Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne/LEF Italia rappresenta l'Italia nel Consiglio di Amministrazione della European Women's Lobby, la più grande coalizione europea di organizzazioni femminili e femministe. La LEF Italia contribuisce, con la EWL, a migliorare le politiche di parità di genere in Europa ed in Italia. E' membro fondatore della EWL.
lunedì 15 giugno 2026
a proposito del dibattito sul femminicidio
mercoledì 10 giugno 2026
Le femministe dell'UE si incontrano a Bruxelles per l'Assemblea Generale 2026 della Lobby Europea delle Donne (5-7 giugno)
Dal 5 al 7 giugno 2026, i membri dell'European Women's Lobby si sono riuniti a Bruxelles per la nostra Assemblea Generale annuale, che ha visto la partecipazione di rappresentanti provenienti da tutta la nostra rete di membri, del Consiglio di Amministrazione dell'EWL e del personale del Segretariato dell'EWL.
Nel corso di tre giorni di incontri, discussioni e workshop collaborativi, i membri hanno riflettuto sui risultati raggiunti nell'anno trascorso, definito le priorità per il futuro e rafforzato il nostro impegno collettivo per la promozione dei diritti delle donne e delle ragazze in tutta Europa.
Il programma è iniziato il 5 giugno con una riunione del Consiglio di Amministrazione dell'EWL, che ha esaminato i progressi compiuti da febbraio 2026 e discusso il Quadro Strategico proposto per il periodo 2027-2031. La giornata ha incluso anche l'evento "Colmare il divario: donne e clima, un'emergenza planetaria", in cui i partecipanti hanno esplorato le raccomandazioni nazionali ed europee per affrontare l'impatto di genere della crisi climatica.
Durante l'Assemblea Generale del 6 e 7 giugno, i membri hanno esaminato e approvato i principali documenti di governance e finanziari, tra cui il Bilancio 2025 e i relativi aggiornamenti di bilancio per il 2026. I delegati hanno inoltre discusso delle attività dell'organizzazione nell'ultimo anno, degli sviluppi attuali in materia di finanziamenti e delle priorità emergenti per il movimento femminista in tutta Europa. I membri hanno anche dibattuto e votato mozioni d'urgenza, garantendo che EWL rimanga reattiva al contesto politico e sociale in continua evoluzione che interessa le donne e le ragazze in tutta Europa.
La seconda giornata si è concentrata su partecipazione, collaborazione e sviluppo organizzativo. Attraverso una serie di sessioni di lavoro interattive, i membri hanno esplorato come dare vita alla nuova strategia, rafforzare la resilienza organizzativa, individuare le priorità di sviluppo delle capacità e approfondire la cooperazione all'interno della rete EWL. Queste discussioni hanno messo in luce la competenza, l'impegno e la solidarietà che continuano a caratterizzare il nostro movimento.
Le idee, le esperienze e le prospettive condivise durante il fine settimana avranno un ruolo importante nel plasmare il futuro lavoro di EWL e nel rafforzare il nostro impatto in tutta Europa.
Ringraziamo sentitamente tutti i membri, i rappresentanti del Consiglio di Amministrazione, i membri del Comitato Esecutivo e lo staff. Insieme, continueremo a lavorare per un'Europa femminista in cui tutte le donne e le ragazze possano vivere libere da violenza, discriminazione e disuguaglianza.
Non vediamo l'ora di proseguire questo lavoro insieme e di incontrarci nuovamente alla prossima Assemblea Generale
Notiziario della EWL e della Lef-Italia - maggio 2026
Cari Membri,
Benvenute al nostro consueto aggiornamento per i membri della EWL e della Lef-Italia
Rendere la salute delle donne una priorità politica urgente
Mentre le nostre sorelle nella Repubblica Democratica del Congo e in altri paesi, soprattutto dell’Africa subsahariana, continuano a lottare contro il virus Ebola, siamo costrette a porci una domanda scomoda: perché la salute, e in particolare la salute delle donne, resta ancora così bassa nelle priorità politiche di un mondo attraversato da crisi e instabilità?
Le donne sono colpite da Ebola in misura maggiore rispetto agli uomini e spesso affrontano anche il peso aggiuntivo della cura di figli e famiglie. Questo si traduce in tassi di mortalità più alti e in un impatto profondamente ingiusto, che troppo spesso resta invisibile.
Per questo motivo, nel 2027 la salute delle donne, letta in una prospettiva olistica e lungo tutto l’arco della vita, sarà la priorità centrale del nostro lavoro, come previsto dal nostro Programma di lavoro 2027. Avvieremo una consultazione inclusiva e intersezionale con tutte le membri, con l’obiettivo di adottare un nostro position paper sulla salute delle donne, accompagnato da raccomandazioni concrete e solide per l’azione. È tempo di dare voce a tutte le donne e di fare della salute delle donne una vera priorità politica.
Nel frattempo, nel 2026 continueremo a concentrarci su alcune urgenze specifiche, a cominciare dalla sterilizzazione forzata, in collaborazione con l’European Disability Forum, affrontandola sia come questione di salute delle donne sia come forma di violenza contro le donne. Continueremo anche a denunciare lo stupro e la violenza sessuale usati come arma di guerra e di conflitto, così come tutte le forme di violenza maschile: per strada, in casa, sul lavoro, online, nello sfruttamento sessuale, nella prostituzione, nel traffico di esseri umani e nella pornografia. Tutte queste realtà hanno un impatto devastante sulla salute delle donne, sul loro benessere e sul raggiungimento della parità di genere.
Va inoltre ricordato che la maggior parte degli operatori sanitari e delle persone che prestano assistenza è composta da donne, troppo spesso date per scontate. È ora di porre fine alla svalutazione del loro lavoro, perché sono le donne a costituire la spina dorsale delle nostre economie e delle nostre società.
Siamo in solidarietà con le nostre sorelle — e i nostri fratelli — nei paesi e nei continenti in cui la salute viene trascurata e alle donne viene chiesto di “difendere il fortino”, spesso a costo dei propri bisogni fondamentali. Insieme ci impegniamo a invertire la tendenza.
In solidarietà,
Dina e Mary
My Voice, My Choice: nessun passo concreto dopo la risposta della Commissione
Il 22 maggio 2026, gli organizzatori dell’Iniziativa dei cittadini europei My Voice, My Choice hanno tenuto il loro incontro ufficiale finale con la Commissione europea. Tre mesi dopo la storica risposta positiva della Commissione, però, non risulta essere stato avviato alcun passo concreto verso l’attuazione.
Il 26 febbraio 2026, la Commissione aveva confermato che gli Stati membri possono mobilitare fondi europei già esistenti, in particolare attraverso il Fondo sociale europeo Plus, per sostenere l’accesso ad aborti sicuri, in risposta all’iniziativa firmata da oltre 1,2 milioni di cittadini in 19 Stati membri. Questa decisione è stata poi inclusa tra le azioni chiave della Strategia per la parità di genere 2026–2030.
La SRHR (SALUTE E DIRITTI SESSUALI RIPRODUTTIVI) sotto pressione nei tagli agli aiuti
Il 13 maggio 2026, l’European Parliamentary Forum for Sexual and Reproductive Rights ha presentato al Parlamento europeo il nuovo rapporto Beyond ODA: Funding for SRHR in a Changing World. Il documento analizza il calo senza precedenti dell’Assistenza Ufficiale allo Sviluppo e le conseguenze che questo ha per la salute e i diritti sessuali e riproduttivi, in un momento in cui l’architettura globale degli aiuti viene profondamente riorganizzata.
La nuova Direttiva sui Diritti delle vittime
Il 21 maggio 2026, il Parlamento europeo ha adottato la direttiva rivista sui diritti delle vittime con 440 voti favorevoli, 49 contrari e 84 astensioni. Si tratta della più importante revisione della legislazione dell’Unione europea sulla protezione delle vittime dal 2012 e aggiorna gli standard per circa 70 milioni di persone che ogni anno nell’UE subiscono un reato.
La nuova direttiva introduce cambiamenti sostanziali. Gli Stati membri dovranno istituire linee di assistenza per le vittime, disponibili online, tramite app e attraverso il numero europeo 116 006, e garantire la possibilità di denunciare i reati online o attraverso terzi, comprese le organizzazioni della società civile. Questo vale anche per le persone detenute, ospitate in case di cura o presenti nei centri di detenzione per migranti. Per la prima volta nel diritto dell’UE, l’assistenza sanitaria per le vittime di violenza sessuale includerà esplicitamente la contraccezione d’emergenza, la profilassi post-esposizione, i test per le infezioni sessualmente trasmissibili e l’accesso all’aborto secondo il diritto nazionale.
La lettera aperta alla Commissione
EWL esprime profonda indignazione per il presunto invito della Commissione europea a incontrare i talebani a Bruxelles. In quanto più grande organizzazione europea di diritti delle donne, con membri in tutta l’Unione europea e oltre, EWL denuncia la scelta di offrire visibilità e legittimazione a un regime che priva sistematicamente donne e ragazze dei loro diritti fondamentali.
Lef-Italia
Il 26 maggio ultimo scorso si è svolto a cura dell'Avv.ta Titti Carrano, esperto Led nell'Osservatorio EWL sulla Violenza contro le Donne, il webinar dal titolo: "la violenza contro le donne : la dimensione digitale, organizzato dal Coordinamento Italiano per il Distretto Centro della Fidapa BPW Italy
lunedì 1 giugno 2026
La violenza contro le donne: la dimensione digitale -
Abstract webinar Lef/Fidapa del 26 maggio 2026 Avv. a Titti Carrano (D.i.Re)
Esperta per la Lef-Italia nell'Osservatorio della EWL sulla Violenza contro le Donne
· Diffusione non consensuale di immagini intime: Spesso definita erroneamente revenge porn. Il termine è scorretto poiché non vi è finalità commerciale (pornografia), la causa non è sempre la vendetta (ma bullismo, controllo o profitto) e genera colpevolizzazione della vittima (victim blaming).
· Cyberstalking e Stalkerware: Uso di software invisibili per monitorare di nascosto GPS, chat, chiamate e fotocamera dello smartphone della vittima.
· Deepfake e Pornografia Sintetica: Manipolazione tramite IA per inserire il volto o corpo di una donna in contenuti sessualmente espliciti
· Doxing: Raccolta e pubblicazione dolosa di dati privati (indirizzo, scuola dei figli, conti bancari) per spostare l'odio online nello spazio fisico, minacciando la sicurezza reale della vittima.
· Abuso Economico Online: Controllo di app bancarie e blocco dei conti per azzerare l'autonomia finanziaria della donna.
· Molestie e Campagne d'Odio: Attacchi coordinati di massa (dogpiling o cybermobbing) per zittire e spingere all'autocensura le donne esposte pubblicamente
(giornaliste, attiviste, politiche).
· Adescamento di minori
· Abusi negli Ambienti Immersivi (VR/Metaverso): Molestie su avatar tridimensionali. Attraverso il fenomeno psicologico dell'embodiment, il cervello percepisce il corpo digitale come estensione di quello fisico: aggressioni o stupri virtuali generano traumi psicologici e stress fisico.
· AI Companion (Compagni Virtuali): Chatbot affettivi basati su IA. Rischiano di diventare "palestre di de-umanizzazione" poiché abituano l'utente a partner digitali docili, iper- sessualizzati e privi del diritto al rifiuto.
La Manosfera (Manosphere)
Rete di spazi digitali (forum come il "Forum dei Brutti", canali Telegram, TikTok e YouTube) dominati da misoginia e risentimento verso l'emancipazione femminile.
Gruppi radicali: Incel (celibi involontari, legati alla formula LMS: Look, Money, Status e al terrorismo misogino), MRAs (attivisti per i diritti degli uomini che colpevolizzano le donne), MGTOW (uomini che rifiutano le relazioni) ePUA (artisti del rimorchio basati sulla manipolazione).
La Relazione della Commissione Femminicidio (Aprile 2026) evidenzia dati drammatici:
· 1 donna su 2 ha subito violenza online nella propria vita; il 50% dei tweet d'odio in Italia è misogino.
· Il 73% delle giornaliste ha subito abusi online; il 58% delle deputate europee ha ricevuto minacce di morte o stupro.
· Si registra un +380% di immagini pedopornografiche generate o alterate con IA negli ultimi mesi.L'Italia non ha un sistema stabile e disaggregato di raccolta dati; i dati della Polizia Postale non sono divisi per genere. Nel 2025 si registrano comunque 201 casi di Cyber Stalking (75% vittime donne) e 255 casi di diffusione non consensuale di immagini intime (74% vittime donne).
Il Quadro Giuridico
Attuale Ordinamento Italiano
· Ambito Penale: L'Art. 612-ter c.p. punisce la diffusione illecita di immagini intime (esteso dalla L. 168/2023 ai contenuti IA); l'Art. 612-bis c.p. punisce il cyberstalking. Altre condotte sono perseguite tramite l'Art. 494 c.p. (sostituzione di persona per profili falsi), l'Art. 167 d.lgs. 196/2003 (illecito trattamento dati per il doxing), l'Art. 595 c.p. (diffamazione aggravata) e l'Art. 572 c.p. (maltrattamenti per l'abuso economico).
· Ambito Civile: L'Art. 10 C.C. e la Legge sul Diritto d'Autore (Artt. 96-97) tutelano il decoro e l'immagine.
· Direttiva UE 2024/1385 (da recepire entro il 14 giugno 2027): Primo testo organico europeo sulla violenza di genere. Impone standard minimi penali per la cyberviolenza e la rimozione rapida dei contenuti.
· Digital Services Act (DSA): In vigore dal 17 febbraio 2024, obbliga le grandi piattaforme a rimuovere tempestivamente i contenuti illeciti e valutare i rischi di genere
· AI Act: Regolamento ad applicazione graduale (2024-2027) che impone l'etichettatura dei deepfake, l'uso di marcatori digitali tracciabili e vieta la categorizzazione biometrica predatoria.
· Pacchetto E-evidence (Direttiva (UE) 2023/1544 e Regolamento (UE) 2023/1543), recepito in Italia a fine 2025: Consente ai giudici nazionali di ordinare direttamente ai provider esteri (comprese le Big Tech) la consegna o conservazione delle prove digitali, superando le lente rogatorie internazionali.
• Convenzione di Istanbul (2011): resta il riferimento principale e include anche molte forme di violenza digitale.
• Raccomandazione GREVIO n. 1 (2021): impone di includere il rischio online nella valutazione del pericolo per le vittime.
• Convenzione di Budapest (2001): è il riferimento base per cooperazione e procedure contro la criminalità informatica.
• Raccomandazione CM/Rec(2026)2: adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 4 marzo 2026. La raccomandazione sottolinea la necessità di risposte più incisive da parte dei sistemi giudiziari, dei processi decisionali e della governance digitale.
Persistono gravi vuoti normativi e operativi:
· Lacune penali: Assenza del motivo sessista nelle norme sull'hate speech (artt. 604-bis/ter c.p.) e mancanza di una fattispecie specifica contro i deepnude creati con IA.
· Limiti investigativi e tecnici: Mancanza di obblighi per le piattaforme di registrare i codici hash (necessari a bloccare la ricondivisione di file già segnalati); barriere economiche per le vittime (manca il patrocinio a spese dello Stato automatico e slegato dal reddito).
Le Proposte della Commissione Femminicidio (Aprile 2026)
La Commissione propone 20 interventi legislativi e culturali, sintetizzabili in 5 aree:
1. Contrasto all'anonimato: Accesso alle piattaforme con identità certa e introduzione del DASPO digitale (esclusione dalla rete per soggetti pericolosi o ai domiciliari).
2. Nuove fattispecie: Introduzione del reato di creazione di contenuti sessuali IA, inasprimento delle pene per la sextortion e inserimento del motivo sessista nell'hate speech.
3. Responsabilità dei gestori: Obbligo di estensione del codice hash per bloccare i rilanci e obbligo di conservazione dati utili alle indagini.
4. Potenziamento delle Autorità: Più poteri sanzionatori e d'urgenza ad AGCOM e Garante Privacy; aumento della formazione tecnica per magistratura e forze dell'ordine.
5. Sostegno e Prevenzione: Gratuito patrocinio universale per le vittime di reati digitali di genere, deindicizzazione rapidadai motori di ricerca, stop alla spettacolarizzazione mediatica e percorsi obbligatori di educazione digitale e cultura della parità di genere nelle scuole di ogni ordine e grado a partire dalla scuola primaria