mercoledì 10 giugno 2026

Notiziario della EWL e della Lef-Italia - maggio 2026

 Cari Membri,

Benvenute al nostro consueto aggiornamento per i membri della EWL e della Lef-Italia

Rendere la salute delle donne una priorità politica urgente

Mentre le nostre sorelle nella Repubblica Democratica del Congo e in altri paesi, soprattutto dell’Africa subsahariana, continuano a lottare contro il virus Ebola, siamo costrette a porci una domanda scomoda: perché la salute, e in particolare la salute delle donne, resta ancora così bassa nelle priorità politiche di un mondo attraversato da crisi e instabilità?

Le donne sono colpite da Ebola in misura maggiore rispetto agli uomini e spesso affrontano anche il peso aggiuntivo della cura di figli e famiglie. Questo si traduce in tassi di mortalità più alti e in un impatto profondamente ingiusto, che troppo spesso resta invisibile.

Per questo motivo, nel 2027 la salute delle donne, letta in una prospettiva olistica e lungo tutto l’arco della vita, sarà la priorità centrale del nostro lavoro, come previsto dal nostro Programma di lavoro 2027. Avvieremo una consultazione inclusiva e intersezionale con tutte le membri, con l’obiettivo di adottare un nostro position paper sulla salute delle donne, accompagnato da raccomandazioni concrete e solide per l’azione. È tempo di dare voce a tutte le donne e di fare della salute delle donne una vera priorità politica.

Nel frattempo, nel 2026 continueremo a concentrarci su alcune urgenze specifiche, a cominciare dalla sterilizzazione forzata, in collaborazione con l’European Disability Forum, affrontandola sia come questione di salute delle donne sia come forma di violenza contro le donne. Continueremo anche a denunciare lo stupro e la violenza sessuale usati come arma di guerra e di conflitto, così come tutte le forme di violenza maschile: per strada, in casa, sul lavoro, online, nello sfruttamento sessuale, nella prostituzione, nel traffico di esseri umani e nella pornografia. Tutte queste realtà hanno un impatto devastante sulla salute delle donne, sul loro benessere e sul raggiungimento della parità di genere.

Va inoltre ricordato che la maggior parte degli operatori sanitari e delle persone che prestano assistenza è composta da donne, troppo spesso date per scontate. È ora di porre fine alla svalutazione del loro lavoro, perché sono le donne a costituire la spina dorsale delle nostre economie e delle nostre società.

Siamo in solidarietà con le nostre sorelle — e i nostri fratelli — nei paesi e nei continenti in cui la salute viene trascurata e alle donne viene chiesto di “difendere il fortino”, spesso a costo dei propri bisogni fondamentali. Insieme ci impegniamo a invertire la tendenza.

In solidarietà,

Dina e Mary


My Voice, My Choice: nessun passo concreto dopo la risposta della Commissione

Il 22 maggio 2026, gli organizzatori dell’Iniziativa dei cittadini europei My Voice, My Choice hanno tenuto il loro incontro ufficiale finale con la Commissione europea. Tre mesi dopo la storica risposta positiva della Commissione, però, non risulta essere stato avviato alcun passo concreto verso l’attuazione.


Il 26 febbraio 2026, la Commissione aveva confermato che gli Stati membri possono mobilitare fondi europei già esistenti, in particolare attraverso il Fondo sociale europeo Plus, per sostenere l’accesso ad aborti sicuri, in risposta all’iniziativa firmata da oltre 1,2 milioni di cittadini in 19 Stati membri. Questa decisione è stata poi inclusa tra le azioni chiave della Strategia per la parità di genere 2026–2030.


 La  SRHR (SALUTE E DIRITTI SESSUALI RIPRODUTTIVI) sotto pressione nei tagli agli aiuti     

Il 13 maggio 2026, l’European Parliamentary Forum for Sexual and Reproductive Rights ha presentato al Parlamento europeo il nuovo rapporto Beyond ODA: Funding for SRHR in a Changing World. Il documento analizza il calo senza precedenti dell’Assistenza Ufficiale allo Sviluppo e le conseguenze che questo ha per la salute e i diritti sessuali e riproduttivi, in un momento in cui l’architettura globale degli aiuti viene profondamente riorganizzata.

 La nuova Direttiva sui Diritti delle vittime

Il 21 maggio 2026, il Parlamento europeo ha adottato la direttiva rivista sui diritti delle vittime con 440 voti favorevoli, 49 contrari e 84 astensioni. Si tratta della più importante revisione della legislazione dell’Unione europea sulla protezione delle vittime dal 2012 e aggiorna gli standard per circa 70 milioni di persone che ogni anno nell’UE subiscono un reato.

La nuova direttiva introduce cambiamenti sostanziali. Gli Stati membri dovranno istituire linee di assistenza per le vittime, disponibili online, tramite app e attraverso il numero europeo 116 006, e garantire la possibilità di denunciare i reati online o attraverso terzi, comprese le organizzazioni della società civile. Questo vale anche per le persone detenute, ospitate in case di cura o presenti nei centri di detenzione per migranti. Per la prima volta nel diritto dell’UE, l’assistenza sanitaria per le vittime di violenza sessuale includerà esplicitamente la contraccezione d’emergenza, la profilassi post-esposizione, i test per le infezioni sessualmente trasmissibili e l’accesso all’aborto secondo il diritto nazionale.

 La lettera aperta alla Commissione

EWL esprime profonda indignazione per il presunto invito della Commissione europea a incontrare i talebani a Bruxelles. In quanto più grande organizzazione europea di diritti delle donne, con membri in tutta l’Unione europea e oltre, EWL denuncia la scelta di offrire visibilità e legittimazione a un regime che priva sistematicamente donne e ragazze dei loro diritti fondamentali.

Lef-Italia

Il 26 maggio ultimo scorso si è svolto a cura dell'Avv.ta Titti Carrano, esperto Led nell'Osservatorio EWL sulla Violenza contro le Donne, il webinar dal titolo: "la violenza contro le donne : la dimensione digitale, organizzato dal Coordinamento Italiano per il Distretto Centro della Fidapa BPW Italy