giovedì 21 settembre 2023

Aggiornamento ai Membri sulla prostituzione, da parte della Presidente della Lobby Europea delle Donne, Iliana Balabanova








Cari membri,


come avrete notato, nelle ultime settimane,  attraverso le  vostre reti ed i  media , la prostituzione e lo sfruttamento sessuale sono stati al centro di recenti prese di posizione da parte di diverse istituzioni. Di seguito troverete una sintesi di questi sviluppi.

Con la speranza che questo aggiornamento vi permetta di familiarizzare con questi eventi e vi mantenga ispirati a lottare per un'Europa libera dalla prostituzione!

Cordiali saluti,


Iliana Balabanova, Presidente della EWL.




 Una vittoria abolizionista al Parlamento europeo e una situazione da monitorare attentamente a livello internazionale 


 Il 14 settembre, i membri del Parlamento europeo hanno votato a favore del Regolamento sulla prostituzione nell'UE: le sue implicazioni transfrontaliere e l'impatto sull'uguaglianza di genere e sui diritti delle donne, redatto dalla deputata S&D Maria Noichl. In questo modo, i deputati hanno votato per un testo che riconosce che: 


1. La grande maggioranza delle persone che si prostituiscono non lo considera un lavoro normale o un'opportunità di carriera e lascerebbe, se potesse l'industria del sesso ;


2. Il sesso deve basarsi sul consenso, che può essere dato solo liberamente e volontariamente, e non può essere sostituito dallo scambio di denaro;


3. Lo sfruttamento sessuale attraverso la prostituzione altrui è una grave violazione dei diritti e della dignità delle donne e la prostituzione non solo è dannosa per le donne che vi si prostituiscono, ma aumenta anche le disuguaglianze tra donne e uomini;


4. Le donne che si prostituiscono subiscono più violenza in confronto a tutte le altre donne;


5. La prostituzione non è un atto individuale di una persona che affitta il proprio corpo in cambio di denaro, ma è piuttosto un sistema organizzato ,intrinsecamente violento, a fini di  profitto che è  discriminatorio e profondamente disumano e che opera come un business e crea un mercato in cui i protettori pianificano e agiscono per garantire e aumentare il loro mercato ed in cui gli acquirenti del sesso giocano un ruolo chiave nell'incrementarlo;


6. La prostituzione e la tratta a scopo di sfruttamento sessuale esistono perché c'è una domanda in tal senso;


7. Gli Stati membri dovrebbero garantire che venga perseguito penalmente: sollecitare, accettare o ottenere un atto sessuale da una persona in cambio di un compenso, della promessa di un compenso, della fornitura di un beneficio in natura o della promessa di  tale beneficio;


8. La depenalizzazione dello sfruttatore  e dell'acquisto di sesso aumenta la domanda,


9. La depenalizzazione delle persone che si prostituiscono è il modo più efficace per creare fiducia nelle forze dell'ordine e negli altri servizi di assistenza.


10. Gli Stati membri dovrebbero introdurre un supporto psicologico, medico, socio-economico e amministrativo completo, nonché un sostegno per la regolarizzazione dello status di residenza delle vittime e dei sopravvissuti alla prostituzione; il supporto deve includere una serie di misure che facilitino la loro inclusione sociale e professionale, come il facile accesso ai meccanismi di protezione sociale (reddito minimo di base, sostegno per l'alloggio e l'assistenza sanitaria, una  ulteriore scolarizzazione e l' accesso alla formazione professionale), e che garantiscano che i loro figli abbiano accesso alle facilitazioni sociali.


I dettagli del voto di ciascun eurodeputato sono disponibili qui mentre il comunicato stampa dell'EWL è disponibile qui. Esprimiamo la nostra gratitudine a tutti i membri che hanno contribuito attivamente alla realizzazione di questo risultato! Sentitevi libere di condividere questa buona notizia nelle le vostre reti! 


La Corte europea dei diritti dell'uomo


Il 31 agosto, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato ammissibili "le domande di persone che esercitano legalmente la prostituzione e che affermano di essere vittime della legge che criminalizza l'acquisto di servizi di prostituzione". I ricorrenti, 261 donne e uomini di varie nazionalità (albanese, algerina, argentina, belga, brasiliana, britannica, bulgara, camerunense, canadese, cinese, colombiana, dominicana, della Guinea Equatoriale, ecuadoriana, spagnola, francese, nigeriana, peruviana, rumena e venezuelana) lamentano la criminalizzazione dell'acquisto di rapporti sessuali introdotta in Francia nel 2016.

Sebbene questa dichiarazione della Corte Europea dei Diritti Umani riguardi solo l'ammissibilità e non il merito del caso, prendiamo atto con preoccupazione delle dichiarazioni di alcune istituzioni come l'ONU per voce del suo relatore speciale sul diritto alla salute, Tlaleng Mofokeng, che sostiene la narrativa del lavoro sessuale a scapito delle testimonianze delle sopravvissute alla prostituzione che sostengono invece la criminalizzazione dei cosiddetti "acquirenti del sesso" per porre fine alla domanda. Pertanto, seguiremo con attenzione le fasi successive della procedura e ci assicureremo di continuare a esprimere il nostro sostegno al modello abolizionista attuato in Francia. Presto diffonderemo anche una lettera modello che i membri potranno utilizzare per chiedere alle  istituzioni come l'ONU di sostenere le sopravvissute alla prostituzione.

giovedì 14 settembre 2023

Victory for survivors of prostitution MEPs voted in favour of abolitionist measures / Vittoria per le sopravvissute alla prostituzione . Gli eurodeputati hanno votato in favore di misure abolizioniste


 



Victory for survivors of prostitution

MEPs voted in favour of abolitionist measures 

Press Release by the European Women's Lobby


With today’s vote, MEPs decided to follow the abolitionist legacy of the Honeyball resolution voted in 2014 and proved their commitment for a Europe free from violence against women and girls.



[14 September 2023, Strasbourg] MEPs confirmed their abolitionist position and delivered a powerful message today as they voted in favour of the initiative report on the Regulation of prostitution in the EU: its cross-border implications and impact on gender equality and women’s rights drafted by S&D MEP Maria Noichl. With this vote, they made clear that prostitution is a form of violence and that implementing support and exit programmes for survivors is the best way to tackle it. This is a milestone for women in Europe as they account for 90% of persons in prostitution and 87% of victims of trafficking of human beings for sexual exploitation purposes.

After months of mobilisation and a first positive vote in the Committee on Women’s Rights and Gender Equality (FEMM) on 27 June 2023, a majority of MEPs eventually confirmed the abolitionist stance of the European Parliament, following the steps of France, Sweden and Ireland, countries that proved to be efficient in reducing demand and cases of human trafficking. The report drafted by MEP Maria Noichl encourages Member States to adopt an abolitionist perspective that decriminalises persons in prostitution and highlights the negative effects of decriminalising the so-called “sex-buyers” and exploitative third parties. Even though we regret the removal of the demand for EU-wide measures introducing legislation based on the Nordic/Equality model, we welcome the MEPs' overall commitment towards abolitionist measures. 

“MEPs sent a strong signal for women, for Europe, for justice and equality by voting in favour of this report: it is a clear way of reaffirming that exploiting a woman’s body is not acceptable. They understood that it is not realistic to label prostitution as anything other than violence because it will never soften the harsh, sexist, classist and racist harm behind the purchase of sexual acts. Survivors cannot wait any longer, we stand by them and need robust and well-funded support and exit programmes now.” comments Mary Collins, Acting Secretary General of the European Women’s Lobby.

Tackling the root causes of prostitution, the report particularly insists on the importance of guaranteeing health, social, educational and economic support to persons in prostitution as poverty and social exclusion are the foundation of this form of sexual exploitation. Therefore, not only does the abolitionist approach aim at guaranteeing survivors of prostitution tools to take their power, agency and autonomy back but it puts the burden of stigmatisation and shame on so-called “sex-buyers” who believe that freely given consent can be bought.

Protecting youth is also among MEPs priorities as the report underlines the negative impact of the normalisation of prostitution on the perceptions and expectations young people have in terms of sexuality and relationships between women and men. Studies undertaken in Sweden demonstrated a positive and significant shift in attitudes among boys and men after Sweden adopted the Equality Model. In the same vein, harmful stereotypes to be found in pornographic content and their impact on young people’s sexuality were also denounced in the report.

“This vote is a clear signal and relief for survivors of prostitution but also for all women and girls in Europe as it recognises prostitution as a form of violence that needs to be combatted and not promoted. We thank MEPs for standing with survivors and urge member states to swiftly implement the recommendations included in this report” concludes Iliana Balabanova, President of the European Women’s Lobby.

ENDS

The European Women's Lobby is the largest umbrella organization of women's associations in Europe. Founded in 1990, the EWL works to promote women's rights and equality between women and men and represents more than 2000 organizations across Europe.

Contact:

Mirta Baselovic, Communications and Media Coordinator

Laura Kaun, Policy and Campaigns Director 
kaun@womenlobby.org


                                                           





Traduzione

                                       Vittoria per le sopravvissute alla prostituzione
                             Gli eurodeputati hanno votato a favore di misure abolizioniste 

                                   Comunicato stampa della Lobby Europea delle Donne


[Gli eurodeputati hanno confermato la loro posizione abolizionista ed hanno trasmesso un messaggio forte oggi, votando a favore del Rapporto d'iniziativa sulla regolamentazione della prostituzione nell'UE: le sue implicazioni trans frontaliere e l'impatto sull'uguaglianza di genere e sui diritti delle donne redatto dall'eurodeputata Maria Noichl dei S&D. Con questo voto, hanno chiarito che la prostituzione è una forma di violenza e che l'attuazione di programmi di sostegno e di uscita per le sopravvissute è il modo migliore per affrontarla. E'questa un'importante conquista per le donne in Europa, che rappresentano il 90% delle persone che si prostituiscono e l'87% delle vittime della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale.

Dopo mesi di mobilitazione ed un primo voto positivo in seno alla Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (FEMM), il 27 giugno 2023, la maggioranza degli eurodeputati ha infine confermato la posizione abolizionista del Parlamento europeo, seguendo i passi di Francia, Svezia e Irlanda, Paesi che si sono dimostrati, particolarmente,  efficaci nel ridurre la domanda e i casi di tratta di esseri umani. La relazione redatta dall'eurodeputata Maria Noichl incoraggia gli Stati membri ad adottare una prospettiva abolizionista che depenalizzi le persone che si prostituiscono ed evidenzia gli effetti negativi della depenalizzazione dei cosiddetti "acquirenti di sesso" e dei terzi sfruttatori. Anche se ci rammarichiamo per l'eliminazione della richiesta di misure a livello europeo che introducano una legislazione basata sul modello Nordico/Uguaglianza, accogliamo con favore l'impegno generale degli eurodeputati verso misure abolizioniste. 

"Votando a favore di questa relazione, gli eurodeputati hanno inviato un segnale forte in favore delle le donne, dell'Europa,  della giustizia e dell'uguaglianza: è un modo chiaro per riaffermare che lo sfruttamento del corpo della donna non è accettabile. Hanno capito che non è realistico etichettare la prostituzione come qualcosa di diverso dalla violenza, perché non attenuerà mai il danno duro, sessista, classista e razzista che si cela dietro l'acquisto di atti sessuali. Le sopravvissute non possono più aspettare, siamo al loro fianco e abbiamo bisogno di un sostegno solido e ben finanziato e di programmi di uscita ora", commenta Mary Collins, Segretaria Generale facente funzione della Lobby Europea delle donne.

Affrontando le cause profonde della prostituzione, il rapporto insiste in particolare sull'importanza di garantire un sostegno sanitario, sociale, educativo ed economico alle persone che si prostituiscono, poiché la povertà e l'esclusione sociale sono alla base di questa forma di sfruttamento sessuale. Pertanto, non solo l'approccio abolizionista mira a garantire alle sopravvissute alla prostituzione gli strumenti per riprendersi i loro diritti, il loro ruolo e la loro autonomia, ma pone l'onere della stigmatizzazione e della vergogna sui cosiddetti "compratori di sesso" che credono che il consenso liberamente dato possa essere comprato.

Anche la tutela dei giovani rientra tra le priorità degli eurodeputati, poiché il rapporto sottolinea l'impatto negativo della normalizzazione della prostituzione sulla percezione e sulle aspettative che i giovani hanno nei confronti della sessualità e delle relazioni tra donne e uomini. Gli studi condotti in Svezia hanno dimostrato un cambiamento positivo e significativo negli atteggiamenti dei ragazzi e degli uomini dopo che la Svezia ha adottato il modello di uguaglianza. Allo stesso modo, nel rapporto vengono denunciati gli stereotipi dannosi presenti nei contenuti pornografici e il loro impatto sulla sessualità dei giovani.

"Questo voto è un chiaro segnale e un sollievo per le sopravvissute alla prostituzione, ma anche per tutte le donne e le ragazze in Europa, poiché riconosce la prostituzione come una forma di violenza che deve essere combattuta e non promossa. Ringraziamo gli eurodeputati per essere al fianco delle sopravvissute e invitiamo gli Stati membri ad attuare rapidamente le raccomandazioni contenute nel rapporto", conclude Iliana Balabanova, Presidente della Lobby Europea delle Donne.