L'Osservatorio Internazionale Vittime di Violenza del Comune di Torino invita all'evento di cui a seguito il link:
file:///C:/Users/Francesca%20Cocchi/Downloads/donne%20vittime%20di%20violenza%20e%20soprusi%2025112014%20(2).pdf
Il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne/LEF Italia rappresenta l'Italia nel Consiglio di Amministrazione della European Women's Lobby, la più grande coalizione europea di organizzazioni femminili e femministe. La LEF Italia contribuisce, con la EWL, a migliorare le politiche di parità di genere in Europa ed in Italia. E' membro fondatore della EWL.
giovedì 6 novembre 2014
lunedì 15 settembre 2014
lunedì 8 settembre 2014
Riceviamo dalla Federazione Nazionale Insegnanti questa mozione dal titolo: "Tanto tuonò che piovve"
Federazione Nazionale Insegnanti
Tanto
tuonò che piovve
Le attese di provvedimenti radicali sulla scuola si
sono materializzate in un mix di buone intenzioni, di parole d’ordine su
aspetti innovativi da tempo al centro del dibattito ma anche nella riproposta
di aspetti inquietanti. Il tutto
rinviato a novembre, dopo una fase di due mesi di confronto con studenti e
famiglie per averne indicazioni. “Ogni
studente con i suoi amici, le famiglie, le associazioni, ci dica di cosa si
vuole parlare nella scuola”. A proposito, perché non sentire anche soggetti
collettivi come associazioni professionali della scuola e sindacati? E se poi gli
studenti e le loro famiglie ci diranno che vogliono più inglese e più coding, ovvero programmazione
informatica?
Avremo una definizione di “programmi” (una parola e
un concetto che pensavamo ormai superati) in base al gradimento? Una scelta
preoccupante, tenuto conto che sui banchi di scuola costruiscono il loro
sistema di valori giovani di culture ed etnie diverse, che hanno bisogno di una
cultura solida sul piano storico, geografico, filosofico per trovare chiavi di
lettura consapevole e critica che li aiutino a comprendere cosa succede quando
sui loro tablet assistono a scene
terrificanti di esecuzioni in diretta. Non ci sembra che abbiano bisogno di
nozioni per utilizzare meglio i mezzi della
comunicazione ma di sviluppare le loro conoscenze e capacità di riflessione per
rifondare valori di una convivenza globale nuova che ci ripropone rigurgiti
inquietanti di barbarie cui non si può rispondere con la contrapposizione di
culture o un arrogante dualismo di civiltà e barbarie.
Il
Piano presenta alcune prospettive
interessanti (realizzare l’autonomia, avvicinare gli studenti al mondo del
lavoro, riconsiderare il ruolo degli insegnanti, istituire l’organico
funzionale) ma sullo sfondo ci sono
alcuni fantasmi che rischiano di cambiare davvero –e non in positivo- il volto
della scuola italiana (l’uso taumaturgico di termini come merito e valutazione,
un’ulteriore accentuazione del ruolo dei dirigenti scolastici, la scomparsa di
aspetti cooperativi che sono alla base della scuola come comunità professionale).
Siamo
fiduciosi che il dibattito di due mesi cui si rinvia potrà dare un contributo positivo
per un rilancio del sistema scolastico senza sottovalutarne la complessità,
perché davvero –come ha affermato Renzi- la scuola "è alfa e omega di tutto”
ma bisogna darle, non solo a parole, strumenti e risorse per funzionare. A
proposito, e il capitolo delle risorse finanziarie?
venerdì 25 luglio 2014
giovedì 10 luglio 2014
GLI AFFARI DELLA PUBBLICITÀ IN UNA CITTÀ SESSISTA:MILANO
SU ARCIPELAGOMILANO DD. 8 LUGLIO 2014
Rompo gli induci e dico senza mezzi termini la mia. Contro la pubblicità sessista il Comune di Milano non ha fatto quel che doveva. Non voglio apparire come una guastafeste, né assumere un atteggiamento ipercritico. Intendo spiegare, dati alla mano, perché sono scoraggiata. E il verbo scoraggiare non rende appieno la mia posizione di presidente dell'associazione DonneinQuota, impegnata su questo fronte dal 2008, a partire dalla pubblicazione della Risoluzione del Parlamento Europeo sull'impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini (2038/2008) Oggi la sensibilità dell'opinione pubblica è cambiata ed è più attenta a questi temi. Lo dimostra l'ultimo caso che ha fatto recentemente discutere (e meno male): quello della pubblicità Sant'Anna, con cui sono stati tappezzati i mezzi pubblici della città con tanto di succo di frutta associato alla gigantografia del sedere di una ragazza. Ma anche la campagna contro la pubblicità sessista che il Presidente dell'Art Directors Club Italiano (ADCI), il pubblicitario Massimo Guastini, ha lanciato nel 2013 e che in breve tempo ha raccolto decine di migliaia di firme. La metropoli che si prepara all'Expo 2015 ha grattacieli più alti, piste ciclabili che sembra quasi possibile attraversarla tutta in bicicletta, nuove stazioni della metro lilla, che è pure un bel colore. Ma, su molte facciate di antichi palazzi e su molti ponteggi che
proteggono i cantieri, continuano a comparire gigantografie di donne-corpo, di donne-richiamo sessista per gli acquisti. Una infamante peculiarità milanese che Giuliano Pisapia, così sostenuto e trascinato verso la responsabilità di sindaco dalle associazioni femminili, non ha saputo (o non ha voluto?) azzerare.
Come invece bisognerebbe fare e come ci aspettavamo che succedesse. È stato istituito un tavolo per fronteggiare l'emergenza civile della pubblicità offensiva in città, e il tavolo è rimasto solo. Uno a uno se ne sono andati tutti quelli che da anni - l'associazione che presiedo in primis - combattono le volgarità e le
discriminazioni di genere che filtrano dai cartelloni affissi sotto i nostri occhi, senza che i nostri occhi possano fare alcunché per evitare di vederli. E assimilare, mi riferisco soprattutto ai più giovani, l'idea che del corpo di una donna, e di una donna, si possa fare tutto ciò che ci passa per la testa.
La delegata del sindaco su questo tema, Francesca Zajczyk, subito dopo la nomina aveva ufficialmente dichiarato che il suo primo impegno sarebbe stata l'istituzione di un Giurì sulla pubblicità sessista. E il Giurì non si è mai neanche lontanamente visto. Si è vista, invece e addirittura, lo abbiamo denunciato su questo giornale chiedendone inutilmente lo stralcio, la delibera del 28 giugno 2013, "Indirizzi fondamentali in materia di pubblicità discriminatoria e lesiva della dignità della donna" che al punto 2 impegna il Comune a contrastare.
Più rileggo questo passaggio, più rifletto su questa delibera, e più non credo possibile che la giunta
arancione di Milano abbia potuto partorire un simile obbrobrio. Che sostanzialmente legittima anziché contrastare l'abbassamento della percezione del livello di violenza sulle donne, inclusa quella che passa dai manifesti oltraggiosi della dignità femminile. Da menti aperte ed esperte era obiettivamente scontato aspettarsi qualcosa di meno normale e inefficace.
E qui voglio fare autocritica. Ho commesso un errore nel non dire subito, pubblicamente e con energia, che
l'istituzione di una figura-filtro sulla questione Pari opportunità, e dunque anche sessismo, era sbagliata e
ambigua. Al di là dell'incisività e della competenza della delegata Zajczyk, é proprio il fatto che Giuliano
Pisapia non abbia ritenuto di prevedere uno specifico assessorato (magari con portafoglio) che andava censurato. Subito. Senza tentennamenti, mediazioni e attese risultati poi del tutto vani. A rileggere oggi il suo comportamento, sembra che tutto l'impegno del sindaco dell'arcobaleno si sia esaurito con il 50 e 50 della formazione della giunta e poco altro. Per il resto, sull'enorme questione della città imbellettata di sessismo, la fascia tricolore di Giuliano Pisapia non si è imposta con la decisione che ci si aspettava.
Per dare il senso di quanto sia grande il problema, ho chiesto a Paola Ciccioli, amica giornalista che spesso
ospita le attività di DonneinQuota sul blog di Donne della realtà, di andare in Comune per capire, una volta per tutte quali siano i numeri interessati dal business della pubblicità stradale, quella a più alta incidenza di
stereotipi e violenza visiva a Milano. Il quadro che Paola Ciccioli ha delineato grazie alla collaborazione dell'architetto Mario Zito e del direttore del settore pubblicità Fabio Mancuso è questo:
1) L'affissione dei manifesti in città segue due strade.
La prima afferisce direttamente al Comune, la seconda è data in concessione alle agenzie che gestiscono gli impianti privati. Questa è la premessa da tenere bene a mente.
2) Sotto il diretto controllo comunale ci sono 3.114 strutture su cui affiggere le pubblicità e queste strutture occupano complessivamente una superficie di 24 mila metri quadrati. Qual è, invece, la superficie totale
in mano ai privati che, senza vincoli di sorta, viene ricoperta da gigantografie in cui, troppo spesso, a un nuovo modello di macchina si affianca un sedere di donna, a un pacchetto di spaghetti in offerta speciale una bocca allusiva, a un nuovo brand di abbigliamento il più denudato possibile pezzo di corpo femminile? Questa superficie è pari a 300 mila metri quadrati, una città nella città, insomma. Senza leggi, senza controllo, senza l'obbligo di rispettare anche i più flebili richiami delle più equivoche delibere.
3) Fatta 100 la torta pubblicità, dunque, il 93 per cento del business è in mano ai concessionari. Ciò che il Comune può ripulire con la delibera è soltanto il 7 per cento del totale. Lo spicchio direttamente gestito dall'amministrazione si traduce in introiti pari a un milione e 900 mila euro all'anno. La grande torta in mano
ai privati, invece, porta nelle casse di Palazzo Marino intorno ai 9 milioni di euro ogni anno, che lievitano a 19
milioni se si includono anche le insegne di esercizio, cioè, per fare uno dei tanti esempi, quelle dei sexy shop
(le cifre sono aggiornate a circa 3 mesi fa).
Non sarà che non si vuole dare fastidio ai concessionari di pubblicità per timore che il flusso di denaro che entra nelle casse del Comune diminuisca? Lascio a voi l'ardua sentenza. Rimane il fatto grave, gravissimo che la Giunta Pisapia abbia adottato uno stile di "finto ascolto" del territorio ma alla fine - come chi l'ha preceduta - abbia fatto calare dall'alto le sue decisioni, oltretutto mal formulate e/o sbandierate come risolutive quando invece riguardano, come abbiamo visto, una esigua fetta dell'affare pubblicità.
Alcune parole sul Protocollo che l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha siglato a marzo di
quest'anno con l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), per la tutela della dignità femminile nelle affissioni locali. Si tratta dello stesso protocollo che la Ministra Mara Carfagna firmò nel 2011 con lo IAP e
che non è stato mai applicato per mancanza di volontà politica. Ma come mai ce lo ripropongono a 3 anni di
distanza? Non siamo riuscite a chiarire la questione con l'ANCI perché sia il presidente, Piero Fassino, che la responsabile alle Pari Opportunità, non hanno accettato di rispondere alle nostre domande, neanche per iscritto.
In conclusione, riteniamo che Palazzo Marino debba aprirsi realmente a un percorso vero e costruttivo che coinvolga le realtà cittadine che da anni lavorano sul territorio per poter poi offrire alla città soluzioni che contrastino effettivamente il sessismo in pubblicità. Il sessismo è un problema culturale e come tale dovrebbe essere affrontato. Milano si deve proporre come laboratorio di sperimentazione educativa a partire dalle scuole materne.
Il discorso è talmente ampio che ci riserviamo di approfondire tutti i punti sensibili confidando ancora
nell'ospitalità di ArcipelagoMilano.
Donatella Martini
Presidente Associazione DonneinQuota
lunedì 23 giugno 2014
East-West Women Against Poverty – Партнёрство Женщин Востока и Запада Против Бедности : The many perils of Sex Trafficking in Kyrgyzstan W...
East-West Women Against Poverty – Партнёрство Женщин Востока и Запада Против Бедности : The many perils of Sex Trafficking in Kyrgyzstan W...: According to the International Organization for Migration (IOM), the problem of human trafficking has become more profound in Kyrg...
venerdì 20 giugno 2014
Comunicato su riforma Senato
Sono in corso incontri tra i gruppi parlamentari, il Governo e le forze politiche sulla riforma del Senato, che, secondo notizie giornalistiche, dovrebbe esser composto di 100 membri, di cui 71 eletti dalle Regioni, 21 Sindaci e 5 nominati dal Presidente della Repubblica. Si propone di assicurare una presenza degli eletti dalle Regioni bilanciata in base al numero degli abitanti e ci si preoccupa di garantire un rapporto tra maggioranza e opposizione non dissimile da quello uscito dai risultati elettorali. Nulla viene detto sulla parità di genere.
L'Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria, che raccoglie oltre 50 tra Associazioni, Gruppi e Reti femminili e si prefigge l'equilibrio di genere nelle istituzioni e nei luoghi di decisione, chiede alle forze interessate e ai parlamentari come intendano garantire nella futura assemblea unarappresentanza paritaria di uomini e donne.
Sarebbe assurdo che nel momento in cui si mette mano alla riforma dell'ordinamento dello Stato, venissero violate le norme degli articoli 3 e 51 della Costituzione e non si tenesse conto del ruolo che le donne svolgono oggi in campo economico, sociale e culturale.
In merito alle competenze del nuovo Senato, l'Accordo propone che vi venga inclusa la valutazione sull'impatto di genere della legislazione.
Per l'ACCORDO
Daniela Carlà e Marisa Rodano
NOI RETE DONNE
AFFI - ASSOCIAZIONE FEDERATA FEMMINISTA INTERNAZIONALE
SE NON ORA QUANDO
ABACO
AGI ( Ass. Giuriste Italiane – sez. romana)
AIDOS
ANDE
ASPETTARESTANCA ASSOCIAZIONE ALMA CAPPIELLO
ASSOCIAZIONE BLOOMSBURY
ASSOCIAZIONE DONNE BANCA D’ITALIA
ASSOCIAZIONE NAZIONALE VOLONTARIE TELEFONO ROSA
ASSOLEI
CENTRO ITALIANO FEMMINILE
COMMISSIONE DIRITTI E PARI OPPORTUNITÀ ASS.NE STAMPA ROMANA
CONSIGLIERA NAZIONALE PARITA’
CONSULTA DONNE DI COLLEFERRO
COORDINAMENTO ITALIANO LOBBY EUROPEA DELLE DONNE
COORDINAMENTO NAZIONALE DONNE ANPI
CORRENTE ROSA
CRASFORM Onlus
DOLS DONNE ONLINE
DONNE CHE SI SONO STESE SUI LIBRI E NON SUI LETTI DEI POTENTI
DONNE E INFORMAZIONE
DONNE IN QUOTA
DONNE IN RETE PER LA RIVOLUZIONE GENTILE
DONNE PER MILANO
DONNE ULTRAVIOLETTE
FIDAPA
FONDAZIONE ADKINS CHITI – Donne in musica
FONDAZIONE NILDE IOTTI
GIO (Osservatorio studi di genere, parità e pari opportunità)
GIULIA (Giornaliste Unite Libere Autonome)
IL CORPO DELLE DONNE
IL PAESE DELLE DONNE
INGENERE
LABORATORIO POLITICO
LA META’ DI TUTTO
LE NOSTRE FIGLIE NON SONO IN VENDITA
LIBERA DONNA
LIBERE TUTTE - Firenze
LUCY E LE ALTRE
MOUDE (Movimento Lavoratrici dello spettacolo)
MOVIMENTO ITALIANO DONNE PER LA DEMOCRAZIA PARITARIA
NESSUNINDIETRO
NOID TELECOM
NOI DONNE
NOIDONNE 2005
PARIMERITO
PARI O DISPARE
PROFESSIONAL WOMEN’S ASSOCIATION
RETE ARMIDA
RETE PER LA PARITA’
SOLIDEA
TAVOLA DELLE DONNE sulla violenza e sicurezza città di Bologna
TUTTEPERITALIA
UDI – UNIONE DONNE in ITALIA
USCIAMO DAL SILENZIO
WOMEN IN THE CITY
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