Dal 28 dicembre 2025, giorno dopo giorno, assistiamo all’intensificarsi delle proteste
contro il regime iraniano ed alle feroci repressioni con sgomento e preoccupazione.
La contestazione contro il regime degli ayatollah è senza dubbio un fatto trasversale, dove la
voce delle donne ha un ruolo preponderante per il coraggio delle loro azioni. Donne che hanno
subito per anni codici di comportamento e di abbigliamento punitivi assieme alle nefaste
conseguenze della loro applicazione, ma che nonostante la repressione continuano a dimostrare
con le loro azioni di non volere vivere in un medioevo teocratico.
Ricordiamo Mahsa Amini, uccisa nel 2022 dalle Pattuglie di Guida, famigerata polizia della morale,
per non aver indossato adeguatamente il velo. La sua tragica fine ha dato luogo al movimento di
protesta per il suo crudele assassinio “Donna, Vita e Libertà” che ha trovato eco anche in molte
piazze europee e che oggi risuona ancora più forte nella voce popolo iraniano che si ribella ad un
regime che ha perso ogni legittimità.
Assistiamo con orrore alla ferocia con la quale il regime degli ayatollah ha colpito e colpisce in
modo particolare le giovani ed i giovani, nel tentativo di soffocare il movimento e che ad oggi,
secondo Iran International, ha raggiunto i 12.000 uccisi , di cui la maggior parte giovani al di sotto
dei 30 anni.
Nonostante ciò le proteste continuano in tutto il paese e difficilmente si fermeranno, per la
volontà soprattutto dei giovani di ottenere cambiamenti strutturali.
Questi giorni sono senza dubbio decisivi per il futuro del paese.
Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne guada con grande preoccupazione questi ed esprime la propria solidarietà e sostegno a tutte quelle giovani donne che coraggiosamente esprimono il loro dissenso con azioni che le espongono in prima persona.
Pertanto invitiamo la comunità internazionale, e in particolare le associazioni femminili, a dare
visibilità alla lotta delle giovani e dei giovani iraniani perché il loro grido venga amplificato, non
taciuto e non strumentalizzato.
Chiediamo anche al Governo Italiano di fare pressione sul governo dell’Iran, sulla Commissione
Europea ed al suo Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, affinchè
prenda opportuni provvedimenti ed iniziative affinché questo massacro sia fermato e siano
assicurate forme di convivenza civile e democratica