giovedì 3 maggio 2012

l'aborto clandestino rimane un grande problema nell'Unione Europea

L'aborto non sicuro rimane un problema nell'Unione europea

La settimana scorsa è stato organizzato, al Parlamento Europeo, un dibattito sull'aborto in condizioni di non sicurezza che ha aumentato la consapevolezza politica sulla questione ed ha dato la possibilità ai deputati di formulare un quesito scritto alla Commissione Europea sulle sue politiche in materia di aborto non sicuro nell'Unione Europea.
Il dibattito è stato organizzato dai Parlamentari europei Sophie In't Veld, presidente del Gruppo di Lavoro del Parlamento Europeo sulla Salute Riproduttiva, HIV / Aids e lo Sviluppo, che aveva invitato i decisori, le ONG e gli operatori sanitari per discutere la questione.

Dati sull'aborto non sicuro

Uno studio pubblicato sulla rivista medica "The Lancet" rivela che il 49% degli aborti in tutto il mondo non sono sicuri. Lo stesso studio mostra una tendenza al calo del numero totale di aborti a livello mondiale dal 1995, ma allo stesso tempo vi è un leggero aumento del numero di aborti eseguiti in modo non sicuro.
Per aborto non sicuro lo studio intende quello spiegato nella definizione dell'OMS "Cessazione di una gravidanza indesiderata da persone prive delle competenze necessarie o in un ambiente privo degli standard minimi medici o entrambi". Quasi 130 donne muoiono ogni giorno come una diretta conseguenza di aborti a rischio.
Il fatto interessante relativo a tutti i paesi che mirano a diminuire il numero di aborti è che molti aborti avvengono in paesi dove la pratica è illegale rispetto al numero di aborti che avvengono nei paesi in cui è legale. Questo fatto è stato rivelato a livello mondiale nello studio pubblicato su The Lancet che vuole essere un argomento di sostegno contro gli attuali movimenti "pro-life" che stanno crescendo in Europa e minacciano i diritti sessuali e riproduttivi delle donne.
Oggi l'aborto è illegale in quattro paesi dell'Unione Europea: Malta, Polonia, Cipro e Irlanda (in alcuni di questi paesi vi sono però alcune misure restrittive, quali la gravidanza risultato di uno stupro o malformazioni del feto). Inoltre, in molti altri paesi europei sono aumentati gli attacchi contro l'accesso all'aborto sicuro e legale. Questo è il caso per esempio del Portogallo, dove è stato effettuato l'aborto legale per la prima volta nel 2007, prima della legalizzazione l'aborto era punibile con una pena fino a tre anni di carcere e ora c'è in corso una discussione se debba essere reso illegale, ancora una volta. Inoltre, un altro esempio è la Francia dove i centri di pianificazione familiare si vedono tagliare dallo stato le loro risorse finanziarie.

Interrogazione scritta alla Commissione sull'aborto  non sicuro nell'UE

Il dibattito ha dato l'opportunità ai membri del Parlamento Europeo di emettere un 'interrogazione scritta alla Commissione Europea sulle politiche relative all'aborto non sicuro.
'Aborti non sicuri nell'Unione Europea' La questione sarà seguita dai seguenti membri del Parlamento Europeo: Sophie In't Veld (ALDE), Antonyia Parvanove (ALDE), Francoise Castex (S & D), Véronique Mathieu (PPE), Norbert Neuser (S & D), Sirpa Pietikäinen (PPE) e Jean Lambert (S & D).
I deputati invitano la Commissione Europea a considerare gli aborti non sicuri come rischi per la salute e, di conseguenza, fanno appello alla CE affinché decida di attuare politiche che portino all'adeguamento delle politiche sanitarie nazionali che attualmente non proteggono i cittadini da aborti non sicuri. Fornire l'accesso all'aborto legale e sicuro così come sradicare i tabù in materia di salute sessuale e riproduttiva sono entrambi essenziali al fine di ridurre il numero complessivo di aborti.

Ulteriori letture

Il Guttmacher Institute ha rilasciato schede diverse per quanto riguarda l'aborto che possono essere visionate qui .

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