lunedì 8 giugno 2020

Con le donne verso la Ricostruzione


Riceviamo dalle amiche di  Se non ora quando - Libere la richiesta di condividere questa necessaria petizione che condividiamo e che preghiamo di firmare e divulgare

                                       Con le donne verso la Ricostruzione
                               




Nel pieno della crisi per la pandemia, chiuse in casa per il lockdown, ci siamo rivolte all’Europa dichiarando: “vogliamo che la ricostruzione questa volta avvenga tenendo conto di esigenze e valori che sono incisi nella nostra storia ed esperienze di donne.” Molte e molti ci hanno seguito.
Ormai è arrivato il momento di decidere come affrontare la ripresa che si annuncia difficile e complessa ma anche ricca di opportunità. La storia ci ha mostrato varie volte che al chiudersi di una crisi le donne, che ne avevano sopportato in modo particolare il peso, venivano sospinte indietro, obbligate a sacrificare lo spazio pubblico in favore di quello privato. Questa volta non deve essere così e non lo permetteremo.
La separazione tra pubblico e privato si è disintegrata e bisogna fare in modo che donne e uomini li attraversino entrambi, in parità e rispetto
Vogliamo scelte coraggiose che diano il segno di una svolta: la maternità deve uscire dalla dimensione privata per entrare in quella pubblica affinché per tutte le donne sia più libera la decisione di essere o non essere madri; un sistema di welfare basato sul lavoro femminile non retribuito, e messo sotto pressione proprio dall’esplosione della crisi, impone di redistribuire il lavoro di cura tra i generi e nella società attraverso una rete di servizi ampia e funzionante.
Non si può più permettere che delle donne siano costrette a rinunciare al lavoro per mancanza di servizi alla persona, quelli ai bambini, alle persone vulnerabili e agli anziani che ancora sono assicurati dalle donne. Anche gli indubbi vantaggi dello smart work non possono oscurare il rischio di un nuovo confinamento delle donne
Vogliamo in questo passaggio crescere in modernità e innovazione con un sistema paese che guardi alla qualità della vita di donne e uomini.
L’introduzione di cambiamenti di tale portata nella organizzazione della nostra società, unitamente al varo di adeguate politiche fiscali di vantaggio, servirebbe a superare una delle principali fragilità dell’economia italiana, il sottoutilizzo del lavoro femminile, dando una spinta formidabile alla crescita.
Le nuove opportunità offerte da una politica di bilancio resa espansiva dalla necessità di contrastare la gravissima crisi indotta dalla pandemia vanno colte con tempestività. I documenti ufficiali di fonte governativa, fin qui resi pubblici, affrontano alcuni di questi temi, ma non appaiono soddisfacenti in quanto non collocano i problemi nella centralità delle politiche per la ricostruzione, né danno loro la giusta priorità.
Ora o mai più: si deve pensare in grande, come fecero le classi dirigenti nel secondo dopoguerra delineando un percorso di rinascita per tutto il paese: perché di questo si tratta, affrontare la crisi più grave da allora e superarla. In questa direzione alcune linee di intervento, anche in un’ottica di medio e lungo periodo, sembrano prioritarie:
1)      Misure strutturali di carattere economico e fiscale a favore della maternità, prevedendone l’onere a carico dello stato;
2)      Adeguamento delle scuole all'emergenza, messa in sicurezza di edifici e ambienti, adeguamento tecnologico e completamento dei processi di digitalizzazione, al fine di garantire la tempestiva riapertura delle scuole a settembre. Avvio di un piano straordinario di edilizia scolastica con particolare attenzione ai problemi del Mezzogiorno;
3)      Integrazione degli Asili nido nel sistema scolastico- educativo in attuazione della legge 0-6 (2018);
4)      Piano di investimenti nella sanità e nei servizi sociali(maggiore presenza sul territorio del SSN, assistenza e reti di servizi per le persone fragili);
5)      Piano di incentivi fiscali per l’occupazione e l’imprenditoria femminile;
6)      Congedo obbligatorio di paternità di 75 giorni in linea con la direttiva europea;
Rita Cavallari, Cristina Comencini, Licia Conte, Antonella Crescenzi, Ilenia De Bernardis, Manuela Fiorini De Rensis, Fabrizia Giuliani, Francesca Izzo, Francesca Marinaro, Donatina Persichetti, Silvia Pizzoli, Simonetta Robiony, Serena Sapegno, Cecilia Sabelli, Sara Ventroni.