato Cedaw sull‘ottavo rapporto periodico dell’Italia, pubblicate nella giornata del 19 febbraio 2024, raccomandano allo Stato di rafforzare in modo sistemico e in una prospettiva di lungo termine la dimensione di genere nell'attuazione della Convenzione per l’Eliminazione delle Discriminazioni contro le Donne – ratificata dall’Italia nel 1985, e di adottare misure per affrontare efficacemente le disparità regionali nel godimento dei diritti delle donne. 

La grave disparità economica e, in generale, di potere tra uomo e donna, così come nelle relazioni familiari e in ambito lavorativo, o nella partecipazione a tutti gli ambiti politici, culturali, sociali ed economici della società, è considerata con grande preoccupazione dal Comitato che chiede allo Stato di “38 (a) Riformulare la politica nazionale per le pari opportunità sul lavoro e continuare e rafforzare ulteriormente le misure volte ad aumentare l'accesso delle donne all'occupazione“ con ulteriore richiesta di “38 (c), aumentare la disponibilità di strutture e servizi di assistenza all'infanzia di qualità a prezzi accessibili in modo significativo e adottare programmi volti a sostenere le donne che cercano di rientrare nella forza lavoro dopo lunghe interruzioni di carriera…”.


È stato delineato un quadro di persistenti discriminazioni e mancata affermazione dei diritti delle donne in Italia, che è radice del problema della violenza contro le donne ed esacerba tutte le forme di violenza (fisica, psicologica, sessuale, economica e domestica) che infatti il Comitato chiede di definire in linea con la Raccomandazione generale n. 35 sulla violenza di genere contro le donne, aggiornando la Raccomandazione generale n. 19. Rispetto all’ esistente sistema di contrasto alla violenza il Comitato osserva gravi deficit strutturali”, afferma Elena Biaggioni, vicepresidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza


Oltre a sottolineare la rilevanza cruciale  di finanziamenti adeguati ai centri antiviolenza e alle case rifugio, il Comitato ha espresso importanti raccomandazioni che riguardano nello specifico la violenza alle donne:

·      “Rafforzare la formazione dei professionisti in ambito giudiziale e legale nonché affrontare i pregiudizi giudiziari di genere e prevenire la vittimizzazione secondaria delle donne (16 (b))

  •   Garantire, attraverso formazione continua e obbligatoria di giudici, pubblici ministeri,                     funzionari di polizia e altri funzionari incaricati dell'applicazione della legge (…omissis…)
  •  che gli ordini di protezione siano effettivamente applicati e monitorati, con sanzioni in           caso di mancata osservanza (28 (e)).” 

Uno dei temi più sentiti dai  centri antiviolenza riguarda l’affidamento dei figli e delle figlie nelle separazioni, in presenza di situazioni di maltrattamento o violenza. Il Comitato ha espresso preoccupazione e, al punto 56 (a), raccomanda di “garantire che i tribunali diano il giusto peso alla storia di violenza di genere quando decidono sull'affidamento dei figli o sui diritti di visita, e fornire una formazione obbligatoria e continua a giudici, avvocati e servizi minori a questo proposito”.


Il Forum Italiano sulle Disabilità esprime soddisfazione per le osservazioni del Comitato: “Le esperte del Comitato CEDAW hanno ascoltato le voci delle ragazze e delle donne con disabilità. Ora abbiamo strumenti validati per chiedere al nostro Paese che è giunta l’ora di eliminare le discriminazioni”


Per Action Aid “Assicurare adeguate risorse umane, tecniche e finanziarie al sistema antiviolenza italiano e potenziare l’impianto normativo delle politiche antiviolenza, garantendo il coordinamento con le Regioni, è dirimente per prevenire la violenza maschile contro le donne, fornire assistenza e supporto ed eliminare le disparità territoriali. ActionAid accoglie con particolare favore questa raccomandazione all’Italia del Comitato ONU per l’eliminazione della discriminazione contro le donne, in linea con le evidenze che da anni raccoglie per garantire a tutte le donne, indipendentemente dal luogo di residenza, il diritto a vivere una vita senza violenza.”


SNOQ? Torino: “Il Comitato ha espresso preoccupazione per l’effetto ostacolante al diritto di aborto dell’ampio ricorso all’ obiezione di coscienza su tutto il territorio italiano. La grave disapplicazione della L. 194 e le forti differenze territoriali rimangono un problema e ciò rafforza le richieste della società civile di implementazione effettiva della legge oltre   che di recepimento delle recenti linee guida dell'OMS.”


Secondo PartecipArte “Le indicazioni del Comitato rispetto al tema dell’educazione sono in netta contraddizione con il piano di lavoro del Ministro Valditara.  Troviamo, infatti, la raccomandazione 36 (b)  che chiede di “Garantire che gli stereotipi di genere siano eliminati dai libri di testo a tutti i livelli di istruzione e in tutte le regioni dello Stato parte, e che i curricula scolastici, i programmi accademici e la formazione professionale degli insegnanti trattino adeguatamente i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere; e la raccomandazione 36 (c) che chiede di “Fornire un'educazione obbligatoria, completa e adeguata all'età sulla salute e sui diritti sessuali e riproduttivi alle ragazze e ai ragazzi come parte del normale curriculum scolastico,…”” .


CEDAW – raccomandazioni Italia

 

 

Hanno contribuito alla stesura del Report:

D.i.Re - Donne in Rete contro la Violenza - Titti Carrano, Rebecca Germano, Marcella Pirrone

Associazione Coordinamento Donne - D.i.Re - Elena Biaggioni

CADMI - Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate Milano - D.i.Re - Benedetta Tonetti 

Centro antiviolenza VivereDonna - D.i.Re - Silvia Menecali

Centro antiviolenza “Roberta Lanzino” - D.i.Re - Paola Sdao 

Centro Veneto Progetti Donna - D.i.Re - Irina Lenzi, Stefania Loddo, Claudia Pividori 

Action Aid Italia - Isabella Orfano, Rossella Silvestre

AIDOS - Maria Grazia Panunzi

Associazione Il progetto Alice - Cristina Gamberi

Assolei Aps - Dalila Novelli 

BeFree -Cooperativa Sociale contro tratta, violenze discriminazioni - Oria Gargano

CGIL - Mabel Grossi

Coordinamento italiano della Lobby Europea delle Donne/Lef – Italia - Titti Carrano 

COSPE - Margherita Accornero, Debora Angeli

Cpo Usigrai - Monica Pietrangeli

DonneinQuota - Donatella Martini

DonnexDiritti Association - Luisa Betti Dakli

Educare alle differenze - Margherita Accornero, Cristina Gamberi, Sara Marini

Escapes - Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate - Barbara Pinelli

Forum Associazione Donne Giuriste - Siusi Casaccia 

GIUdiT Associazione Giuriste d’Italia - Maria Grazia Giammarinaro, Milli Virgilio

GiULiA Giornaliste - Serena Bersani

International Women - Lucrezia Cairo 

Forum Italiano sulla DIsabilità - Luisella Bosisio Fazzi, Silvia Cutrera

Ladynomics - Giovanna Badalassi

LeNove - Studi e ricerche sociali - Stefania Pizzonia

PartecipArte - Claudia Signoretti

Period Think Tank - Giulia Sudano

Rete per la Parità - Rosanna Oliva

SCoSSE Aps - Sara Marini

SeNonOraQuando? Torino - Gabriella Congiu, Enrica Guglielmotti, Laura Onofri

The Advocates for Human Rights 

Marina Della Rocca 

Letizia Lambertini

Cecilia Robustelli 

Linda Laura Sabbadini

 

 

 

martedì 6 febbraio 2024

Raggiunto l'accordo sulla prima legge UE sulla violenza contro le donne - Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne

 

Oggi è stata scritta la storia: è stato raggiunto l' accordo sulla prima direttiva in assoluto che garantisce donne e  ragazze pari protezione nell'UE.





Il Coordinamento Italiano esprime soddisfazione per il risultato ottenuto con un forte ed instancabile lavoro congiunto  e condivide in pieno la Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne

[Bruxelles, 6 febbraio 2024] La Lobby Europea delle Donne (EWL) valuta positivamente il tanto atteso accordo sulla direttiva per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, la prima legge dell'Unione europea a garantire che le vittime di violenza contro le donne e la violenza domestica ricevano un'adeguata protezione, sostegno, accesso alla giustizia e riparazione, indipendentemente dal luogo in cui vivono nell'UE.

"È stata adottata una decisione storica! Il messaggio che l'UE ha dato con questo accordo è che i diritti delle donne sono diritti umani fondamentali al centro del progetto dell'UE e che non sono mai una questione privata, ma una questione strutturale radicata nel patriarcato, nel sessismo e nella misoginia.  Tutte le forme di violenza contro le donne devono finire ora", ha dichiarato Iliana Balabanova, presidente della Lobby Europea delle Donne. "Questa direttiva è fondamentale per  Stati membri come il mio, la Bulgaria, che non hanno ancora ratificato la Convenzione di Istanbul, poiché stabilisce un quadro olistico di obblighi e standard minimi".

"Negli ultimi 30 anni, la EWL ha chiesto di porre la violenza contro le donne al centro dell'agenda politica dell'UE. Oggi è stato siglato un accordo rivoluzionario sulla prima direttiva in assoluto per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. Si tratta di un passo fondamentale nella giusta direzione. Ora chiediamo agli Stati membri di mettere immediatamente in atto questa serie di norme complete per salvare la vita di donne e ragazze", ha dichiarato Mary Collins, Segretaria generale della EWL.

"La direttiva deve essere attuata di pari passo con gli standard d'oro della Convenzione di Istanbul, di cui l'UE e 22 Stati membri sono parti. Gli Stati membri devono tenere conto dell'indispensabile esperienza delle organizzazioni femminili e dei servizi specializzati per  donne nell'affrontare tutte le forme di violenza contro le stesse e nel sostenere le sopravvissute/vittime con una prospettiva  intersezionale e sensibile al genere ", ha dichiarato Irene Rosales, responsabile delle politiche e delle campagne della EWL.

"La violenza informatica contro le donne e le ragazze è oggi una dura realtà in Europa. Per la prima volta, l'UE riconosce l'impatto devastante che la violenza informatica ha sulle loro vite e considera reato cinque fattispecie di cyber violenza: la condivisione non consensuale di materiale intimo e manipolato, il cyber stalking, la  cyber molestia , il cyber flashing e l'incitamento all'odio o alla violenza", afferma Laura Kaun, direttrice delle politiche e delle campagne della EWL. "In un momento in cui un numero crescente di donne e ragazze nell'UE si sente completamente priva di protezione contro la diffusione di abusi sessuali basate su immagini,  di  molestie informatiche o cyberstalking, le misure contenute in questa direttiva sono fondamentali per sostenere le vittime, contrastare l'impunità degli autori e responsabilizzare i provider e le piattaforme Internet affinché si  rimuovano  i contenuti e si scongiurino nuove vittime".

La EWL si congratula con la Commissione europea, la Presidenza belga e il team negoziale del Parlamento europeo, in particolare con i due co-relatori Frances Fitzgerald (PPE, Irlanda) e Evin Incir (S&D, Svezia) e i loro team. Hanno compiuto uno sforzo notevole per migliorare l'accordo generale raggiunto dal Consiglio nel giugno dello scorso anno e per garantire che la direttiva rientri negli "standard d'oro" della Convenzione di Istanbul o addirittura li superi.

La direttiva fornisce anche una definizione armonizzata delle mutilazioni genitali femminili (MGF) e dei matrimoni forzati, come previsto dalla Convenzione di Istanbul. Contiene misure per migliorare l'identificazione preventiva delle vittime, l'intervento tempestivo e per garantire a tutte le vittime canali accessibili di denuncia. Obbliga gli Stati membri ad adottare meccanismi di protezione essenziali (come gli ordini di restrizione d'emergenza, gli ordini cautelari e di protezione) per garantire l'incolumità delle vittime da da situazioni di pericolo immediato. La direttiva stabilisce standard per la fornitura di servizi di supporto specializzati e completi, come linee telefoniche di assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e strutture di accoglienza accessibili a tutte le donne vittime e ai loro figli. Inoltre, obbliga gli Stati membri a istituire  appositi centri  per gli stupri dove si  forniscano consulenza e assistenza medica, psicologica e traumatologica, servizi per la salute e la salute sessuale  delle vittime di violenza sessuale e stupro, nonché  supporto specialistico alle vittime di MGF, sterilizzazione forzata e molestie sessuali sul lavoro.

 Il gruppo negoziale del Parlamento europeo è riuscito a rafforzare le disposizioni sulla prevenzione, includendo misure volte ad affrontare le cause profonde della violenza contro le donne e della violenza sessuale, e , anche, garantendo il ruolo centrale del consenso, che deve essere dato volontariamente.

"La EWL si rammarica profondamente per il blocco da parte del Consiglio di molti elementi chiave della direttiva, in particolare per l'oltraggiosa decisione imposta da Francia e Germania di eliminare l'articolo 5 sulla definizione armonizzata di stupro basata sul consenso, secondo gli standard della Convenzione di Istanbul. È del tutto ipocrita e rappresenta una terribile occasione mancata per proteggere le donne e le ragazze da una delle forme più odiose di violenza", afferma Irene Rosales, responsabile delle politiche e delle campagne di EWL. "Ricordiamo che 11 Stati membri dell'UE mantengono ancora una definizione inadeguata dello stupro, basata sulla forza, la minaccia o la coercizione come principali elementi costitutivi del reato, mettendo a rischio l'effettiva protezione dell'autonomia sessuale dell'individuo, come da sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo". La EWL deplora inoltre l'esclusione delle definizioni dei reati di molestie sessuali sul luogo di lavoro e di sterilizzazione forzata.



La EWL si sente garante dei 250 milioni di donne in Europa e delle nostre 2000 organizzazioni affiliate, come dovrebbero fare tutti gli Stati membri dell'UE. La EWL continuerà a chiedere una revisione della direttiva per assicurare che il reato di stupro sia garantito a livello europeo e definito in modo coerente sulla base del consenso liberamente dato in circostanze di autonomia e reciprocità. Inoltre, la EWL si batterà e si adopererà senza sosta per garantire che l'ambito di applicazione della direttiva venga presto esteso in modo da includere tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi la violenza e l'abuso sessuali.

La EWL si sente responsabile  dei 250 milioni di donne in Europa e delle nostre 2.000 organizzazioni affiliate, così come dovrebbero fare tutti gli Stati membri dell'UE. La EWL continuerà a chiedere una revisione della direttiva per assicurare che il reato di stupro sia considerato a livello europeo e definito in modo coerente sulla base del consenso liberamente dato in circostanze di autonomia e reciprocità. Inoltre, la EWL si batterà e lavorerà instancabilmente per garantire che il campo di applicazione della direttiva venga presto esteso per includere tutte le forme di sfruttamento sessuale e riproduttivo, compresi la violenza e gli abusi sessuali.

La EWL ringrazia gli esperti in materia di diritto che hanno firmato la lettera aperta sulla base giuridica della direttiva UE, che dimostra che l'UE ha l'obbligo di regolamentare questa materia secondo i vigenti testi normativi  dell'UE. La EWL ringrazia i firmatari delle petizioni "Rendi l'Europa un luogo sicuro per donne e ragazze" e " UE: Solo il sì significa sì" e la collaborazione con WeMove Europe e AVAAZ.

lunedì 5 febbraio 2024

Convegno "Donne di fede ed il loro impegno per la pace"

 

Riceviamo l'invito a partecipare al Convegno "Donne di fede ed il loro impegno per la pace", organizzato dalla Federazione delle Donne per la Pace nel mondo-Italia  (WFWP- Italia), membro della Lef-Italia e che diffondiamo con piacere

Pubblichiamo, inoltre il link zoom per chi volesse collegarsi online:

Ora: 6 feb 2024 03:00 PM 
Entra Zoom Riunione
https://us06web.zoom.us/j/85600917993?pwd=0JtzjlN6koFD1SRhFvj29qMncY61ie.1
ID riunione: 856 0091 7993
Codice d’accesso: 374250