venerdì 5 dicembre 2025

16 giorni di attivismo - 5 Dicembre: Doxxing

 

Il doxxing espone online informazioni private di donne, mettendole a rischio di molestie, minacce e danni nella vita reale.

Le donne in ruoli pubblici (giornaliste, attiviste, politiche) sono bersaglio frequente di campagne di doxxing progettate per intimidirle o silenziarle.

👉 Il 73% delle giornaliste ha subito molestie online, incluso il doxxing (UNESCO, 2023).
👉 I meccanismi di protezione variano notevolmente all’interno dell’UE.

Senza un quadro normativo solido e sistemi di responsabilità efficaci, le donne restano vulnerabili allo sfruttamento digitale.

Chiediamo:

📌 Una legislazione a livello UE che criminalizzi il doxxing.
⚖️ Una forte applicazione della legge e responsabilità delle piattaforme per rimuovere rapidamente contenuti doxxati e prevenire nuove violazioni.
📣 Meccanismi di segnalazione accessibili, servizi di supporto e protezione per le sopravvissute.

Insieme, rendiamo internet sicuro per donne e ragazze!

#16Days #NoExcuse #ACTtoEndViolence

giovedì 4 dicembre 2025

16 giorni di attivismo - 4 Dicembre: Catfishing e Inganni Online

 

È ora di rompere questa illusione.

Il caso di un uomo in Irlanda del Nord mostra quanto l’inganno online e il catfishing possano essere devastanti. Fingendosi una ragazza adolescente su Snapchat, ha manipolato almeno 70 minori, molte delle quali ragazze tra i 10 e i 16 anni, inducendole a inviare contenuti espliciti. Le conseguenze sono state gravissime, fino al suicidio di una bambina di 12 anni. Questo caso evidenzia una nuova realtà: il catfishing e l’inganno online sono nuove forme di violenza di genere.

👉 Le donne rappresentano la maggioranza delle vittime di catfishing sfruttate emotivamente o economicamente (Europol, 2024).

Chiediamo:

🔐 Sistemi di verifica dell’identità e meccanismi di denuncia più efficaci.
⚠️ Protocolli obbligatori di risposta per gli abusi basati sull’inganno.

Insieme, possiamo proteggere la sicurezza e la dignità delle donne in ogni spazio digitale.

#16Days #NoExcuse #ACTtoEndViolence


mercoledì 3 dicembre 2025

16 giorni di attivismo - 3 Dicembre: Reti Misogine

 



Dai forum incel ai canali estremisti, la misoginia organizzata alimenta la radicalizzazione in tutta Europa.

👉 L’80% dei discorsi d’odio online prende di mira le donne (UNESCO, 2024).

Sebbene la Direttiva UE 2024/1385 rappresenti un passo fondamentale nel criminalizzare l’incitamento online alla violenza di genere, spetta ora agli Stati membri implementare leggi nazionali che affrontino direttamente queste reti, garantiscano l’applicazione delle norme e proteggano le donne online.

Chiediamo di includere la responsabilità maschile nelle strategie di contrasto alla violenza, integrando misure specifiche sul comportamento maschile nei piani d’azione nazionali e tutelando i finanziamenti destinati alle organizzazioni delle donne.

#16Days #NoExcuse #ACTtoEndViolence


martedì 2 dicembre 2025

"Mai più sotto scacco, mai più sotto ricatto": partecipazione di LEF Italia al Convegno di Fidapa BPW Italy Distretto Centro

 

LEF Italia ha partecipato, il 29 e 30 novembre a Roma, all’Assemblea del Distretto Centro di FIDAPA BPW Italy, organizzata in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Nel corso dell’evento si è tenuto il convegno “Mai più sotto scacco, mai più sotto ricatto”, ospitato presso l’Hotel Donna Laura Palace.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto intenso e partecipato, dedicato al contrasto alla violenza di genere e alla promozione di una cultura basata sul rispetto, sull’equità e sul riconoscimento dei diritti delle donne.

LEF Italia ha portato il proprio contributo al dialogo, condividendo prospettive e impegni per rafforzare la prevenzione, il sostegno alle vittime e il cambiamento culturale necessario a eliminare ogni forma di discriminazione e violenza.

16 giorni di attivismo - 2 Dicembre: Istigazione all’odio o alla violenza online (Articolo 8 della Direttiva UE)



Metti a tacere la misoginia.

Nel caso Motherless, un uomo noto come “archie147” ha caricato immagini voyeuristiche e manipolate tramite IA raffiguranti donne sottoposte a orribili atti di mutilazione e omicidio. Sotto queste immagini, gli utenti discutevano apertamente su come avrebbero fatto del male alle donne ritratte, arrivando persino a offrire taglie per abusarne.

Si tratta di istigazione all’odio e alla violenza online, così come definita dall’Articolo 8 della Direttiva UE sulla lotta contro la violenza sulle donne.

Ma c’è speranza. L’indignazione pubblica ha portato a una riforma storica: il nuovo Codice Penale ungherese ora include il reato di “aggressione online”, allineando la legislazione nazionale agli standard europei e rendendo punibile l’istigazione, la glorificazione o la messa in atto di violenza contro le donne nel digitale.

Perché la violenza digitale è vera violenza, e le donne meritano sicurezza, dignità e giustizia sia offline che online.

Chiediamo:

  • L’applicazione dell’Articolo 8 della Direttiva UE sull’istigazione online.

  • Obblighi per le piattaforme di rimuovere rapidamente contenuti misogini.

Dobbiamo pretendere regolamentazioni più forti e maggior supporto per chi subisce questi abusi. 

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#16Days #NoExcuse #ACTtoEndViolence

lunedì 1 dicembre 2025

16 giorni di attivismo - 1 Dicembre: Cyberflashing (Articolo 7 della Direttiva UE)

 



Il cyberflashing è un reato.

Quando un uomo di 39 anni ha inviato immagini non richieste dei suoi genitali a una ragazza di 15 anni, è diventato il primo uomo condannato in base alla nuova legge britannica sul cyberflashing.

👉 Il 60% delle giovani donne ha ricevuto immagini esplicite indesiderate online (Glitch UK, 2024).

👉 Solo pochi Paesi dell’UE criminalizzano esplicitamente il cyberflashing.

Chiediamo:

  • Riconoscimento giuridico del cyberflashing come reato sessuale in tutti gli Stati membri dell’UE.

  • Prevenzione attraverso educazione e sensibilizzazione.

  • Responsabilità delle piattaforme e strumenti di segnalazione centrati sulle sopravvissute.

#16Days #NoExcuse #ACTtoEndViolence