martedì 22 gennaio 2019

Master in Women's entrepreneurship & Leadership


Riceviamo dall'Apid e divulghiamo questa interessante ed utile informazione





Gentilissimo/a,le segnaliamo che scade il 28 Febbraio p.v. il termine per iscriversi alla prima edizione del Master Executive in WOMEN ENTREPRENEURSHIP & LEADERSHIPattivato dalla SAA (School of Management), in collaborazione con SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana) e APID e gestito dal COREP.
   
Il Master Executive in Women Entrepreneurship & Leadership è un programma avanzato di valorizzazione dell’imprenditorialità femminile e di sviluppo del suo potenziale. È volto a estendere competenze di carattere manageriale con particolare focus sugli aspetti strategici, di sviluppo dell’innovazione e della leadership. La formazione è rivolta a donne imprenditrici, iscritte all’APID e Associazioni Partner, con una consolidata esperienza alla guida di PMI e si propone di arricchirne l'esperienza con una formazione su temi innovativi.

PROGRAMMA:  9 moduli così suddivisi:

-  International business strategy
-  Gestione dell'innovazione e strategie
-  Operations management
-  Managing in Emerging Markets
-  Potere della comunicazione
-  Negoziazione strategica
-  Leading corporate perfomance
-  Powerful leadership
-  Project Work /tutoring

PERIODO:
Il Master Executive avrà una durata di 6 weekend  da Marzo a Luglio 2019 secondo calendario consultabile sul sito.
La frequenza delle lezioni sarà giovedì dalle 18.00 alle 21.30, venerdì dalle 18.00 alle 21.30, il sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. 

DOCENTI DEL MASTER:I Docenti del Master Executive WEAL sono rappresentati da noti Accademici e da Professionisti di chiara fama specializzati nei vari settori della gestione aziendale.
  
TITOLO: Al termine del corso verranno rilasciati due titoli:
- il titolo di Master Executive in Women Entrepreneurship & Leadership dalla SAA  
- il titolo di Certificate of Advanced Studies corrispondente a 10 crediti formativi universitari complessivi dalla SUPSI.
Al fine di ottenere i titoli, le partecipanti devono frequentare almeno i 2/3 delle ore di lezione  (attestabili con firma di presenza) e superare le verifiche previste. 

Inoltre, per chi fosse interessata, sarà possibile:
- ottenere un Attestato  di Riconoscimento Crediti per l'esperienza professionale (massimo 8 crediti) con la presentazione di un progetto personale
 - ottenere il Diploma of Advanced Studies (pari a 30 crediti) integrando la propria formazione con ulteriori moduli.
Per ulteriori dettagli si veda il sito del master (sezione Titoli).

 SCADENZA ISCRIZIONI: 28 Febbraio 2019

COSTO: 3.000,00€  da pagarsi in due rate (si veda il sito del master). E' disponibile per eventuali interessati la possibilità di attivare un prestito a condizioni molto agevolate (e specifiche per i percorsi di studio) con INTESA SAN PAOLO secondo convenzione stipulata con la SAA. Per ulteriori informazioni chiedere alla Segreteria del master.
SEDELe lezioni si svolgeranno presso la SAA- School of Management, Via Ventimiglia 115, Torino e un weekend a Lugano presso SUPSI.

INFO
Web:http://www.masterweal.it/E-mailiscrizioni@corep.it
Tel011/63.99.254



mercoledì 16 gennaio 2019

Invito alla Conversazione: Quale Europa? Primo Incontro





 MAGGIO 2019 – ELEZIONI EUROPEE.
                                        QUALE EUROPA? PRIMO INCONTRO

  Palazzo Isimbardi, sala Affreschi - via Vivaio 1, Milano
21 gennaio 2019, ore 9.00 –13.00

 Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne, in collaborazione con DonneinQuota e Rete per la Parità, invita alla prima delle tre conversazioni sulle elezioni del Parlamento Europeo previste per il prossimo maggio. Sono stati invitati rappresentanti del governo, della Città Metropolitana di Milano, europarlamentari e una esperta di comunicazione politica.

PROGRAMMA
Registrazione partecipanti

Saluti istituzionali
Arianna Censi,Vicesindaca Città Metropolitana di Milano
Vincenzo Spadafora*, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega alle Pari Opportunità, politiche giovanili e servizio civile universale
Pier Antonio Panzeri,Presidente Commissione Diritti Umani del Parlamento europeo

Introducono  
M.Ludovica Tranquilli Leali, Coord. Italiano Lobby Europea delle Donne
Donatella Martini, DonneinQuota

Interventi
Guendoline Lefevre*, Presidente European Women’s Lobby
Daniela Aiuto*, eurodeputata
Lara Comi, eurodeputata  
Alessia Mosca, eurodeputata 
Patrizia Toia,eurodeputata 
Eva Sacchi,Ipsos



*In attesa di conferma


Evento gratuito, e’ necessario accreditarsi inviando una mail a info@donneinquota.org

lunedì 14 gennaio 2019

Conferenza Finale Dare to Dream

Si è concluso il progetto Dare to Dream.

La conferenza finale si è tenuta a Lisbona dal 7 all'11 gennaio. Sono stati giorni intensi nei quali i partner hanno illustrato al pubblico i percorsi, i risultati, le similitudini e le diversità del progetto nelle tre città dei partner: Lisbona, Budapest e Roma.

Di grande interesse sono state le due conferenze, di presentazione e di chiusura, che hanno visto sia l'intervento delle associazioni partner sia di realtà diverse che in molti modi hanno partecipato al progetto. Un esempio per l'Italia è rappresentato da Arabel Staicu, Presidente di Liberi, un'associazione di Rom. Sono intervnute anche parlamentari europee, che hanno sottolineato l'interesse ad abbattere stereotipi e differenze in favore di collaborazione e integrazione.
Anche i workshop sono stati significativi, Lef-Italia ha portato il suo contributo col tema dell'impresa sociale.







mercoledì 26 dicembre 2018

Donne tra Favole e Realtà, Matera 29 dicembre 2018


L'AIDE, assieme al Comune di Matera, all'Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Matera ed a diverse organizzazioni femminili organizzano un evento di riflessione sul tema del femminicidio dedicato, in particolare modo alle vittime lucane. Ci sembra opportuno sottolineare che la data prescelta, il 29 Dicembre, alla vigilia della proclamazione di Matera, quale "Capitale della Cultura Europea" sta ad indicare la volontà di cambiare una cultura ancora profondamente radicata nel nostro Paese, che colpisce soprattutto le donne. Ci auguriamo che l'iniziativa  delle Donne di Matera venga presa come esempio da imitare e che le prossime Capitali della Cultura Europee, dedichino uno spazio al tema del Femminicidio e della Violenza contro le Donne



sabato 22 dicembre 2018

Dare to Dream! Story telling del progetto.


Venerdì 21 dicembre 2018, dalle ore 10.00 alle 12.30In via Sibilla Aleramo, 15/19 – 00137 Roma

Lef-Italia ha invitato tutti coloro che erano interessati ad uno story telling del progetto.





L'idea è nata dopo che un gruppo di ragazze rom hanno chiesto di saperne di più rispetto all'Erasmus+ Dare to Dream, progetto che si sta per concludere. Le ragazze parlando con le coetanee hanno appreso dell'esistenza di un corso basato sull'idea di conoscere e capire come approcciarsi al mondo del lavoro, avendo la consapevolezza del percorso, delle tappe, da affrontare per trovare la professione adatta, che potesse portare ad un empowerment e ad una maggiore autonomia di se stessa.
Le ragazze, durante la mattinata, hanno dato vita, insieme ai partecipanti, ad un evento nel quale la discussione è stata la parte fondamentale dell'incontro. Le domande sono state molte tutte incentrate sul corso e sulle esperienze offerto da questo. Abbiamo cercato di raccontare il percorso fatto dalle giovani partecipanti e le soddisfazioni, insieme alle difficoltà, che abbiamo vissuto. Infine ci siamo soffermate sui traguardi raggiunti.

Come gruppo di trainer abbiamo inoltre chiesto alle giovani di compilare un questionario del quale presto daremo un resoconto.

L'evento si è concluso con un momento di confronto e conoscenza ulteriore durante il quale le giovani ragazze si sono confrontate con il resto dei partecipanti tra i quali erano presenti associazioni, insegnanti, imprese.

mercoledì 12 dicembre 2018


VIOLENZA VIRTUALE

A seguito di uno studio pubblicato dal European Istitute for Gender Equality, abbiamo voluto parlavi di questo tema, molto sottovalutato in Italia, e che purtroppo alcuni avvenimenti di cronaca negli ultimi anni, hanno fatto emergere come il fenomeno sia molto diffuso.
Gli studi disponibili suggeriscono che le donne sono colpite da alcune forme di violenza virtuale in misura sproporzionata rispetto agli uomini. In un’indagine europea le donne erano notevolmente più suscettibili rispetto agli uomini di essere vittime di molestie sessuali online e di comportamenti persecutori perpetrati attraverso mezzi informatici (cyberstalking), e le ripercussioni di queste forme di violenza erano più traumatiche per le vittime.
I risultati di questi studi sono sostenuti da ulteriori ricerche che evidenziano i limiti di un approccio alla violenza virtuale che non integra la dimensione del genere; le prove attuali suggeriscono che le  forme di violenza e i relativi danni sono vissuti in modo diverso dalle donne e dagli uomini. Inoltre, gli esperti hanno messo in guardia contro la concettualizzazione della violenza virtuale contro le donne come fenomeno completamente separato dalla violenza «del mondo reale», poiché in realtà rappresenta più propriamente un continuum rispetto alla violenza offline.
Esistono diverse forme di violenza virtuale contro le donne e le ragazze, fra cui cyberstalking, pornografia non consensuale (o «pornografia della vendetta»), offese e molestie basate sul genere, stigmatizzazione a sfondo sessuale, pornografia indesiderata, estorsione sessuale, minacce di morte, ricerca e pubblicazione online di informazioni personali e private (doxing), e traffico di esseri umani perpetrato per via elettronica.
Il cyberstalking è stalking attuato mediante messaggi di posta elettronica, sms (o messaggi online) o Internet. Lo stalking comporta episodi ripetuti che individualmente possono essere atti innocui o meno, ma combinati minano il senso di sicurezza della vittima e provocano angoscia, paura o allarme.
La pornografia non consensuale nota anche con il termine di sfruttamento online o «pornografia della vendetta», comporta la distribuzione online di fotografie o di video di sesso senza il consenso della persona ripresa. L’esecutore è spesso un ex partner che ottiene le immagini o i video nel corso di una precedente relazione, e mira a infamare e umiliare pubblicamente la vittima come rappresaglia per la fine della relazione. Tuttavia, gli esecutori non sono necessariamente partner o ex partner e il motivo non è sempre la vendetta. Le immagini possono essere ottenute anche attaccando il computer, i profili dei social media o il telefono della vittima, e possono mirare a infliggere un danno reale nella vita «del mondo reale» dei destinatari. 
Un’ulteriore tendenza correlata, con conseguenze ugualmente devastanti sulle vittime, è la trasmissione dal vivo di atti di aggressione sessuale e stupro attraverso i social media.
Purtroppo pochi sono gli stati membri che considera la violenza virtuale contro le donne un reato, e questo ci permette dic comprendere quanta strada ancora l'Unione Europea deve fare per porre un obbligo agli Stati membri affinché combattano tutte le forme di violenza contro le donne. 

#StopVAW

Valeria Sorce
Stagista Coordinamento

martedì 11 dicembre 2018


VIOLENZA LEGATA ALLE TRADIZIONI

Molte delle violenze sulle donne vengo compiute in nome della tradizione. Pensiamo alle mutilazioni genitali, ai matrimoni forzati, all'abbandono delle scuole, all'uccisione per disonore.
In Europa, 500,000 donne e ragazze convivono con le mutilazioni genitali femminili (FGM) e altre 180,000 sono a rischio di essere sottoposte alle mutilazioni genitali femminili ogni anno.
51 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni sono attualmente sposate nel mondo.  
Leggendo questi dati possiamo pensare che sono delle violenze lontane da noi, contro le quali noi italiani non abbiamo nulla da fare perché non appartengono alle nostre tradizioni. Proprio a causa di questa "lontananza" questo fenomeno viene poco considerato nelle politiche e nelle azioni del governo o degli enti competenti. Ma nella realtà in Italia vivono molti stranieri che portano con se le loro tradizioni e inoltre molti italiani, figli magari di migranti, hanno ereditato queste tradizioni dalla loro famiglia. In Italia la mutilazione genitale femminile è vietata, ma non vi sono dei controlli adeguati. Infatti alcuni la continuano a praticare sopratutto andando all'estero, ma anche illegalmente in Italia. Anche per quanto riguarda i matrimoni forzati pochi sono gli interventi atti a porre fine a questo fenomeno.
Se davvero si vuole porre fine alla violenza sulle donne intesa come violenza di genere si deve combatterla in ogni suo fronte, non solo nelle manifestazioni più gravi o più frequenti, ma anche in quelle che possono sembrare irrilevanti o rare o lontane dal nostro modo di pensare, come nel caso delle mutilazioni genitali o i matrimoni forzati.

#16Days
#INeedTheIstanbulConvention



Valeria Sorce
Stagista Coordinamento

lunedì 10 dicembre 2018


LA CONVENZIONE DI ISTANBUL

Il Coordinamento Italiano della Lobby Europeo delle Donne ritiene che uno degli strumenti per mettere fine alla violenza contro le donne sia la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, comunemente nota come Convenzione di Istanbul,  E' una convenzione del Consiglio d'Europa approvata nell'aprile del 2011 e aperta alla firma l'11 maggio del 2011 ad Istanbul. E' uno strumento importante in quanto costituisce il primo trattato giuridicamente vincolante per coloro che lo ratificano. Ecco perché la European Woman Lobby, insieme alle varie associazioni nazionali si batte molto per la ratifica negli stati europei. La Convenzione sancisce che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione. E' il primo trattato internazionale che contiene la definizione di genere inteso come "ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini". Inoltre riconosce la "violenza contro le donne basata sul genere" come qualsiasi violenza diretta contro una donna in quanto tale, o che colpisce le donne in modo sproporzionato. I reati previsti dalla Convenzione sono: la violenza psicologica (articolo 33); gli atti persecutori - stalking (art.34); la violenza fisica (art.35), la violenza sessuale, compreso lo stupro (Art.36); il matrimonio forzato (art. 37); le mutilazioni genitali femminili (Art.38), l'aborto forzato e la sterilizzazione forzata (Art.39); le molestie sessuali (articolo 40). E' uno strumento di fondamentale importanza per obbligare gli stati ad intervenire sulla violenza contro le donne, soprattutto a dare un riconoscimento maggiore nei vari codici e nelle politiche degli stati.

#16Days
#StopVAW


Valeria Sorce
Stagista Coordinamento