La Rete Europa delle Donne Migranti, membro della Lobby Europea delle Donne, ha redatto questa utile guida, contenente una serie di consigli per superare eventuali stress derivanti dall'isolamento forzato imposto per evitare l'ulteriore diffusione del Covid-19
Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne/LEF Italia rappresenta l'Italia nel Consiglio di Amministrazione della European Women's Lobby, la più grande coalizione europea di organizzazioni femminili e femministe. La LEF Italia contribuisce, con la EWL, a migliorare le politiche di parità di genere in Europa ed in Italia. E' membro fondatore della EWL.
lunedì 30 marzo 2020
domenica 22 marzo 2020
Le donne non devono pagare il prezzo del COVID-19: Mettiamo la parità tra donne e uomini al centro delle risposte al COVID-19 in Europa-
Dichiarazione della Lobby Europea delle Donne
Le donne non devono pagare il prezzo del COVID-19:
Mettiamo la parità tra donne e uomini al centro della
risposta al COVID-19 in Europa
Pubblicato il 20 marzo 2020 |
La crisi del COVID-19 impatta in forma sproporzionata su donne e ragazze, già rese vulnerabili dal nostro sistema patriarcale e neoliberista capitalista: un sistema che non ha funzionato per le persone o il pianeta e di sicuro non funziona per le donne e le ragazze. In questi tempi immensamente difficili per le persone e la società sia in Europa che nel mondo, l'UE e i suoi Stati membri hanno il dovere di mostrare leadership politica e garantire che siano implementate urgentemente risposte con la dimensione di genere in modo tale che il prezzo di questa attuale crisi non sia pagato esclusivamente dalle donne ed in particolare dalle più emarginate.
Il 5 marzo la Commissione europea ha lanciato la sua strategia: "Un'Unione di uguaglianza: strategia per l'uguaglianza di genere 2020-2025", stabilendo le priorità chiave per riportare l'uguaglianza tra donne e uomini al centro dell'UE e di tutte le sue politiche. La nuova strategia riconosce la necessità di integrare la prospettiva di genere in tutte le politiche e nelle principali iniziative dell’Unione stessa. La sua attuazione effettiva è fondamentale per garantire che l'applicazione e il ricorso a misure speciali siano rivolte a donne e ragazze le quali, nell'attuale contesto globale, sono più esposte a situazioni di vulnerabilità
L’attuale pandemia, con l’isolamento degli individui, delle comunità e delle famiglie e la limitazione della fornitura dei servizi essenziali, pone molte donne e ragazze dinnanzi ad una maggiore esposizione alla violenza maschile. In seguito alle misure restrittive, le vittime di violenza sono confinate a casa assieme ai maltrattanti , con minori possibilità di chiedere aiuto senza mettere ulteriormente a rischio la propria vita.
Abbiamo potuto apprendere, dalle nostre organizzazioni femministe e femminili di tutta Europa, dello specifico impatto di questa crisi su donne e ragazze ed in particolare sulle:
Donne che continuano a prendersi cura e a provvedere alle proprie famiglie, donne che sono le custodiuniche della propria famiglia e di quelle di altre persone in situazioni di isolamento ed insicurezza economica;
Donne a rischio o che attualmente sono in situazioni di povertà, esclusione sociale o donne senzatetto;
Donne a rischio di violenza maschile a casa o donne vittime di sfruttamento sessuale e tratta;
Donne rifugiate e donne che chiedono asilo da precarie tensioni migratorie, in particolare quelle, che attualmente vengono allontanate dalle strutture e sono costrette a subire situazioni potenzialmente pericolose sulla strada;
Donne che già subiscono discriminazioni multiple nelle nostre società come le donne rom, le donne migranti, le donne con un lavoro precario;
Donne con disabilità e donne anziane che hanno un accesso limitato o inesistente a servizi continuativi e di qualità e / o vivono in strutture assistenziali in cui la vita in condizioni di isolamento personale diventa estremamente impegnativa;
Donne con problemi di salute mentale come ansia e depressione che peggiorano per questa attuale pandemia.
Poiché le donne rappresentano la maggior parte di coloro che attualmente lavorano negli ospedali, che forniscono servizi essenziali di cura e pulizia o continuano a lavorare in contesti di vendita al dettaglio, nell’ ospitalità e nell’ istruzione consentendo al resto della comunità di vivere l’isolamento, non possiamo non ricordare quanto il prezioso lavoro di cura delle donne contribuisca al benessere ed al funzionamento della nostra società e del nostro pianeta.
Le lacune nelle disposizioni in materia di assistenza messe in evidenza da questa crisi dimostrano ancora una volta l'urgenza di passare ad un modello socioeconomico che riconosca i contributi inestimabili delle donne alla società e ponga al centro il lavoro di cura, modello nel quale donne e uomini abbiano opzioni uguali e flessibili in modo da poter bilanciare il proprio lavoro con la cura delle proprie responsabilità e poter vivere una vita dignitosa.
Come femministe, sappiamo che le donne e le ragazze sopporteranno il peso di questa situazione e dobbiamo garantire che vi sia un riconoscimento dappertutto nella risposta dell’Europa che non deve escludere nessuna donna o uomo, ragazza o ragazzo.
La Lobby Europea delle Donne è solidale con tutti coloro che sono colpiti da questa crisi e continuerà a chiedere una maggiore assunzione di responsabilità ai propri decisori politici affinché diano, a donne e ragazze, risposte basate sulla cura, la compassione, la giustizia e l’ uguaglianza.
giovedì 30 gennaio 2020
Firma la petizione " Oltre SANREMO. RAI urgente la riforma per una libera opinione pubblica e fuori i partiti."
DonneinQuota e Rete per la Parità hanno bisogno del tuo sostegno.
Questo è il testo della petizione:
Il destino del nostro Paese è legato anche alla Rai alla quale è affidato il servizio pubblico radio televisivo e digitale, perché, come precisò la Corte Costituzionale nel 1993, i principi fondanti dello Stato "esigono che la nostra democrazia sia basata su una libera opinione pubblica e sia in grado di svilupparsi attraverso la pari concorrenza di tutti alla formazione della volontà generale" (sentenza n. 112 del 1993).
Le dichiarazioni sessiste e le scelte preannunciate nella conferenza stampa tenuta dal direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2020 risultano in contrasto con il Contratto di Servizio Pubblico tra Rai e Ministero dello Sviluppo Economico e hanno provocato migliaia di reazioni da parte di singole persone, associazioni, in particolare provenienti dal mondo femminile, nonché da istituzioni e loro rappresentanti.
E’ mancata una risposta adeguata e non risultano modifiche al programma né è stato escluso dalla gara l’autore di canzoni violente; hanno aggiunto sconcerto i tentativi mal riusciti di scuse del direttore artistico e conduttore né quelle del trapper ed non c’è stata una presa di posizione precisa da parte dei dirigenti interpellati.
Anche questa volta non ha funzionato il complesso sistema di vigilanza e controllo del servizio pubblico, a partire dal ruolo della stessa RAI (in particolare della Direzione di RAIUNO) e tantomeno sono scattati i meccanismi che fanno capo innanzitutto al Governo (in particolare il MISE), al Parlamento (Commissione di vigilanza), all’apposita Autorità (AGCOM), e altri, per un totale addirittura di sedici organismi.
Se ne ricava l’assoluta necessità di modifica delle norme che regolano il servizio pubblico radiotelevisivo e digitale, per affrontare alla radice il rapporto patologico tra questo e la politica e arrivare a “una riforma improntata all’idea dell’indipendenza e del pluralismo”, come recita il programma dell’attuale Governo. Le idee ci sono: esistono vaste convergenze sulle proposte di Paolo Gentiloni, di Roberto Fico e su quella d’iniziativa popolare di Tana De Zulueta, avanzata da anni.
Se ci fosse la volontà politica, la riforma si potrebbe approvare in tempi rapidi e ci auguriamo che l’occasione per iniziare l’iter necessario sia offerta proprio dalle polemiche di questi giorni relative al Festival di Sanremo 2020 e la spinta possa arrivare dall’interno dell’Azienda, nel suo stesso interesse.
Con la presente petizione si chiede:
- che la riforma della RAI sia inserita nelle priorità che stanno per essere individuate nel cronoprogramma della maggioranza;
- che le proposte di riforma d’iniziativa parlamentare siano inserite tra quelle da esaminare nelle competenti Commissioni di Camera e Senato e si avviino le opportune audizioni;
- che la RAI partecipi al complesso iter della riforma con spirito collaborativo.
ti chiediamo di aiutarci aggiungendo il tuo nome cliccando qui
mercoledì 22 gennaio 2020
Nota di condivisione
Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne condivide le note di protesta espresse dalle varie associazioni, aderenti e non al Coordinamento, nei confronti di scelte relative ad una produzione musicale dichiaratamente irrispettosa nei riguardi delle donne ed incitante alla violenza, cosa ancora più riprovevole in un Paese in cui il tasso di femminicidio è in continuo aumento.
giovedì 28 novembre 2019
Dichiarazione delle Radical Girlsss in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza contro le Donne
Diffondiamo e pubblichiamo il Documento contenente la Dichiarazione delle Radical Girlsss, il gruppo di giovani e giovani donne femministe sorto all'interno di ENOMW, il Network Europeo delle Donne Migranti redatto in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza contro le Donne
mercoledì 27 novembre 2019
Ribellati Contro la Violenza!
Ribellati contro la violenza!
per firmare la petizione cliccare su https://act.wemove.eu/campaigns/365
Al Consiglio dei ministri della Giustizia UE
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Petizione
L’Europa deve essere un posto sicuro per le donne e le ragazze di ogni età!
Chiediamo il tuo sostegno per ratificare e applicare la Convenzione del
Consiglio di Europa per contrastare la violenza sulle donne. Le donne e le
ragazze in tutta Europa vogliono vivere una vita libera dalla violenza e dalla
paura. Agisci ora per fare in modo che l'Unione europea compia azioni concrete
per proteggere tutte le donne e le bambine dalla violenza e combattere
attivamente questa diffusa violazione dei diritti umani.
Perché è importante?
La violenza da partner intimo, la violenza psicologica, la violenza
sessuale e lo stupro, le mutilazioni genitali femminili, lo sfruttamento
sessuale e il traffico sessuale, le molestie e lo stalking, anche nello spazio
digitale, sono l'inaccettabile realtà quotidiana di molte donne in tutta
Europa. In cifre concrete: 62 milioni di donne nell'UE hanno subito violenza
fisica e/o sessuale dall'età di 15 anni. Nel complesso, la violenza contro le
donne minaccia la sicurezza di metà della popolazione dell'UE, colpendo oltre
250 milioni di donne e ragazze.
C'è qualcosa che possiamo fare insieme per salvare vite umane: chiedere
un'azione concreta dell'UE per proteggere il diritto delle donne e delle
ragazze a vivere una vita libera dalla violenza.
Nel giugno 2017, l'UE ha firmato la Convenzione europea per porre
fine alla violenza contro le donne, inviando un messaggio politico molto
forte sul suo impegno a porre fine a questa violazione dei diritti umani. [1]
Ma, a più di due anni di distanza, il processo è bloccato: I paesi
dell'UE non sono riusciti a raggiungere un accordo sull'adesione dell'UE alla
Convenzione. Senza l’adesione dell’UE, la Convenzione non può essere
efficace e le donne di tutta Europa non possono essere protette.
La Convenzione [2] è un potente strumento vincolante per porre fine alla
violenza contro le donne e le ragazze. Stabilisce gli standard per dare potere
legale, attenzione e finanziamenti per fermare e punire la violenza contro le
donne.
Le buone leggi possono cambiare intere società. Se la Convenzione sarà
applicata ovunque nell'UE, rafforzerà tutti i meccanismi di prevenzione,
amplierà la protezione delle vittime di violenza e garantirà l'accesso alla
giustizia e al risarcimento. Per rendere la convenzione efficace, l'UE
e tutti i paesi dell'UE devono ratificarla e garantirne l'attuazione completa.
Tutti gli Stati membri, e in particolare il paese che presiede il Consiglio
dell'Unione europea, devono dimostrare una forte leadership e un forte impegno
per garantire che l'UE mantenga le sue promesse.
Dopo le elezioni europee del maggio 2019, adesso abbiamo un maggior numero
di donne al Parlamento europeo e Ursula von der Leyen, il Presidente
della nuova Commissione europea, ha dichiarato che porre fine alla violenza
contro le donne sarà una priorità assoluta per l’UE e che l'adesione
dell'UE alla Convenzione di Istanbul è necessità assoluta. [3]
Ora abbiamo l'opportunità di intensificare la nostra campagna e di fare
pressione sulla nuova leadership europea per porre fine alla violenza
contro le donne e fare aderire l’UE alla Convenzione.
Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione
della violenza contro le donne e le ragazze. Ancora una volta, i cittadini di
tutta Europa scenderanno per le strade di molte città per dire a gran voce e
con fermezza che le donne e le ragazze vogliono vivere una vita libera dalla
violenza e dalla paura. Potremmo sentire dichiarazioni da parte dei nostri
rappresentanti che mostrano buone intenzioni, ma vogliamo un'azione concreta.
Vogliamo che i nostri nuovi leader europei si assumono le proprie
responsabilità nel garantire il diritto delle donne e delle ragazze di essere
libere dalla violenza e di essere sicure. Chiederemo loro di aver raggiunto la
decisione sull'adesione dell'UE alla Convenzione di Istanbul entro il 25
novembre 2020.
Per maggiori
informazioni:
La Convenzione di Istanbul è il nome comune della Convenzione del Consiglio
d'Europa del 2011 sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e
le ragazze ed alla violenza domestica. È il primo trattato giuridicamente
vincolante in Europa che criminalizza le diverse forme di violenza contro le
donne, stabilisce un quadro normativo completo per prevenire la violenza e
garantire il diritto di ogni donna a vivere libera dalla violenza.
La ratifica della Convenzione di Istanbul da parte dell'Unione europea
invierà un forte segnale politico: la violenza contro le donne non è più
accettabile, in nessuna parte dell'Unione europea.
Fonti
[1] La Commissaria Jourová firma la Convenzione di Istanbul: :
https://www.efe.com/efe/espana/sociedad/la-ue-firma-el-convenio-contra-violencia-domestica-del-consejo-de-europa/10004-3295879
La Convenzione di Istanbul: Un’opportunità per fermare la violenza contro
le donne. In inglese: https://www.womenlobby.org/IMG/pdf/european_coalition_factsheet_final_all_logos_8_march.pdf
[2] La Convenzione di Istanbul è la Convenzione del Consiglio d'Europa per
prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica: In
inglese, https://www.coe.int/en/web/istanbul-convention/home?
[3] Posizione della EWL sull'elezione di Ursula von der Leyen: In inglese:
https://www.womenlobby.org/EWL-position-on-Ursula-von-der-Leyen-s-Election
In partenariato con:









venerdì 11 ottobre 2019
Solidarietà e Vicinanza alle Coraggiose Donne Curde
Noi Rete Donne: SOLIDARIETA' E VICINANZA ALLE CORAGGIOSE DONNE CURDE

Noi Rete Donne esprime solidarietà e vicinanza alle coraggiose donne curde, da anni impegnate sul fronte per difendere la libertà e l’indipendenza del loro popolo.
L’aggressione sferrata in queste ore dalla Turchia colpisce questa popolazione, l’unica che veramente abbia lottato contro l’Isis e ne abbia fermato l’avanzata. La donne curde hanno dovuto prendere in mano le redini di quel territorio già dagli anni ‘80 e ’90: sono state elette in parlamento, hanno iniziato a prendere decisioni ed a organizzarsi in piccole cooperative per aiutare la famiglia, sono diventate giornaliste, scrittrici, avvocate. Tutto questo anche perché si sono sostituite ai loro compagni, mariti, fratelli, padri, messi in carcere.
Ora sono impegnate in prima linea, nell’indifferenza dell’Occidente, tradite dagli Stati Uniti e aggredite da Erdogan. E per questo esprimiamo la nostra vicinanza all’Alto Rappresentante del Kurdistan a Roma.
martedì 24 settembre 2019
Parità di genere: un compito trasversale per l'intera Commissione europea
Dal 30 settembre in avanti si svolgeranno al parlamento Europeo le audizioni di ciascuno dei Commissari designati. La futura Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che l'uguaglianza e l'uguaglianza di genere sono tra le future priorità della nuova Commissione.
Come Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne abbiamo deciso di inviare una lettera a ciascuno dei nostri Euro Deputati affinché non dimentichino di integrare questi due temi nelle Audizioni dei Commissari per far si che diventino una realtà concreta.
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