lunedì 4 giugno 2012

I deputati europei assegnano il cartellino rosso alla prostituzione, durante le manifestazioni sportive appoggiando l'iniziativa della lobby

MEPs give prostitution at sporting events the red card in support of EWL campaign

Il 30 maggio, 17 membri del Parlamento Europeo e tutti i gruppi politici si sono riuniti a Bruxelles per sostenere l'azione della Lobby Europea delle Donne contro la prostituzione intorno a eventi sportivi. In un messaggio ad atleti, funzionari, fan, giornalisti e responsabili delle decisioni, in vista delle Olimpiadi di Londra e la UEFA per il Campionato europeo di calcio in Polonia e Ucraina, i deputati hanno sostenuto cartellini rossi con la scritta ‘Be a sport. Keep it fair… Say NO to prostitution.’
Questa azione fa parte della campagna EWL 'Insieme per un'Europa libera dalla prostituzione', che mira a sensibilizzare la popolazione riguardo la prostituzione come una forma di violenza contro le donne e ad avviare i responsabili politici a livello nazionale ed europeo verso politiche abolizioniste nei confronti del sistema della prostituzione. Nell'ambito della sua campagna, la EWL ha sviluppato diversi strumenti di sensibilizzazione, quali gli stimolanti clip video 'Per un cambiamento di prospettiva'. Per la sua manifestazione sulla prostituzione in occasione di manifestazioni sportive, la EWL ha presentato un nuovo strumento di sensibilizzazione, il clip video 'Sport, Sex and Fun', che mette in discussione i legami tra lo sport e la prostituzione e le sfide che la tolleranza per la prostituzione intorno a eventi sportivi.
Durante l'evento al Parlamento Europeo, i partecipanti hanno fatto una foto mentre alzando il cartellino rosso EWL. Guarda le prime foto qui ! Vorresti far parte di questa azione, si prega di inviare a noi una foto di te in possesso di un cartellino rosso, e firmare pegno EWL!
Molti giornalisti hanno partecipato all'evento, e c'è già una certa copertura mediatica:


Scarica il comunicato stampa EWL qui e EWL cartellino rosso in inglese e in francese .
Clicca qui per leggere Conferenza stampa EWL 'essere un sport. Keep it fair ... Dire NO alla prostituzione '. Non ci sono scuse per la prostituzione in occasione di eventi sportivi , 29 maggio 2012.
clicca qui per vedere i video

Francia - Euro 2012 in Ucraina: l'industria del sesso si sta preparando!

Francia - Euro 2012 in Ucraina: l'industria del sesso si sta preparando!

Il Coordinamento Francese della Lobby Europea delle Donne (CLEF), che rappresenta 80 associazioni in Francia, ha rafforzato la collaborazione con le 2500 Associazioni della Lobby Europea delle Donne (LEF), che hanno fatto della lotta contro la prostituzione e della violenza contro le donne uno dei temi principali dell'azione della Lobby, seguendo una posizione abolizionista, allo scopo di eradicare la prostituzione e la criminalizzazione del cliente.
CLEF sostiene che non si deve considerare un caso lo sviluppo inevitabile di offerte di prostituzione intorno ad ogni evento sportivo che attira un vasto pubblico maschile, fenomeno autorizzato come nel caso della Coppa del Mondo in Germania o vietato in Ucraina, che ospita i Campionati Europei di calcio  un paio di giorni.
L'Ucraina è un pioniere nella lotta contro la tratta di esseri umani, dal momento che ha introdotto nel suo codice penale nel 1998, il concetto di tratta di esseri umani, compreso lo sfruttamento sessuale, reato punibile con pena da 3 a 8 anni di carcere, appena aumentato da 5 a 12 anni se la vittima è un minore. Lo sfruttamento della prostituzione è previsto da uno specifico articolo del codice penale, che prevede pene maggiori se il reato viene commeso da bande organizzate e riguarda i minori.
Tuttavia, a causa della corruzione della polizia, sottolineata da vane associazioni che difendono i diritti umani, le reti criminali sono onnipotenti e possiedono il controllo di molti bordelli illegali e della tratta organizzata di donne in tutta Europa.
Le vittime, per paura di ritorsioni, nonostante la protezione offerta dalla legge, rinunciano al diritto di  denunciare i loro sfruttatori, per cui le pene previste non sono applicate. Su 1900 casi inviati in tribunale tra il 1998 e il 2007, meno di 200 hanno visto la condanna.
Il CLEF chiama il governo ucraino a lottare, con determinazione, contro la mafia e chiede al Consiglio d'Europa di istituire una giornata a sostegno della situazione ucraina, affinché si possa arrivare ad una rigorosa applicazione della convenzione sulla lotta contro la tratta di esseri umani, che L'Ucraina ha firmato il 17 novembre 2005.
Il CLEF chiama anche il governo ucraino a ricordare ai turisti presenti in occasione del Campionato Europeo di Calcio che la prostituzione è vietata nel suo territorio. Il CLEF chiede infine alla UEFA di utilizzare tutti i mezzi di comunicazione per attirare i fan ad avere un atteggiamento responsabile durante il loro soggiorno in Ucraina.
Acquistare il sesso, questo non è uno sport, è lo sfruttamento!

sabato 2 giugno 2012

"Femminicidio" una questione da mettere urgentemente sull'agenda politica

il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne, dopo l'ennesimo e insostenibile caso di femminicidio, invita il Ministro di Giustizia avvocato Paola Severino, il Ministro degli Interni On. Anna Maria Cancellieri e il Ministro con delega per le Pari Opportunità On. Elsa Fornero a considerare seriamente la situazione che si sta determinando nel nostro Paese nei confronti delle donne mettendo in atto un pacchetto di misure urgenti necessarie atte a sconfiggere tale fenomeno per altro rilevato anche dalla signora Rashida Manjoo, relatrice specile ONU per la violenza, durante la sua visita in Italia nel gennaio scorso.

venerdì 1 giugno 2012

Il "femminicidio" un fenomeno sempre più italiano


Ancora una volta… Un ennesimo caso di FEMMINICIDIO!! 

Nella dichiarazione, che ha seguito la sua missione in Italia, il 26 gennaio scorso, il relatore speciale dell’Onu sulla violenza contro la donna, la signora Rashida Manjoo,  ha dichiarato che purtroppo, la violenza contro le donne, le sue cause e conseguenza, nel nostro Paese, continua ad essere un problema molto serio, come in molti altri paesi nel mondo. Le statistiche riportate variano tra il 70 e il 87%, a seconda della fonte; comunque la violenza domestica è la forma più diffusa di violenza che continua a colpire le donne italiane. I persistenti fenomeni di violenza domestica si riflettono nel crescente numero di vittime di femminicidio. In Italia dal 2005 al 2011 sono state uccise circa 776 donne (secondo quanto dice la Casa delle Donne di Bologna). Statistiche riportate indicano che nel 2006, 101 donne sono state uccise da un partner, coniuge o l'ex e questa cifra è arrivata a toccare 127 donne nel 2010. Questo tipo di violenza è spesso sottovalutata, ricorda la signora Manjoo, nel contesto di una società orientata alla famiglia e patriarcale, come quella italiana. La violenza domestica in questo panorama non è sempre percepita come un crimine. Inoltre, ribadisce che la frammentazione del quadro normativo, affiancata ad inadeguati indagine, punizione e risarcimento per le donne vittime di violenza, contribuisce anche al silenzio e all'invisibilità che circondano questo problema. In Italia il fenomeno del femminicidio è in continua crescita: 127 sono state le vittime nel 2010 (nel 2010 c’è stato un aumento di tale crimine pari al 6,7%), 137 nel 2011 e ad oggi circa 55 sono le donne che hanno perso la vita. Nel nostro paese la violenza da parte di compagni, mariti ed ex è diventata la prima causa di morte per le donne dai 15 ai 44 anni ed a differenza di Spagna e Francia, nel nostro paese non vi sono organismi pubblici dedicati al monitoraggio di tale fenomeno e mancano dati e stime da parte del Ministero degli Affari Interni. Le statistiche esistenti sono il risultato della raccolta volontaria da parte dei centri antiviolenza sul territorio in cui operano. L’Italia non ha ancora ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla Prevenzione e la Lotta alla Violenza nei Confronti delle Donne, che è stata firmata lo scorso maggio a Istambul. Il Comitato CEDAW ha visto con favore la legge che introduce il reato dello stalking, del 2009. Queste azioni, secondo quanto affermato dal Comitato, sono importanti ma non sufficienti. Il  Comitato ha espresso inoltre la sua preoccupazione per la rappresentazione delle donne quale oggetto sessuale e per la persistenza di stereotipi circa ruoli e responsabilità tradizionali dell’uomo e della donna nell’ambito della famiglia e della società, stereotipi questi che minano le condizioni sociali della donna e che si rispecchiano in molti settori quali: il mercato del lavoro, l’accesso alla vita politica ed alle cariche decisionali.
IL Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne alla luce di questi atroci episodi e tendenza nonché dinnanzi alle gravi mancanze dello Stato nel ratificare sollecitamente gli strumenti internazionali, nell’attuare politiche ed azioni di prevenzione e vigilare sull’applicazione effettiva delle pene nei riguardi dei colpevoli di tali delitti, si chiede se non abbiano ragione quanti e fra tutti l’ONU, lascino intendere che “l’Italia non sia un Paese per donne”.
Ancora una volta…. Un ennesimo caso di FEMMINICIDIO si è verificato ieri con la morte di Sabrina Blotti.
Stalking, uccisa davanti alla figlia l'assassino fugge, poi si spara







Evento del 31 maggio a Torino